Madonna Alta, sit-in contro i tagli: chiesto nuovo progetto

Madonna Alta, sit-in contro i tagli: chiesto nuovo progetto

Il Comitato chiede più verde e lo stop ai tagli non urgenti

📌 FLASH NEWS – Sit-in a Madonna Alta contro gli abbattimenti degli alberi. Il Comitato Ginkgo biloba chiede al Comune di Perugia di sospendere i tagli non urgenti, pubblicare le valutazioni sulle piante e studiare un nuovo progetto con più verde.


La mobilitazione del 17 agosto a Madonna Alta

Un sit-in per chiedere al Comune di Perugia di rivedere il progetto previsto a Largo Madonna Alta, valutando soluzioni capaci di conservare il maggior numero possibile di alberi e contemporaneamente ripensare l’intero spazio pubblico. È la posizione espressa dal Comitato Ginkgo biloba Perugia in occasione della mobilitazione del 17 agosto 2026.

Al centro della contestazione ci sono gli abbattimenti previsti nell’area e, soprattutto, la richiesta di distinguere le piante che presenterebbero già condizioni di pericolo da quelle la cui stabilità potrebbe invece essere compromessa dal taglio delle radici necessario per ripristinare la pavimentazione asfaltata.

Il Comitato non sostiene che ogni abbattimento possa necessariamente essere evitato. La richiesta è differente: verificare attraverso un progetto alternativo quanti alberi potrebbero essere conservati modificando l’attuale configurazione dello slargo.

Il nodo delle radici e della pavimentazione

Secondo la ricostruzione proposta dal Comitato, le radici degli alberi hanno interessato la superficie asfaltata. Il rifacimento della pavimentazione secondo l’assetto esistente comporterebbe interventi sulle radici, con possibili conseguenze sulla stabilità delle piante.

È proprio su questo passaggio che si concentra la posizione dei promotori del sit-in. Il Comitato ritiene necessario valutare se sia indispensabile mantenere invariata l’attuale superficie asfaltata, utilizzata in larga parte anche per la sosta, oppure se sia possibile ridurre l’asfalto e ampliare lo spazio verde.

La richiesta è quindi di non considerare l’attuale configurazione dell’area come un elemento immutabile, ma di verificare tecnicamente quali alternative possano consentire di intervenire senza compromettere le piante che potrebbero essere mantenute.

La proposta di ampliare l’area verde

Il Comitato osserva che la zona verde di Largo Madonna Alta è circondata da ampie superfici asfaltate, in particolare verso via Cotani. La prolungata chiusura di una parte dello spazio, viene sottolineato, avrebbe inoltre mostrato come quel tratto e i relativi posti auto possano non essere indispensabili per il funzionamento complessivo della viabilità.

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Da qui la proposta di studiare una diversa organizzazione dello slargo, destinando al verde una porzione maggiore della superficie attualmente impermeabilizzata.

L’obiettivo indicato è duplice: evitare, dove tecnicamente possibile, di intervenire sulle radici degli alberi esistenti e trasformare l’area in uno spazio maggiormente utilizzabile dagli abitanti del quartiere.

Ombra e alberi adulti al centro del confronto

Tra le conseguenze evidenziate dal Comitato in caso di abbattimento complessivo c’è la perdita dell’ombra garantita dalle alberature adulte. Secondo i promotori della mobilitazione, la sostituzione con giovani piante non permetterebbe di recuperare immediatamente gli stessi benefici.

Il Comitato indica un periodo di 15 o 20 anni prima che le nuove alberature possano compensare pienamente alcune delle funzioni assicurate oggi dagli alberi maturi.

Per questo, anche nell’eventualità in cui il taglio delle radici rendesse inevitabile la rimozione delle piante, viene chiesto di non limitarsi a ripristinare l’identica configurazione dello spazio. L’intervento dovrebbe invece diventare l’occasione per aumentare complessivamente il verde e riorganizzare l’area.

L’ipotesi di uno spazio pubblico per il quartiere

Nella proposta illustrata dal Comitato, quella che oggi viene descritta come poco più di un’aiuola spartitraffico potrebbe assumere una funzione differente. L’ampliamento della superficie verde consentirebbe di immaginare un’area ombreggiata destinata alla sosta e alla socializzazione, con sedute, tavoli e un piccolo spazio per il gioco.

Tra le possibilità avanzate figura anche la realizzazione di un raingarden, destinato a raccogliere parte dell’acqua durante le precipitazioni più intense.

Non si tratta, precisano i promotori, di un progetto già definito. Sono ipotesi indicate per dimostrare come Largo Madonna Alta possa essere ripensato attribuendogli funzioni ulteriori rispetto a quelle attuali.

Il richiamo al progetto GRACE sul clima

Nel documento diffuso in occasione del sit-in viene richiamato anche il progetto GRACE, coordinato dall’Università di Bologna con la partecipazione dell’Università degli Studi di Perugia.

Secondo quanto riportato dal Comitato, il progetto avrebbe individuato a Madonna Alta una vulnerabilità climatica medio-alta, indicando tra le strategie possibili l’incremento del verde lungo le strade e la creazione di nuove isole verdi.

Il Comitato considera quindi l’intervento sullo slargo un’occasione per tradurre quelle indicazioni in una trasformazione concreta: meno superficie impermeabile, maggiore presenza di verde e ombra e una diversa gestione delle acque meteoriche.

Il problema del percorso pedonale su via Cotani

La mobilitazione pone inoltre l’attenzione sulla situazione dei pedoni. Sul lato interessato di via Cotani, secondo quanto segnalato, il marciapiede si interrompe per alcune decine di metri.

Chi percorre la zona a piedi si troverebbe quindi senza un percorso continuo, chiaramente riconoscibile e protetto, in un’area nella quale transitano e svoltano anche le automobili.

Una riprogettazione complessiva permetterebbe, secondo il Comitato, di ricostruire la continuità pedonale e affrontare contemporaneamente i temi della sicurezza, dell’accessibilità e della qualità ambientale dello spazio.

Una sostituzione graduale delle alberature

Un’altra ipotesi riguarda il futuro dei pini che potrebbero essere conservati. Il Comitato propone di integrarli in una superficie verde più ampia, affiancandoli progressivamente con nuove alberature e arbusti.

In questo modo le piante esistenti compatibili con il nuovo assetto potrebbero essere mantenute mentre le nuove avrebbero il tempo necessario per crescere. Quando, in futuro, altri pini dovessero arrivare alla fine del loro ciclo o rendere necessaria la rimozione per motivi di sicurezza, le nuove alberature sarebbero già presenti.

La proposta punta quindi a una transizione programmata, evitando, quando possibile, la perdita contemporanea dell’intero patrimonio arboreo adulto presente nello slargo.

L’urbanismo tattico per procedere per fasi

Il Comitato prende in considerazione anche il problema delle risorse economiche. Qualora non fossero disponibili fondi sufficienti per realizzare immediatamente una sistemazione definitiva, viene proposta una trasformazione progressiva.

Una prima sistemazione potrebbe essere provvisoria e relativamente economica, utilizzando come base anche le risorse già previste per gli abbattimenti e per il ripristino della pavimentazione.

Il riferimento è al principio dell’urbanismo tattico, cioè alla possibilità di sperimentare temporaneamente una diversa organizzazione dello spazio, verificarne gli effetti e successivamente rendere definitive le soluzioni considerate più efficaci.

Le alternative ipotizzate per la viabilità

Qualsiasi trasformazione dovrebbe comunque essere accompagnata da uno studio della circolazione. Tra le possibilità indicate figura il mantenimento di una carreggiata per ogni senso di marcia con il verde al centro.

Un’altra ipotesi sarebbe concentrare il doppio senso di circolazione su un lato dello slargo, sfruttandone l’ampiezza per ampliare maggiormente l’area verde sul lato opposto.

Anche in questo caso il Comitato non indica una soluzione definitiva, ma chiede che le alternative vengano progettate e verificate prima di considerare inevitabile il mantenimento dell’attuale configurazione.

La richiesta di maggiore partecipazione

Un altro punto centrale riguarda il rapporto tra amministrazione e residenti. Secondo il Comitato, qualora l’abbattimento di tutte le alberature fosse ritenuto inevitabile e urgente, il Comune dovrebbe comunque rendere pubblico il percorso seguito, illustrando le condizioni delle singole piante, le alternative esaminate e le motivazioni della decisione.

Nel documento viene ricordata anche la presenza di due comitati e di oltre mille firme raccolte per chiedere un approccio differente. Il tema viene collegato inoltre ai 35 abbattimenti previsti in via Magnini, ampliando così la riflessione sul futuro delle alberature del quartiere.

I promotori contestano anche la scelta di procedere immediatamente dopo Ferragosto, ritenendo necessario un confronto pubblico prima di una trasformazione considerata rilevante per Madonna Alta.

Le quattro richieste rivolte al Comune di Perugia

Le richieste avanzate dal Comitato Ginkgo biloba Perugia sono quattro. La prima è sospendere gli abbattimenti che non siano motivati da un pericolo immediato. La seconda riguarda la pubblicazione delle valutazioni effettuate sulle singole alberature.

La terza richiesta è verificare attraverso un progetto alternativo quanti alberi possano essere conservati, intervenendo sull’estensione dell’area verde invece di ripristinare automaticamente l’attuale superficie asfaltata.

Infine viene chiesta una progettazione complessiva dello slargo e dell’incrocio che affronti insieme continuità pedonale, viabilità, ampliamento del verde e nuove funzioni destinate al quartiere, prevedendo eventualmente una sperimentazione iniziale e una realizzazione progressiva.

Il sit-in del 17 agosto nasce dunque dalla richiesta di aprire un confronto prima di completare gli interventi previsti. La posizione del Comitato è quella di trasformare il problema delle radici e della pavimentazione in un’occasione per ripensare Largo Madonna Alta, programmando il futuro delle alberature e modificando l’organizzazione dello spazio pubblico.

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