Berrocal intervistato da Romizi per “Diario di un’insurrezione”

 
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Berrocal intervistato da Romizi per “Diario di un’insurrezione”

Berrocal intervistato da Romizi per “Diario di un’insurrezione”

di Riccardo Cambri

Il canale ufficiale YouTube Unitre Orvieto ospita l’incontro fra Alberto Romizi, vicepresidente dell’associazione, e l’antropologo Emilio G. Berrocal, ospite particolarmente amato dal pubblico orvietano e regolarmente presente negli ultimi Anni Accademici di Palazzo Simoncelli.

Dopo conferenze musicali di particolare interesse, azioni scenico-teatrali originali, relazioni sociologiche correlate ad argomenti culturali, Berrocal tratterà stavolta del suo ultimo libro, “Diario di un’Insurrezione”, nel quale affronta tematiche di stringente e vibrante attualità.
Qui il link attivo per assistere all’evento.

L’autore di “Diario di un’Insurrezione”, Emilio G. Berrocal, antropologo, ma anche rapper, autore e regista, racconta, in forma di diario, l’ideologia e le azioni del movimento “Black Lives Matter” (le vite dei neri contano), sorto nel 2010 ma esploso nel 2020 in seguito alla brutale uccisione di George Floyd da parte di un poliziotto che lo ha soffocato spietatamente. Berrocal parte da questo evento, esecrato a livello internazionale ma non abbastanza nel nostro Paese, vedendone la metafora della condizione delle minoranze provenienti dal Sud del mondo, soffocate da un Sistema ancora profondamente razzista.

Il Colonialismo oggi non è finito, secondo l’autore, ma ha assunto semplicemente altre forme ed è mantenuto persino da quelle correnti di pensiero che sostengono di volerlo eliminare, per poi subdolamente mantenerlo. Dal razzismo al tema delle migrazioni, viene analizzata l’incapacità generalizzata e propria anche dei soggetti che si definiscono progressisti ad integrare il sé con l’altro, frapponendo sempre e comunque barriere, dimenticandosi di quella che era la condizione ancestrale dell’uomo, condizione che l’autore definisce “meticciato originale“, auspicandone il ritorno e lanciando la sua affermazione perentoria: “we all are mixed“.

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