Conclusa la terza edizione di Seed: un festival internazionale di design
Conclusa la terza edizione – Si è conclusa la terza edizione di Seed – Design actions for the future, un festival internazionale realizzato dalla Fondazione Guglielmo Giordano, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Architettura (IN/Arch). Questo evento ha avuto luogo a Perugia dal 25 al 28 settembre 2024 e ha avuto come obiettivo principale quello di promuovere un dialogo multidisciplinare sulle sfide contemporanee del pianeta.
In quattro giorni di attività, Seed ha visto la partecipazione di oltre 50 relatori di fama mondiale, tra architetti, designer, scienziati, filosofi e artisti. L’evento ha ospitato oltre 30 incontri, concerti, mostre e installazioni, creando un’atmosfera vibrante presso il suggestivo complesso di San Francesco al Prato. La grande affluenza di pubblico ha dimostrato l’importanza di questo format come piattaforma per il confronto e la riflessione su temi urgenti.
Attività e ospiti del festival
Il festival ha presentato un ampio ventaglio di attività, che hanno spaziato da concerti a installazioni artistiche, tutti focalizzati sulla tematica di quest’anno: “Equilibri”. L’incontro di diverse discipline è stato essenziale per affrontare argomenti complessi, tra cui i cambiamenti climatici e le disuguaglianze sociali.
Tra i relatori internazionali hanno preso parte personalità di spicco come:
Toshiko Mori – Architetta e docente presso la Harvard Graduate School of Design
Kjetil Thorsen – Co-fondatore di Snøhetta
Petra Blaisse – Fondatrice di Inside Outside
Peter Biľak – Grafico e tipografo
Javier Arpa Fernandez – Accademico e curatore
Alexander Römer – Fondatore del collettivo Constructlab
Jan Gehl – Architetto e ricercatore danese
Temi trattati: “Equilibri”
Il tema dell’edizione 2024, “Equilibri”, ha messo in evidenza le fratture e le instabilità del nostro tempo, sottolineando l’importanza di un dialogo tra architettura, design e discipline umanistiche e scientifiche. La coordinatrice scientifica del festival, Barbara Cadeddu, ha dichiarato che la ricerca di stabilità è un elemento centrale per l’umanità. Ha evidenziato che il XXI secolo è caratterizzato da disuguaglianze crescenti e conflitti geopolitici, rendendo essenziale affrontare tali temi con consapevolezza e creatività.
Programma e eventi del festival
Il festival ha offerto un ricco programma di eventi. Ecco una selezione delle attività principali:
Anteprima serale
Data: 20 settembre
Luogo: Sala dei Notari
Ospite: Stefano Boeri – Tema: La natura come forza vivente.
Incontri e conferenze
Discussioni sui legami tra architettura e vita, con interventi di Jan Gehl e Kjetil Thorsen.
Temi come l’architettura empatica e la sua influenza nelle aree colpite da conflitti sono stati esplorati da Raul Pantaleo e Giovanni Vecchiato.
Laboratori e workshop
Sessioni pratiche su design e innovazione, con particolare attenzione all’autocostruzione e alle emergenze umanitarie, illustrate tramite il prototipo “H7 Shelter”.
Relazioni tra scienza e architettura
Il festival ha accolto anche contributi scientifici significativi. Roberto Battiston, fisico sperimentale, ha trattato gli effetti dei cambiamenti climatici, la conservazione delle energie rinnovabili e le tecnologie per un futuro sostenibile. Altri relatori hanno esplorato temi variabili, dall’astrologia alle esplorazioni ambientali, creando un dialogo ricco e variegato.
Alcuni relatori:
Luca Bindi – Scoperta dei “quasicristalli in natura”.
Sofia Fatigoni – Uso dei radiotelescopi per osservare l’universo.
Omar di Felice – Esperienze di attivismo sportivo in Antartide.
Geopolitica e design
La geopolitica ha avuto un ruolo significativo nel festival. Lucio Caracciolo, direttore di LIMES, ha parlato dei conflitti internazionali e dei legami tra gli Stati. La geopoetica, presentata da Laura Canali, ha mostrato come la rappresentazione cartografica possa riflettere sentimenti e percezioni culturali.
Interventi sul tema:
Annalisa Metta – Paesaggi come strumenti di proiezione futura.
Alessandra Covini – Arte pubblica e architettura in contesti emergenti.
Attività artistiche e musicali
Il festival ha offerto anche un’importante esperienza culturale con un concerto jazz di Danilo Rea e una video installazione dal titolo “Leaveitbe” di AMDL CIRCLE. Questi eventi hanno messo in luce l’importanza dello spazio e della creatività artistica nel dialogo contemporaneo.
Conclusioni e prospettive future
Seed non è solo un festival, ma un’importante piattaforma culturale che promuove il dialogo tra diverse discipline. Andrea Margaritelli, presidente di IN/Arch, ha descritto Seed come un’opportunità di esercizio per ampliare le percezioni e le visioni a lungo termine. La continua ricerca di equilibri, sottolinea Margaritelli, deve essere alimentata dalla collaborazione e dalla curiosità, specialmente tra le nuove generazioni.
Il festival ha anche una dimensione editoriale, con la pubblicazione di un terzo volume dedicato ai temi trattati, edito da Rubbettino. La necessità di interdisciplinarità è oggi più che mai evidente, e Seed si propone come un catalizzatore di innovazione e riflessione in un contesto globale complesso.
Eventi futuri
Il festival ha già messo in cantiere eventi futuri per continuare a promuovere il dialogo e la condivisione di idee. Gli organizzatori invitano tutti a partecipare a queste iniziative che si terranno nel corso dell’anno.
Calendarietto di eventi futuri:
Luogo: Varie location a Perugia
Titolo evento: Festival Seed 2025
Data: Date da definire (si invitano tutti a rimanere aggiornati sul sito ufficiale).
In sintesi, la terza edizione di Seed ha dimostrato come il design possa fungere da ponte tra discipline e culture, affrontando le sfide globali con creatività e responsabilità.

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