Che mondo fa?, Fabbri guida Perugia tra crisi e futuro

Che mondo fa?, Fabbri guida Perugia tra crisi e futuro

Sala dei Notari gremita per la geopolitica umana di Fabbri

Nella Sala dei Notari di Palazzo dei Priori, gremita in ogni ordine di posto, l’incontro con il geopolitico Dario Fabbri ha trasformato una mattinata d’inverno in un laboratorio collettivo di analisi e consapevolezza. L’appuntamento, dal titolo “Che mondo fa?”, organizzato dalla Fondazione Carlo Lorenzini e patrocinato dal Comune di Perugia e dall’Università degli Studi di Perugia, ha richiamato un pubblico numeroso, attento e curioso, composto da studenti, professionisti, amministratori, rappresentanti del mondo economico e semplici cittadini desiderosi di comprendere meglio il contesto globale.​

Al centro dell’incontro, la capacità di Fabbri di intrecciare i grandi dossier internazionali – guerre, crisi energetiche, competizione tra potenze, transizioni economiche – con le fragilità e le aspettative delle comunità locali, in particolare dell’Italia e dell’Umbria. Una “geopolitica umana” che parte dalle persone, dai loro timori e dalle loro speranze, e che nella solenne cornice medievale della Sala dei Notari trova un contrappunto simbolico: il luogo delle decisioni civiche che si apre al mondo e ai suoi conflitti.​

Fabbri, direttore della rivista Domino e tra i più autorevoli analisti italiani, ha guidato i presenti in un percorso che ha toccato le principali aree di crisi, evidenziando come gli equilibri globali siano oggi più fluidi e instabili che in passato. Senza cedere al pessimismo, ha sottolineato quanto sia decisivo dotarsi di strumenti di lettura complessi per non subire passivamente eventi come guerre, tensioni commerciali, rivoluzioni tecnologiche e mutamenti degli assetti di potere tra Stati Uniti, Cina, Russia e Unione europea.​

Il dialogo con il pubblico, vivace e serrato, ha permesso di avvicinare temi spesso percepiti come lontani alla quotidianità di una città di medie dimensioni, ma inserita a pieno titolo nelle catene economiche, culturali e sociali globali. Dalle domande sulla sicurezza energetica a quelle sulle prospettive per le giovani generazioni, la discussione ha restituito l’immagine di una comunità che non si rassegna alla semplificazione e che cerca risposte approfondite, pur senza rinunciare a momenti di leggerezza.​

Determinante il ruolo della Fondazione Carlo Lorenzini, che ha scelto ancora una volta di legare i propri auguri di Natale a un evento di alto profilo culturale, aperto gratuitamente alla città fino a esaurimento posti. Una scelta che conferma la vocazione della Fondazione alla promozione della conoscenza, del pensiero critico e delle nuove idee, con particolare attenzione ai giovani, chiamati a confrontarsi con un presente segnato da incertezze ma anche da opportunità di cambiamento.​

L’atmosfera, resa ancora più intensa dalla cornice architettonica della Sala dei Notari, ha contribuito a trasformare l’incontro in un momento di condivisione collettiva, in cui l’analisi è andata di pari passo con il coinvolgimento emotivo. La combinazione di rigore e ironia, tratto distintivo di Fabbri, ha reso il linguaggio della geopolitica accessibile senza banalizzarlo, permettendo anche ai non addetti ai lavori di orientarsi tra scenari complessi e di sentirsi parte di una comunità più ampia, quella di chi prova a capire “che mondo fa” prima di decidere che mondo vuole costruire.​

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