Abbandono rifiuti a San Gemini denunciate tre persone

Abbandono rifiuti a San Gemini denunciate tre persone

I controlli dei Carabinieri Forestali nel comune di Terni

Il Nucleo Carabinieri Forestale di Terni ha intensificato le attività di vigilanza per contrastare lo smaltimento illecito di immondizia. L’operazione mirata ha interessato diverse aree sensibili del comprensorio locale.

I controlli sul territorio

Gli accertamenti investigativi, tuttora in pieno svolgimento, scaturiscono dalla persistenza di condotte incivili legate al deposito incontrollato di scarti lungo le arterie stradali e nelle zone più isolate, con evidenti ripercussioni sul decoro e sulla tutela dell’ecosistema. Nel corso delle ultime verifiche, i militari hanno individuato tre soggetti ritenuti responsabili di altrettanti episodi distinti di scarico abusivo nel perimetro comunale di San Gemini.

Le sanzioni e il ripristino

I presunti trasgressori sono stati deferiti all’autorità giudiziaria. Oltre alla segnalazione alla Procura della Repubblica, i tre cittadini dovranno farsi carico interamente dei costi necessari per la bonifica e il ripristino ambientale delle aree danneggiate. Secondo quanto stabilito dalle attuali procedure, per poter estinguere l’illecito penale i responsabili saranno tenuti al pagamento di una sanzione pecuniaria pari a 4.500 euro. Parallelamente, la tipologia di infrazione commessa comporta l’applicazione della misura accessoria della sospensione della patente di guida, per una durata minima non inferiore ai quattro mesi.

Le località colpite

La condotta illecita si è concretizzata attraverso l’impiego di autoveicoli per il trasporto e il successivo scarico dei materiali. Nello specifico, i militari dell’Arma hanno accertato che i cumuli di spazzatura erano stati posizionati nei pressi del fosso Caldaro e lungo la strada provinciale 41, l’arteria viaria che collega l’abitato di San Gemini al territorio di Montecastrilli. I materiali rinvenuti sul posto erano costituiti prevalentemente da rifiuti di tipo urbano, stipati dentro numerosi sacchi di plastica nera. Questa tipologia di scarti avrebbe dovuto seguire i canali ordinari di smaltimento mediante il conferimento gratuito presso le apposite stazioni ecologiche comunali.

Il quadro normativo

La recente revisione delle norme contenute nel Testo Unico Ambientale ha inasprito l’azione di contrasto contro i reati di natura ecologica. Chiunque abbandoni depositi non autorizzati o sversi sostanze nei corsi d’acqua rischia oggi una sanzione pecuniaria compresa fra un minimo di 1.500 euro e un tetto massimo di 18.000 euro. Qualora l’illecito venga compiuto con l’ausilio di mezzi motorizzati, la legge prevede il ritiro immediato del titolo di guida per un periodo che varia da quattro a sei mesi. Attualmente il procedimento penale verte nella fase delle indagini preliminari, vige pertanto il principio di presunzione di innocenza per tutti i soggetti coinvolti fino all’eventuale giudizio definitivo.

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