Virus colpisce ovini: 253 decessi e danni agli allevamenti
In Umbria si aggrava l’emergenza legata alla Bluetongue, patologia virale che sta colpendo in modo significativo gli allevamenti ovini. Secondo il Sistema Informativo Malattie Animali (Siman), i focolai individuati hanno raggiunto quota 108, segnando un netto aumento rispetto ai 94 rilevati nei giorni precedenti. Di questi, 101 interessano greggi di ovini, mentre i restanti 7 riguardano bovini.
Il virus – come scrive La Nazione oggi -, veicolato da insetti vettori e non pericoloso per l’uomo né per la sicurezza alimentare, sta tuttavia causando gravi danni economici agli allevatori. Dall’inizio dell’ondata, che segue quelle del 2003 e del 2014, sono stati registrati ufficialmente 253 decessi tra gli ovini colpiti, con un tasso di mortalità del 2,2%.
Le aree maggiormente coinvolte si concentrano nell’Alta Valnerina, dove i comuni di Cascia, Norcia, Monteleone di Spoleto e Spoleto presentano ciascuno tra 8 e 16 allevamenti colpiti. Tuttavia, il contagio si è esteso a oltre un terzo dei comuni umbri, raggiungendo località come Terni, Orvieto e Pietralunga.
La diffusione del virus ha spinto Coldiretti Umbria a richiedere con urgenza interventi strutturali per sostenere la zootecnia regionale, definita “a rischio collasso” dal presidente Albano Agabiti. L’organizzazione sollecita una campagna vaccinale estesa, pur non essendo ancora obbligatoria. Attualmente, in 177 allevamenti umbri è già stato completato il ciclo di vaccinazione.
Nel frattempo, la Regione ha attivato una task force veterinaria per garantire il monitoraggio costante del fenomeno. Tra le misure previste, anche l’erogazione di ristori economici e il finanziamento delle operazioni di rimozione delle carcasse. Le richieste del comparto zootecnico puntano a tutelare non solo un settore produttivo essenziale, ma anche il tessuto sociale e ambientale delle aree interne, particolarmente esposte all’abbandono.

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