La centrale accusa la società di gravi pressioni psicologiche
La pallavolista Asia Cogliandro denuncia di essere stata esclusa dalla squadra di Perugia dopo aver comunicato la propria gravidanza. Con oltre quindici anni di carriera tra Serie A1 e A2, la centrale afferma che il suo rapporto con il club umbro si sarebbe incrinato bruscamente a causa della sua maternità, nonostante un legame professionale solido e duraturo.
La notizia viene ampiamente riportata da La Stampa di Torino, uno screenshot pubblicato dalla stessa atleta, ma anche da altre testate nazionali e locali.
Secondo il racconto dell’atleta, dopo la promozione del club in massima serie, le era stato proposto un rinnovo contrattuale a maggio 2024. L’accordo era stato sottoscritto da cinque giocatrici, tutte desiderose di proseguire l’avventura sportiva. Cogliandro precisa che la sua funzione all’interno della squadra non era legata al ruolo da titolare, ma piuttosto al contributo esperienziale e motivazionale. Consapevole della propria posizione nella gerarchia tecnica, riteneva comunque di poter offrire un supporto importante, soprattutto nei momenti decisivi.
Nonostante l’ottimismo iniziale, il clima sarebbe cambiato radicalmente all’inizio dell’anno. Dopo aver scoperto di essere incinta, la giocatrice ha continuato ad allenarsi con regolarità fino a gennaio. Il 21 del mese, durante una sessione di preparazione, nota tensione tra le compagne e decide di comunicare la sua condizione al gruppo. Il giorno successivo informa la dirigenza, ricevendo un’apparente accoglienza calorosa.
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Il sostegno iniziale però, secondo quanto riportato, si sarebbe trasformato in pressioni crescenti da parte della società, culminando in una richiesta di abbandonare l’alloggio fornito dal club e di restituire parte degli stipendi già versati. L’atleta sostiene di aver cercato un compromesso, proponendo la sospensione del contratto e la disponibilità a ricoprire incarichi alternativi. Tuttavia, nonostante la differenza economica minima tra la proposta ricevuta e il valore residuo dell’accordo — pari a circa 12 mila euro — non sarebbe stato possibile raggiungere un’intesa.
Asia Cogliandro incinta, Perugia Volley, nessuna pressione sull’atleta
Cogliandro descrive la vicenda come una forma di esclusione basata su motivi personali, esprimendo un senso di disorientamento per la brusca interruzione di un rapporto professionale ritenuto fino a quel momento costruttivo. Il legame con la società, secondo la sua ricostruzione, andava oltre la dimensione sportiva. Contatti quotidiani con la dirigenza, in particolare con il presidente, rafforzavano la percezione di appartenenza a un progetto condiviso e familiare.
Asia Cogliandro incinta, Lega Volley Femminile: maternità sempre tutelata
Nel corso dell’intervista concessa al quotidiano La Stampa, l’atleta afferma che la sua esperienza non è isolata, richiamando l’attenzione sulla condizione contrattuale di molte giocatrici di pallavolo. Inquadrate come collaboratrici coordinate e continuative, e non come professioniste, le atlete si trovano spesso prive di tutele adeguate in caso di maternità. Cogliandro osserva che, pur con alcuni passi avanti, il sistema resta fragile per chi affronta scelte personali come la gravidanza all’interno del contesto sportivo.
Il caso solleva interrogativi rilevanti sul riconoscimento dei diritti fondamentali delle lavoratrici sportive. L’assenza di una cornice normativa efficace espone le atlete a rischi contrattuali e psicologici, soprattutto in momenti delicati della vita personale. L’episodio evidenzia la distanza tra la retorica inclusiva spesso promossa nel mondo dello sport e le pratiche reali con cui vengono gestite situazioni di maternità.
Nonostante l’allontanamento, sul sito ufficiale del club umbro la giocatrice risulta ancora in rosa, ma questo elemento formale contrasta con la realtà descritta. Il suo racconto mette in luce le contraddizioni strutturali del settore e si configura come un appello implicito a una riforma dei contratti e delle garanzie nel volley femminile.
La denuncia rappresenta un caso emblematico e riapre il dibattito su parità di trattamento, tutela della maternità e dignità professionale delle atlete. Il fatto che un ritorno alla competizione venga compromesso non da motivazioni tecniche ma da una condizione personale pone questioni che riguardano l’intero sistema sportivo.
Volley, un’atleta di Perugia_ _Licenziata perché incinta_ _ Gazzetta.itVolley, un’atleta di Perugia_ _Licenziata perché incinta_ _ Gazzetta.it
L’impatto mediatico del caso sta generando attenzione a livello nazionale, mentre dal club non sono giunte, al momento, dichiarazioni ufficiali. Resta il nodo irrisolto del riconoscimento del professionismo nel volley femminile, tema su cui si concentra ora l’interesse di atlete, sindacati e istituzioni sportive.
Caso Cogliandro: Maternità e Sport, Interrogazione in Senato
Sulla vicenda, Antonio Bartoccini – il presidente – annuncia – raggiungo al telefono da Umbriajournal – che in giornata arriverà un comuicato stampa cui seguirà eventuale reazione nelle sedi appropriate per difendere il buon nome della società sportiva.

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