Per Pasqua niente agnelli e capretti ok? Pasqua cruelty-free lo chiede Earth Umbria

Facciamo delle piccole conquiste a favore della nostra umanità, tralasciando questa tradizione infondata a favore di un gesto di compassione

Per Pasqua niente agnelli e capretti ok? Lo chiede Earth Umbria

Per Pasqua niente agnelli e capretti ok? Lo chiede Earth Umbria

dal Vicepresidente di Heart Umbria,
Dottor Alessio Zenone
Perché mangiamo agnelli e capretti a Pasqua? Perché facciamo una carneficina di poveri cuccioli indifesi per una tradizione che non ha nessun fondamento religioso? “Nella religione cristiana non viene riportata da nessuna parte questa tradizione” è quanto afferma Alessio Zenone Vice Presidente Earth Umbria “nella Bibbia non viene mai citato. Qualcosa è scritto nei testi ebraici, ma in Italia non abbiamo tradizioni ebraiche”.

Per il periodo di Pasqua si prevede che oltre mezzo milione di agnelli e capretti verranno consumati dagli Italiani. Con queste affermazioni non vogliamo fare discorsi da vegetariani o da vegani, chiediamo semplicemente di non strappare centinaia di migliaia di cuccioli dalle loro madri. Lasciamogli vivere una vita dignitosa. Lasciamoli crescere ed assaporare la vita.

Facciamo delle piccole conquiste a favore della nostra umanità, tralasciando questa tradizione infondata a favore di un gesto di compassione. Passiamo una felice Pasqua cruelty-free che ci aiuterà a stare meglio con le nostre coscienze. Non è possibile mangiare altro per Pasqua?

In un’epoca di consumismo estremo non riusciamo a togliere dal menù dei poveri cuccioli indifesi?

Esistono tante altre pietanze appetitose con cui sostituirli sulle nostre tavole.

Il Vice Presidente
dott. Alessio Zenone

3 Commenti

  1. Le zone terremotate dell’Umbria, del Lazio, delle Marche e dell’Abruzzo vivono sull’allevamento del bestiame. Sicuramente avranno qualcosa da dire a profeta della Pasqua non cruenta Zenone.

  2. Condivido l’osservazione circa il fatto che non si tratta di una pratica condizionata dalla tradizione cristiana. L’usanza di mangiare agnelli e capretti a dicembre e in primavera infatti è legata alla fisiologia riproduttiva di queste specie animali, che fa si che agnelli e capretti siano abbastanza cresciuti prevalentemente in questi due periodi dell’anno. Il loro utilizzo a scopo alimentare è legato poi al fatto che i maschi, non producendo latte, non sono funzionali agli scopi dell’allevamento e rappresenterebbero solo un costo inutile, mentre costituiscono approssimativamente la metà dei nati. Quindi, tolti i maschi che non serviranno come riproduttori e le femmine necessarie per sostituire gli animali anziani che muoiono o saranno scartati, tutti gli altri agnelli vengono macellati, anche perché non ci sarebbe abbastanza spazio ne’ risorse alimentari nelle aziende agricole per mantenerli.
    Pur mantenendo il giusto rispetto per chi non vuole mangiare agnelli e capretti si ha l’impressione che la pretesa di abolirne il consumo possa derivare dalla profonda ignoranza della realtà agricola e zootecnica, del resto prevedibile in una popolazione per lo più residente in ambito urbano.

  3. Peccato che lo stesso Zenone se magna 4 kg de bistecche quando nisciuno lo vede. ma daje va, semo tutti bravi a parlà pero poi quanta ipocrisia!!!!!!!!!! ma poi so sicura che le zone terremotate che vivono di allevamento saranno felici di questa affermazione.

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