Fotografie di inclusione sociale in mostra nelle città umbre
Apre domani ad Amelia, nella Sala dello Zodiaco di Palazzo Petrignani, la mostra fotografica itinerante “Anemoni Anonime” ideata dalla cooperativa Spazio Famiglia e realizzata dagli ospiti del Centro Diurno Spazio Creo, che gestisce attività socio-riabilitative per persone adulte con disabilità intellettiva. L’esposizione resterà visibile fino al 10 agosto, segnando la ripartenza di un percorso espositivo che già aveva interessato Amelia nei mesi scorsi, trasformandosi ora in una mostra itinerante che attraverserà Terni, Narni, Todi, Lugnano in Teverina, Giove e Penna in Teverina, territori di provenienza degli autori delle opere.
Dal 2013 la cooperativa Spazio Famiglia opera nell’Amerino con una comunità alloggio per adulti con disabilità intellettiva e, dal 2019, con il Centro Diurno Spazio Creo, dove si propongono laboratori socio-riabilitativi che mirano allo sviluppo delle autonomie personali e delle competenze relazionali attraverso attività che integrano apprendimento e socializzazione. Attualmente il centro ospita 20 persone tra i 18 e i 65 anni, impegnate quotidianamente in percorsi di inserimento sociale.
“Anemoni Anonime” nasce da un laboratorio di fotografia avviato a febbraio 2024, che ha visto gli ospiti del Centro Diurno impegnati sia come fotografi sia come soggetti, sviluppando un confronto sul concetto di bellezza, spesso distorto o ingabbiato da stereotipi culturali. Le immagini raccontano la ricerca di un’estetica che supera le definizioni tradizionali, testimoniando una visione inclusiva e plurale, capace di riconoscere la bellezza nei rapporti, nella quotidianità condivisa e negli attimi di gentilezza o passione vissuti insieme.
La mostra si propone di far emergere il contributo di chi abitualmente rimane ai margini dei circuiti culturali, offrendo una prospettiva diversa sulla bellezza e sulle identità, espressa attraverso la fotografia come linguaggio diretto, immediato e libero dalla mediazione verbale. Gli ospiti hanno rielaborato esperienze significative accanto a familiari, educatori e amici, sperimentando un rapporto nuovo con la propria immagine e con la propria presenza nella comunità.
Il progetto si configura come un inno alla semplicità e all’inclusione, con un taglio ironico e riflessivo che invita alla condivisione e alla partecipazione, sia per chi ha realizzato le fotografie sia per chi le osserva. La mostra finale rappresenta non solo un’esposizione artistica, ma un momento di incontro tra disabilità e territorio, contribuendo a costruire spazi di relazione che promuovono l’integrazione sociale in modo concreto.
All’interno di “Anemoni Anonime” si intrecciano professionalità e partecipazione: Elena Russo, psicologa, psicoterapeuta e fotografa, ha coordinato il progetto fotografico, affiancata da Luca Salerno, videomaker che ha seguito tutte le fasi creative, Viviana Bonelli, make-up artist che ha collaborato nella costruzione delle immagini, e Alberto Bravini, che ha messo a disposizione una sala posa professionale per consentire agli ospiti di vivere un’esperienza immersiva.
Attraverso queste immagini, gli autori hanno esplorato nuovi modi di rappresentarsi, riscoprendo aspetti inattesi della propria identità e sperimentando con spontaneità la libertà espressiva, rivelando come la bellezza possa nascere dall’incontro con l’altro, dalla gentilezza, da momenti semplici, al di fuori dei modelli preconfezionati imposti dai canoni contemporanei. La mostra intende stimolare una riflessione collettiva su quanto sia fragile l’idea di bellezza dominante e su come possa essere ripensata partendo da chi ogni giorno affronta la diversità come parte integrante della propria esistenza.
“Anemoni Anonime” non ambisce a costruire un nuovo standard estetico, ma a testimoniare la pluralità dei punti di vista e la possibilità di raccontare la bellezza attraverso il vissuto di chi, proprio in virtù di una condizione di fragilità, osserva la realtà con sguardi più liberi dai condizionamenti sociali. Il progetto, sostenuto dall’intera equipe del Centro Diurno Spazio Creo, ha permesso di costruire momenti di coesione e di creatività condivisa, trasformando la fotografia in uno strumento di partecipazione e comunicazione profonda.
L’esposizione si pone come spazio culturale di inclusione, dove la fragilità si trasforma in risorsa, offrendo al pubblico un percorso che intreccia immagini, storie personali e riflessioni sulla percezione della bellezza, sottolineando come il valore estetico possa derivare dal significato che le persone attribuiscono alle proprie esperienze. La mostra sarà visibile ad Amelia fino al 10 agosto, per poi proseguire in altre città umbre, consolidando un dialogo tra i territori e le persone, creando reti di relazione e partecipazione, rafforzando il legame tra disabilità e comunità attraverso il linguaggio universale della fotografia.

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