Cittadella giudiziaria percorsi del contado parco del Rio e del Bulagaio

 
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Cittadella giudiziaria percorsi del contado parco del Rio e del Bulagaio

La III commissione consiliare Urbanistica, presieduta dalla consigliera Casaioli, ha preso in esame la proposta della giunta per la cessione della proprietà superficiale del Palazzo del Capitano del Popolo e dell’Università Vecchia, di proprietà comunale, finalizzata alla realizzazione della Cittadella Giudiziaria di Perugia. La proposta è stata approvata con 8 voti a favore e 5 astensioni.

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Quindi, la discussione è passata all’ordine del giorno presentato  dal Gruppo Consiliare Progetto Perugia sulla riscoperta e promozione dei percorsi storici del contado perugino in relazione alla rete nazionale dei cammini e in particolare della Via di Francesco, e, infine, all’ordine del giorno presentato dai gruppi consiliari Partito Democratico, Idee Persone Perugia e Rete Civica Giubilei sul restauro di natura e paesaggio nel parco del Rio e del Bulagaio, che sono stati rinviati alla prossima seduta per ulteriori approfondimenti.

Alla seduta hanno partecipato anche l’Assessore Bertinelli e il dirigente Zampolini, per il primo atto in discussione, quindi l’Architetto Lattaioli, esperto di interventi nei centri storici e di carattere ambientale, il Presidente dell’Ecomuseo del Tevere Giacometti, l’Architetto Fioroni  dell’Associazione Parco del Rio e del Bulagaio, il Consigliere Croce per gli altri ordini del giorno in esame.

La preconsiliare per la cessione a titolo gratuito allo Stato italiano per 99 anni della proprietà superficiaria della porzione di proprietà comunale del Palazzo del Capitano del Popolo e dell’Università Vecchia è stata illustrata dall’assessore al Bilancio Bertinelli, che ha ricordato la sua approvazione da parte della Giunta lo scorso 22 marzo. L’iniziativa si presenta quale ulteriore, necessario passo per la realizzazione del più complesso progetto della Cittadella Giudiziaria di Perugia, permettendo di includere nello stesso anche il Palazzo del Capitano del Popolo. Già sede di uffici giudiziari, infatti, il palazzo necessita di un intervento di adeguamento sismico, in vista del quale la stessa Agenzia del Demanio, soggetto attuatore del progetto della Cittadella, ha richiesto la costituzione di un diritto reale a favore dello Stato sull’immobile. La cessione è comunque condizionata all’apposizione sul complesso immobiliare del vincolo di destinazione a uffici giudiziari, nonché al suo inserimento nel progetto della Cittadella giudiziaria.

Anche il dirigente Zampolini ha ricordato che già nel 2018 era stato firmato un protocollo d’intesa per la realizzazione della cittadella giudiziaria, per rispondere all’esigenza del Ministero di accentrare gli uffici giudiziari. Successivamente, lo stesso ministero aveva manifestato l’esigenza di ulteriori spazi rispetto a quelli ricavabili dalla ristrutturazione del carcere maschile e femminile, proponendo di inserire nel progetto il palazzo del Capitano del popolo.

I consiglieri Giubilei, Borghesi e Croce hanno tenuto a sottolineare la necessità di ulteriori approfondimenti rispetto all’interventourbanistico, dal momento che esso può essere considerato unotra i più importanti degli ultimi anni, in grado dimodificare l’uso di parti del centro storico. Al di là della pratica in discussione, di carattere tecnico, per i consiglieri del centro sinistra è, in ogni caso, necessario un ulteriore confronto sul tema della Cittadella sia con la città, anche con un Consiglio grande sull’argomento, che con gli esperti, al fine di una più attenta valutazione del progetto complessivo e della sua incidenza sulla città.

Appoggio pieno alla pratica in discussione, così come al progetto della Cittadella presso l’ex carcere è stato, invece, espresso dal capogruppo Nannarone, che ne ha sottolineato i vantaggi, a partire dalla riqualificazione di un luogo storico all’ingresso della città. “Non vi sarebbe –ha aggiunto- la necessità di costruire consumando nuovo suolo o di delocalizzare fuori dal centro, che in questo modo non avrebbe perdite di tipo economico. Inoltre, si riunirebbero in un unico polo le varie attività giudiziarie attualmente dislocate in punti diversi, con un risparmio enorme per lo Stato.”

Lo stesso Nannarone e il consigliere Valigi hanno, altresì, invitato l’amministrazione a velocizzare il percorso verso la realizzazione della cittadella.

Di parere contrario, invece, la consigliera M5S Morbello, per la quale sarebbe necessario salvaguardare il ruolo di piazza Matteotti quale polo storico della giustizia a Perugia. Secondo Morbello l’ex carcere non sarebbe il luogo ideale per la cittadella, sia dal punto di vista logistico legato alla sua struttura, sia perché comunque fuori dal centro, con conseguenti pericolosi effetti economici sugli operatori commerciali locali. “Che il carcere rappresenti un’emergenza architettonica della città –ha detto- è sotto gli occhi di tutti, ma è necessaria una visione olistica della città. Ritengo che il Mercato coperto possa essere una struttura assai più adatta a ospitare la cittadella, permettendo ai servizi e alle attività giudiziaria di restare in centro storico.” Per questo la consigliera ha presentato un emendamento alla pratica, con il quale si suggerisce all’Agenzia del Demanio e al Ministero della Giustizia di esaminare il complesso del Mercato Coperto per la realizzazione della cittadella e la permuta di tale struttura con quella degli ex carceri maschile e femminile di Perugia.

L’emendamento, posto in votazione dalla commissione, è stato però respinto con 12 voti contrari e un solo voto favorevole.

La presidente Casaioli ha, quindi, richiamato l’attenzione dei commissari sulla necessità di approvazione della pratica nei tempi previsti, quale opportunità di utilizzare i fondi del Recovery Plan, lasciando ulteriori discussioni e confronti in altre sedi e con altre modalità.

  • Messa in votazione, la preconsiliare è stata approvata con 8 voti a favore (maggioranza) e 5 astensioni (centro sinistra e M5S)

La commissione è poi passata alla discussione di due ordini del giorno sulla valorizzazione della rete dei Cammini nel territorio di Perugia, il primo presentato dal gruppo Progetto Perugia e il secondo dai consiglieri di centro sinistra.

Con l’ordine del giorno di Progetto Perugia si chiede, in particolare, che il Comune di Perugia si attivi per assumere un ruolo importante e centrale nell’ambito della “Via di Francesco” con le diramazioni lungo il Tevere e verso il Trasimeno, realizzando tutte le iniziative necessarie alla valorizzazione dei cammini, in sinergia con la Regione, Sviluppumbria, con le associazioni riconosciute dei cittadini operanti nel territorio in ambito culturale, con le associazioni di categoria attive in ambito economico e turistico. Chiedono, inoltre, che sia garantita la necessaria manutenzione del piano viabile delle pertinenze attraverso lo sfalcio periodico della vegetazione, e migliorato il collegamento diretto tra l’aeroporto di Perugia e la Via di Francesco che corre al limite dell’infrastruttura.

Infine, impegnano l’amministrazione a effettuare un lavoro di studio e ricognizione dei percorsi che dal contado risalivano alla città a completamento del lavoro già iniziato negli ultimi anni, usufruendo di idonei bandi di finanziamento. In particolare, nell’atto si fa riferimento al percorso che dal parco cittadino di Santa Margherita, fiancheggiando il fosso omonimo, giungeva a Pieve di Campo e Ponte San Giovanni, e quello che da Porta S. Angelo attraverso il Bulagaio e la valle del Rio giungeva a Ponte Felcino, e dai Ponti potersi connettere con l’infrastruttura del Percorso Verde lungo il Tevere.

“La città di Perugia, pur essendo il capoluogo di regione, -ha spiegato il consigliere Puletti illustrando l’atto- nell’ambito della rete dei“Cammini” deve ancora esprimere tutte le potenzialità che potrebbero fargli assumere ilruolo importante e di rilievo che le spetterebbe. Avere maggiore peso e importanza nell’ambito della Via di Francesco, soprattuttofacendo leva sulla variante del percorso che da Valfabbrica porta a Perugia per poiriconvergere su Assisi o al Trasimeno e verso la Toscana con la via “Lauretana”, -ha proseguito- e collegare alla Via di Francesco ipercorsi minori che tramite le vie regali e maestre, dal contadogiungono alle cinque porte rionali e quindi al cuore della città, significherebbe inserirsi con tutta evidenza nella rete dei cammini nazionali ed internazionali, dando rilevanza strategica alla salvaguardia e implementazione degli itinerariculturali e paesaggistici, valorizzando il patrimonio culturale e le identità territoriali, promuovendo politiche delturismo sia per la città che per i borghi storici periferici. Sarebbe anche un opportunità per instaurare un rapporto di collaborazione con associazioni riconosciute operanti inambito turistico e culturale, con enti pubblici e soggetti privati anche riuniti inconsorzi, al fine di dotare il territorio comunale attraversato dalla Via di Francesco,dal percorso ciclo-pedonale del Tevere e dalla Tevere-Perugia-Trasimeno,di tutta quella serie di servizi di assistenza al camminatore necessari per la loro conoscenza e frequentazione. Significherebbe anche –ha conclusoPuletti- favorire opportunità di nuovi posti di lavoro e sviluppo del territorio, occasioni di promozione del nostro patrimonio, anche tramite la creazione di innovative attività didattiche, favorire forme di viabilità dolce pedonale e ciclabile alternativa a quella degliautoveicoli, nonché il processo di connessione tra l’ambiente ed il paesaggio ruralee naturale con quello urbano, contribuendo in maniera importante al tema dellasostenibilità.

 

Analogo ordine del giorno è stato illustrato anche dal consigliere Fabrizio Croce, a nome dei gruppi di centro sinistra, con il quale si chiede all’amministrazione di dare seguito all’odg già approvato in Consiglio Comunale sul percorso pedonale di Viale Sant’Antonio, avviando una interlocuzione con l’associazione per il Parco del Rio e del Bulagaio e con tutti gli altri soggetti interessati alla riqualificazione dell’area.  Si chiede, inoltre, di valutare l’eventualità di uno studio di fattibilità sul progetto di riqualificazione della zona in questione, al fine di trasformare questa immensa area verde alle porte della città vecchia in uno dei più bei paesaggi naturalistici presenti nel territorio comunale e, infine, di valorizzare come attrattore turistico e, conseguentemente, dotare di risorse tecniche e tecnologiche, tutte le attività di riscoperta dei percorsi che collegavano anticamente il “contado” con il centro cittadino, facendole divenire uno strumento di promozione del territorio in grado di dialogare con la rete nazionale dei cosiddetti “cammini” ed, in particolare, con quella incentrata sui Cammini Francescani.

“Sia la precedente che l’attuale Amministrazione Comunale –ha ricordato Croce- hanno avviato un processo di riqualificazione di tutta l’area a monte della Valle del Rio e del Bulagaio con la messa a punto di alcune opere significative, quali la ripavimentazione dell’antica Piazza Grimana, il consolidamento del costone del Fosso del Bulagaio, interessato da due frane in coincidenza con Viale di Sant’Antonio, la  sistemazione dell’area antistante Porta Sant’Antonio, la creazione di un percorso pedonale da Piazza Grimana al Cassero e la partecipazione a Progetti di Rigenerazione Urbana portati avanti dal tessuto associativo che hanno consentito di far nascere interessanti esperienze di partecipazione attiva della cittadinanza.L’Associazione per il Parco del Rio e del Bulagaio, -ha spiegato ancora il capogruppo di IPP- sta lavorando da tempo a un progetto di riqualificazione e valorizzazione del territorio della Valle del Rio e dei suoi affluenti, nella consapevolezza peraltro che il Parco del Rio e del Bulagaio, fondamentale polmone naturale di tutta l’area Nord-Est cittadina, non ha mai goduto di cure ed attenzioni che ne consentissero una fruizione per fini turistico-naturalistici o per attività didattico-scientifiche.” Al riguardo, Croce ha anche ricordato che il Consiglio Comunale ha di recente approvato all’unanimità un ordine del giorno per il completamento del percorso pedonale a monte di Viale Sant’Antonio, che potrebbe contribuire a valorizzare l’ineguagliabile panorama sull’intera valle, offrendo più di una suggestione a possibili nuovi percorsi naturalistici e produrre benefici al progetto di valorizzazione del Cammino come attrattore turistico-religioso.

Alla discussione di questi ultimi due ordini del giorno hanno partecipato anche l’arch. Paolo Lattaioli, che ha ricordato la nascita del Parco Santa Margherita, negli anni 80. “Un parco importante, con i suoi 51 ettari di superficie, -ha spiegato- di cui, però, nel tempo è stato fatto un uso discontinuo, che ha portato a un degrado sempre maggiore del sito.” L’arch. Lattaioli ha, quindi, illustrato in maniera sintetica il progetto di fattibilità denominato Parco degli Etruschi, ideatoper la rivalorizzazione del Parco di Santa Margherita da qualche anno, con il coinvolgimento di diversi soggetti cittadini.

Un invito alle amministrazioni locali a investire risorse per l’attività degli Ecomusei e per il recupero di immobili storici del territorio è giunto dal presidente dell’Ecomuseo del tevereGiacometti, che ha ricordato anche le diverse attività realizzate nel tempo con il coinvolgimento delle comunità locali. Infine, anche l’arch. Fioroni ha illustrato brevemente il progetto di un percorso lungo la valle del Rio e il Parco del Rio e del Bulagaio, con la possibilità –ha spiegato- “di metter in collegamento la parte nord di Perugia con gli altri percorsi del Tevere, creando un corridoio ecologico che, oltre agli aspetti turistici, potrebbe avere molti altri usi, tra cui uno importante per il futuro di Perugia, ovvero quello di essere anche uno strumento di mobilità sostenibile per la città.”

La commissione, al termine delle illustrazioni, si è aggiornata per proseguire la discussione nella prossima seduta.

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