Commissione ENVE approva il parere sul Green Deal: Umbria protagonista in Europa
La Commissione ENVE del Comitato europeo delle Regioni ha approvato all’unanimità il parere dedicato al riesame dell’attuazione delle politiche ambientali dell’Unione Europea. Il documento, esaminato e votato durante la riunione ospitata alla Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, rappresenta uno dei contributi più rilevanti delle autonomie territoriali europee al dibattito sulle strategie ambientali comunitarie.
A svolgere il ruolo di relatrice per il Comitato europeo delle Regioni è stata la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, affiancata dall’assessore regionale all’Ambiente Thomas De Luca in qualità di esperto. L’approvazione unanime conferisce particolare peso politico a un testo che raccoglie le istanze di regioni e città europee chiamate a gestire concretamente la transizione ecologica.
All’incontro, articolato nelle giornate del 18 e 19 giugno, hanno partecipato oltre 150 rappresentanti istituzionali, amministratori locali, esperti e delegati provenienti da numerosi Paesi europei. A coordinare i lavori è stato il presidente della Commissione ENVE Konstantinos Bakoyannis, già sindaco di Atene e oggi consigliere comunale della capitale greca.
La sessione si è aperta con gli interventi istituzionali della presidente Proietti, del sindaco di Assisi Valter Stoppini e della vicepresidente della Provincia di Perugia Laura Servi. Successivamente la Commissione ha affrontato il confronto sul documento, giungendo alla sua approvazione definitiva.
Il parere parte da una valutazione economica particolarmente significativa. Secondo le stime riportate nel documento, la mancata applicazione delle normative ambientali europee genera ogni anno costi per circa 180 miliardi di euro tra spese sanitarie, decessi prematuri e perdita di servizi ecosistemici. Parallelamente viene evidenziato come il fabbisogno finanziario necessario per completare l’attuazione delle misure previste dal Green Deal europeo sia stimato in 122 miliardi di euro all’anno.
Nel testo viene sottolineato il ruolo centrale svolto da regioni e città, che sono chiamate a realizzare la maggior parte delle politiche climatiche europee. Gli enti territoriali attuano infatti gran parte delle misure di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici e gestiscono la quota predominante delle risorse ambientali provenienti dall’Unione Europea. Tuttavia, molte amministrazioni continuano a confrontarsi con una cronica carenza di personale tecnico specializzato, considerata uno dei principali ostacoli alla realizzazione degli obiettivi ambientali.
Tra le proposte avanzate figura il superamento di un approccio fondato esclusivamente sulle procedure sanzionatorie, favorendo invece strumenti di assistenza tecnica e accompagnamento agli enti locali. Il documento propone inoltre meccanismi che consentano di destinare ai territori colpiti dall’inquinamento una parte delle risorse derivanti dalle sanzioni ambientali e dalle imposte legate alle emissioni, così da finanziare direttamente interventi di mitigazione climatica e adattamento.
Ampio spazio viene riservato anche alla semplificazione amministrativa. Il parere richiama la necessità di evitare l’introduzione di ulteriori livelli burocratici durante il recepimento delle direttive europee, pratica ritenuta responsabile di rallentamenti nell’attuazione delle politiche ambientali.
Tra le misure indicate figurano il rafforzamento della sicurezza idrogeologica, il sostegno alla lotta contro la povertà energetica, il miglioramento della qualità delle acque, l’ammodernamento degli impianti di depurazione e l’eliminazione progressiva dei sussidi considerati dannosi per l’ambiente. Vengono inoltre promossi nuovi strumenti per favorire l’economia circolare, la riduzione dei rifiuti e la valorizzazione delle materie prime seconde.
Il documento affronta anche il tema della legalità ambientale, evidenziando la necessità di contrastare in maniera più efficace il traffico illecito di rifiuti e le infiltrazioni delle ecomafie. In questo contesto viene espressa solidarietà agli amministratori locali impegnati nella difesa dei territori e si propone di valorizzare le buone pratiche attraverso i principali riconoscimenti europei dedicati alla sostenibilità.
Il testo approvato ad Assisi sarà ora sottoposto alla sessione plenaria del Comitato europeo delle Regioni prevista per il 13 e 14 ottobre. In caso di via libera definitivo, il parere verrà pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione Europea e trasmesso alle istituzioni comunitarie, diventando il contributo ufficiale delle regioni e delle città europee sulle future politiche ambientali dell’Unione.

Commenta per primo