Falcone, Perugia ricorda Capaci con studenti e scuole attive

Falcone, Perugia ricorda Capaci con studenti e scuole attive

A Perugia studenti e istituzioni ricordano la strage mafiosa

La città di Perugia ha commemorato il 34esimo anniversario della strage di Capaci rendendo omaggio a Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e agli agenti della scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. La cerimonia istituzionale si è svolta a Palazzo dei Priori, dove è stato esposto sulla facciata del municipio il “lenzuolo della memoria” realizzato dagli studenti del Liceo Artistico Bernardino di Betto.

L’opera, dedicata al magistrato simbolo della lotta alla mafia, è stata consegnata simbolicamente alla sindaca Vittoria Ferdinandi dal comandante provinciale dei Carabinieri Sergio Molinari durante una cerimonia che ha coinvolto autorità civili, militari e accademiche del territorio.

Il lenzuolo della memoria esposto a Palazzo dei Priori

Alla commemorazione hanno preso parte il prefetto Francesco Zito, il vice questore vicario Giovanni Giudice, il procuratore generale Sergio Sottani, il presidente della commissione comunale contro le infiltrazioni mafiose Fausto Cardella, oltre ai vertici provinciali di Guardia di finanza, Esercito e Polizia locale.

Presenti anche rappresentanti delle istituzioni regionali e comunali, il rettore dell’Università degli Studi di Perugia Massimiliano Marianelli, il direttore di Rai Umbria Giovanni Parapini e l’Associazione nazionale carabinieri.

A rappresentare il liceo “Di Betto” erano presenti alcune studentesse coinvolte nel progetto insieme ai docenti Marco Bastianelli e Valerio Niccacci, referente dell’iniziativa con le professoresse Virginia Adamo e Barbara Schiera. Il lavoro artistico è stato realizzato dalle classi seconde dell’istituto.

Il messaggio delle istituzioni

Nel corso della cerimonia, la sindaca Ferdinandi ha sottolineato il valore civile della memoria e il ruolo delle giovani generazioni nella difesa della legalità. La prima cittadina ha evidenziato come il lenzuolo esposto sulla facciata del palazzo comunale rappresenti un segno concreto di impegno collettivo contro ogni forma di criminalità mafiosa.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto all’associazione Clizia e alla presidente Annamaria Romano, promotrice dell’iniziativa insieme a Rai Umbria e alla Fondazione Falcone.

L’appello contro le mafie

Nel suo intervento, il colonnello Sergio Molinari ha ricordato come il sacrificio di Falcone e degli uomini della scorta continui ancora oggi a rappresentare un riferimento per cittadini e istituzioni. Il comandante provinciale dei Carabinieri ha ribadito che il contrasto alle mafie passa anche attraverso comportamenti quotidiani improntati alla legalità.

Il vice questore Giovanni Giudice ha invitato gli studenti ad approfondire la conoscenza dei fenomeni criminali per comprendere il valore dell’azione svolta da magistrati come Falcone.

Il procuratore generale Sergio Sottani ha infine richiamato l’attenzione sui nuovi scenari della criminalità organizzata, soffermandosi sul fenomeno della cosiddetta “borghesia mafiosa”, sul ruolo crescente delle donne nelle organizzazioni criminali e sull’aumento della violenza tra i giovani.

Nel giorno del ricordo della strage di Capaci – a trentaquattro anni dall’attentato mafioso in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro – la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti ha partecipato nell’aula magna dell’Università degli studi di Perugia al convegno dal titolo “Le mafie uccidono. La memoria resiste”, un’iniziativa per richiamare il valore della memoria come impegno concreto per le istituzioni e per le nuove generazioni.
“La strage di Capaci rappresenta una delle ferite più profonde della storia repubblicana, ma è anche una delle pagine che più ci interrogano sul significato del servizio pubblico, del senso dello Stato e della responsabilità individuale – ha detto la presidente Proietti -. Ricordare Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e gli uomini della scorta significa custodire una testimonianza di coraggio, integrità e dedizione che continua a parlare al nostro presente”.
L’attentato mafioso del 23 maggio 1992 segnò profondamente il Paese e aprì una stagione di forte reazione civile e istituzionale contro la criminalità organizzata. Da allora quella data è diventata un simbolo della lotta alla mafia e della difesa dei principi di legalità e giustizia.
“La loro eredità ci ricorda che la legalità non è un concetto astratto, ma una pratica quotidiana che si costruisce attraverso scelte coerenti, comportamenti responsabili e rispetto delle istituzioni – prosegue la presidente -. Le istituzioni hanno il dovere di trasmettere alle giovani generazioni il valore dell’impegno civico e della partecipazione, perché il contrasto a ogni forma di illegalità passa anche dalla cultura, dall’educazione e dalla consapevolezza”.
Nel ricordare le vittime della strage, la presidente ha sottolineato inoltre l’importanza di mantenere viva una memoria capace di trasformarsi in azione e responsabilità collettiva: “Ricordiamo il sacrificio di queste persone che sono eroi dello Stato, il modo più autentico per onorare chi ha sacrificato la propria vita per lo Stato è continuare ogni giorno a costruire una società fondata sulla giustizia, sulla trasparenza e sul rispetto delle regole. Perché la mafia esiste ancora e non dobbiamo avere paura di parlarne, di affrontarla e combatterla in ogni nostro ruolo e con gli strumenti a disposizione.
Quando ero sindaco di Assisi mi sono imbattuta nella criminalità organizzata per la vicenda dell’hotel Subasio raggiunto da più interdittive antimafie e ho fatto di tutto per restituire la struttura alla comunità. Oggi ricorriamo a istituti come la Commissione consiliare antimafia e la fondazione antiusura, questo per dire che l’impegno deve essere continuo e intenso per riaffermare la legalità e per onorare gli eroi dello Stato”. In conclusione la presidente Proietti, rivolgendosi anche agli studenti presenti in aula, ha detto: “La memoria non appartiene soltanto al passato: è una responsabilità di oggi verso il futuro”.

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