Agricoltori in piazza a Perugia: “La misura è colma, viviamo in condizioni disastrose”
La protesta degli agricoltori in Italia è iniziata a seguito di una mobilitazione europea partita da Germania e Francia. Gli agricoltori italiani sono scesi in strada con i loro trattori in diverse regioni, tra cui l’Emilia-Romagna, la Sicilia, l’Abruzzo e, appunto, l’Umbria. Contestano alcune politiche green, l’aumento indiscriminato dei costi di produzione, la tutela del made in Italy.
Dopo le varie proteste nei giorni scossi, oggi, gli agricoltori sono saliti in centro storico, in Piazza Italia a Perugia con 5 trattori. I mezzi sono stati piazzati di fronte a Palazzo Cesaroni e alle istituzioni regionali per ribadire i punti principali di questa protesta.
Gli agricoltori hanno chiesto un tavolo di confronto con i rappresentanti della Regione per quanto riguarda i punti che erano stati precedentemente portati due settimane fa, con la speranza di riuscire a ottenere quello che hanno prestabilito.
Per quanto riguarda l’importazione del prodotti dall’estero chiedono che ci sia “più controllo e la stessa qualità che viene richiesta a noi agricoltori qui in Italia e a tutto il reparto agricolo – hanno spiegato questa mattina in piazza. Noi andremo avanti finché non ci sarà una risposta chiara da parte della Regione visto che comunque c’è stata questa apertura nell’accogliere le nostre richieste, andremo avanti finché non ci sarà qualche certezza. Quello che chiediamo vogliamo trovare il modo di ottenerlo, perché sono punti fondamentali. A noi serve reddito, prodotti pagati con il giusto reddito. Quello che ha applicato il governo sembra una soluzione, ma non è risolutivo perché in realtà è tutto da interpretare. Noi non chiediamo di togliere l’IRPEF perché se abbiamo il giusto reddito le tasse vengono pagate, non è quello il punto. Il problema fondamentale è guardare queste politiche green dell’Europa, importazioni, grande distribuzione, sono tante le cose sul tavolo da discutere e quindi noi ci battiamo qui con la nostra Regione proprio per cercare di ottenere quello che è possibile. La battaglia è lunga perché anche a livello europeo andrebbero fatte tante modifiche”.
La protesta va avanti perché le istituzioni hanno dato disponibilità ma è ora di vedere qualche segnale concreto. “Sono tutti vicini al mondo agricolo – ha detto – però il mondo agricolo sono anni che veste in condizioni disastrose e diciamo che oggi siamo scesi in protesta perché veramente la misura è colma non tanto perché i problemi sono arrivati oggi, i problemi arrivano da lontano, i problemi arrivano da tanti anni politiche sbagliate che non tutelano il Made in Italy. Noi non chiediamo soldi o quant’altro. Noi siamo qui per chiedere che venga riconosciuto il nostro lavoro. Noi lavoriamo tutti i giorni per portare sulle tavole dei consumatori dei prodotti sani, buoni, molto meglio di altri e quindi vogliamo semplicemente che questi prodotti ci vengano riconosciuti e pagati per quanto tali. Ecco questo è quello che chiede il mondo agricolo”.
Una seconda commissione si è riunita oggi a palazzo Cesaroni, accogliendo tre delegati degli agricoltori. “Credo che le istanze, spiega il presidente dell’Assemblea Legislativa Marco Squarta, che ci portano questi lavoratori che rappresentano veramente il motore dell’Italia in un settore strategico come quella alimentare debbano essere ascoltati. Spero che a breve si arrivi a un test unitario che recepisca le istanze legittime di migliaia e migliaia di agricoltori. Sono questioni che il governo Nazionale ha già posto con attenzione c’è stato un importante emendamento all’ultimo disposizione di legge che è all’attenzione del parlamento perché riguarda l’esenzione esenzione dell’Irpef agricola, credo che la direzione sia questo. La regione cercherà di fare il massimo e sono convinto che supereremo le nostre distinzioni politiche per poter arrivare ad capire esigenze legittime, istanze legittime”.
Martedì prossimo, intanto, in consiglio regionale sarà discussa una mozione sulla “Crisi del comparto agricolo umbro”, a firma di Simona Meloni, Michele Bettarelli, Tommaso Bori, Fabio Paparelli (Pd), Thomas De Luca (M5S), Donatella Porzi (Misto).




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