Immigrazione, è necessario accelerare tempi dei processi civili

Immigrazione, è necessario accelerare tempi dei processi civili

Immigrazione, è necessario accelerare tempi dei processi civili La procedura scelta per i ricorsi in materia di immigrazione ha intasato i Tribunali e oberato i magistrati. Nella organizzazione del lavoro il tempo va dedicato alle imprese, alle famiglie, ai cittadini.

Nel silenzio generale, mentre da più parti si reclama la riduzione dei tempi della Giustizia, i Tribunali sede di Corti di Appello si sono trovati in serie difficoltà e con un aumento indefinibile per contenzioso in materia di immigrazione. Questo lo si deve al cd “decreto Minniti” che ha introdotto il rito camerale per le controversie in materia di riconoscimento della protezione internazionale e per quelle aventi ad oggetto l’impugnazione dei provvedimenti adottati dalla autorità preposta alla determinazione dello Stato competente all’esame della domanda di protezione internazionale. In sostanza ovunque, per decidere, è necessario formare un collegio di magistrati e impegnare di conseguenza i magistrati togati in materia di immigrazione. 

L’effetto è stato esattamente contrario alla volontà più volte invocata di avere processi rapidi: i contenziosi aventi ad oggetto crediti, debiti, proprietà, società, in altri termini tutto ciò che attiene la economia e i cittadini, sono stati fortemente penalizzati. Nei Tribunali, infatti, il lavoro dei magistrati togati è stato stravolto dalla necessità della formazione dei collegi, provocando rinvii anche di un anno per le cause civili già incardinate.

Per questo motivo, in attesa di esaminare il decreto immigrazione, i Senatori di Forza Italia, prima firmataria Fiammetta Modena, hanno presentato un disegno di legge che sposta le competenze sui magistrati onorari e abroga la norma relativa al rito camerale e alla composizione collegiale. Inoltre, sempre per scoraggiare i ricorsi,  viene previsto che l’efficacia esecutiva del provvedimento impugnato non possa essere sospesa dal ricorso giurisdizionale: è noto infatti che nelle more dei procedimenti giudiziari, la stragrande maggioranza dei proponenti si dia alla latitanza generando insicurezza nei cittadini, creando problemi alle forze dell’ordine e – di fatto – svilendo il lavoro loro e degli operatori umanitari che accolgono migranti da ogni parte del sud del mondo.

La Giustizia italiana ha necessità snellire il lavoro: non è possibile che la mano sinistra  non sappia cosa faccia la destra in materia di tempi. Siamo sicuri che questa proposta sarà assunta e presa in esame nel Decreto immigrazione.

Si tratta del DDL 776, prima firmataria Fiammetta Modena, Coofirmatari Giacomo Caliendo (FI-BP) , Franco Dal Mas (FI-BP) , Massimo Mallegni (FI-BP) , Maria Rizzotti (FI-BP) , Emilio Floris (FI-BP) , Lucio Malan (FI-BP) , Andrea Causin(FI-BP) , Enrico Aimi (FI-BP) , Elena Testor (FI-BP) , Francesco Battistoni (FI-BP) , Giuseppe Tommaso Vincenzo Mangialavori (FI-BP) , Maria Alessandra Gallone (FI-BP)

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