Charles Mingus: voce, canto e poesia al servizio del jazz

A conclusione delle celebrazioni per il centenario dalla nascita di Charles Mingus

Charles Mingus: voce, canto e poesia al servizio del jazz

A conclusione delle celebrazioni per il centenario dalla nascita di Charles Mingus, la rassegna Cantieri di Socialità – Hat & Beard Talks ha ospitato la presentazione del libro “Le voci di Mingus” di Claudia Aliotta, appuntamento inserito nel calendario dell’International Jazz Day 2023.

Un pubblico attento ha partecipato la scorsa domenica all’evento organizzato presso lo Spazio Mogrè dall’associazione di promozione Sociale “Hat & Beard”, il cui calendario di incontri non manca di suscitare interesse per la qualità e la varietà delle proposte culturali che offre.

Dopo l’introduzione di Andrea Angeloni, membro dell’associazione, Claudia Aliotta, autrice del saggio edito da Etabeta, ha condiviso attraverso una narrazione vivace e coinvolgente, intercalata anche da ascolti e proiezioni, la sua visione del compositore afroamericano seguendo il percorso e l’approccio che sta alla base del suo volume, analizzando aspetti diversi della produzione del musicista,ma mettendo soprattutto in luce il suo legame con la voce, il canto, la poesia e la parola declamata.

Dalle “voci” che sono state alla base della sua formazione musicale nell’infanzia (il pianoforte, la radio, la musica della Holiness Church) alla particolare importanza rivestita dal contrabbasso come strumento chiave per conquistare la propria identità di persona e di musicista, la cantante siciliana si è soffermata sulla voce di Mingus, usata come strumento didattico nella composizione e nella concertazione nella seconda metà degli anni Cinquanta, e sui brani cantati dal contrabbassista nell’album “Oh Yeah” del 1962.

In maniera più specifica sono state trattate le composizioni legate alle tematiche dei diritti civili e alle problematiche razziali come “Freedom”, “Fables of Faubus” e “Don’t let it happen here” prendendo in esame i testi scritti da Mingus e il suo impegno sociale come musicista. Partendo dalla giovanile “Weird Nightmare” brano scritto a soli 17 anni, è stata esplorata anche la produzione come songwriter sottolineando l’importanza di“Eclipse”, “Portrait” e “Duke Ellington’s Sound of Love”, con una piccola parentesi su “Paris in Blue”, brano poco conosciuto dalla struttura particolare sia sotto l’aspetto melodico che ritmico. In chiusura si è accennato anche alla collaborazione con Joni Mitchell e al grande contributo della Mingus Big Band nel mantenere in vita e diffondere la musica di Charles Mingus.

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