Perugia ospita vertice globale su agricoltura sostenibile

Perugia ospita vertice globale su agricoltura sostenibile

Trenta esperti internazionali a confronto sull’uso dell’acqua

Oltre trenta studiosi provenienti da dieci nazioni si sono riuniti a Perugia per un incontro scientifico dedicato alla salvaguardia delle risorse idriche e alla sostenibilità dell’agricoltura nel Mediterraneo. Il Complesso monumentale di San Pietro, sede del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari ed Ambientali (DSA3) dell’Università degli Studi di Perugia, ha accolto per due giorni l’evento congiunto dei progetti Safe-H2O-Farm, NPP-SOL e Telenitro, promossi dal programma europeo PRIMA e finanziati nell’ambito di Horizon 2020.

L’iniziativa ha messo a confronto ricercatori e specialisti impegnati nell’analisi delle principali criticità legate alla qualità delle acque e alla salinizzazione del bacino mediterraneo, fenomeni strettamente connessi alle attuali pratiche agricole. I partecipanti, attivi in contesti territoriali differenti, hanno condiviso metodologie, esperienze e dati sperimentali con l’obiettivo di sviluppare strategie comuni volte a ridurre l’impatto ambientale delle coltivazioni e garantire la sicurezza alimentare.

I lavori si sono articolati tra sessioni teoriche e visite tecniche, per osservare direttamente sul campo le soluzioni innovative in fase di sperimentazione. Tra gli aspetti al centro della discussione, la gestione dell’irrigazione, l’impiego di fertilizzanti e la mitigazione dell’inquinamento del suolo e delle falde acquifere, con particolare attenzione alle coltivazioni tipiche della regione mediterranea, come il pomodoro da industria e l’olivo.

Coordinato dal DSA3 dell’Ateneo perugino, il progetto Safe-H2O-Farm rappresenta una delle iniziative pilota della rete internazionale avviata tra università e centri di ricerca di Germania, Spagna, Cipro, Turchia, Israele e Croazia. L’obiettivo comune è individuare soluzioni concrete per un’agricoltura resiliente, in grado di tutelare l’ecosistema e favorire un uso più razionale dell’acqua. Le attività del progetto proseguiranno fino al 2026 con test agronomici e monitoraggi nei territori partner.

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