Post Clara Pastorelli e lo shamano del QAnon, Jake Angeli è stato arrestato

 
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Post Clara Pastorelli e lo shamano del QAnon, Jake Angeli è stato arrestato

Anche Jake Angeli, l’uomo vestito da vichingo con il volto dipinto che è diventato il simbolo della follia dell’assalto al Congresso, è stato arrestato. Secondo quanto ha reso noto il dipartimento di Giustizia, Angeli, il cui vero nome è Jacob Anthony Chansley, è stato incriminato per diversi capi di imputazione.

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L’uomo, originario dell’Arizona, è stato incriminato per essere entrato volontariamente e essere rimasto in un edificio governativo senza l’autorizzazione, per ingresso e condotta violenta all’interno del Congresso.

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Nel dare la notizia dell’arresto avvenuto oggi, il dipartimento di Giustizia sottolinea che Chansley “è stato identificato come l’uomo entrato nel Campidoglio vestito con corna, pelle di animale, il volto dipinto di rosso, bianco e blu, a torso nudo. Questo individuo aveva in mano una lancia, lunga circa 2 metri, con una bandiera americana arrotolata sotto la lama”.

Le stesse incriminazioni sono contestate ad Adam Johnson, 36enne che è stato arrestato oggi in Florida, insieme a quella di furto di bene pubblico, per essersi impossessato del leggio della Speaker Nancy Pelosi, come mostrano le sue foto che hanno fatto il giro del mondo. Il comunicato conclude con la richiesta dell’Fbi e dell’Atf di fornire ogni informazione e materiale, in particolare foto digitali, per “identificare le persone che hanno incitato la violenza”.

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“No, non sono per niente preoccupato, ho contatto io l’Fbi, sono orgoglioso di quello che ho fatto”. Così Jake Angeli, l’uomo diventato famoso come “lo shamano QAnon’ per la sua performance durante l’assalto al Congresso, con corna, pelle d’animale e volto dipinto, si è mostrato assolutamente tranquillo in un’intervista rilasciata a Vice poche ore prima di ritornare in Arizona dove è stato arrestato dai federali.

Con il giornalista del sito americano che gli chiedeva se era preoccupato per la possibilità di essere arrestato Angeli si era mostrato tranquillo, sostenendo di aver contatto lui l’Fbi e che stava organizzando un incontro con i federali. Ed ha affermato di non aver alcun rimpianto, nonostante il pesante bilancio, 5 morti, dell’assalto.

“Sono abbastanza orgoglioso della mia partecipazione – ha detto – mi piace pensare che sono stato osservatore della storia che si faceva davanti ai miei occhi”.

Chi è Jack Angeli, Chansley è il vero cognome NEW YORK «Siamo cresciuti insieme, era il mio vicino di casa, l’ultima volta che l’ho incontrato era al matrimonio di mio fratello, nel 2016. Abbiamo sempre litigato perché era contro l’educazione scolastica e su YouTube ha un canale dove tiene certi “seminari” così li chiama», scrive Gary Trubl (@gtrubl) su Twitter. «Si è completamente instupidito ma non è stato sempre così. La sua storia ha preso una brutta piega quando sua madre ha tradito il padre e quello si è suicidato.

Ha cominciato a farsi di droghe pesanti, ha cambiato nome e poof: all’improvviso è diventato così», prosegue l’amico d’infanzia. Ecco quello che  sappiamo di Jake Angeli (ma il suo vero cognome è Chansley, non è chiaro se Angeli sia effettivamente un nome di famiglia), 32 anni, da Phoenix, Arizona.

L’uomo che ieri ha dato l’assalto al Campidoglio degli Stati Uniti a petto nudo nonostante il freddo intenso, il volto dipinto – manco a dirlo, senza mascherina – il megafono in mano e una finta pelle di bisonte cornuto sulla testa, la cui immagine oggi è su tutti i giornali e siti del mondo, è un aspirante attore che a volte svolge lavoretti da doppiatore, ma sogna di fare il cantante: come si racconta lui stesso sul sito Backstage.com. Ma sui social è conosciuto soprattutto come “lo sciamano di QAnon”: sì i complottisti convinti che Hillary Clinton e Barack Obama sono parte di una setta satanica di pedofili che stuprano i bambini nel sottoscala di una pizzeria di Washington Dc, protetti dal “Deep State”, sorta di Stato nello Stato di cui Donald Trump è l’unico, acerrimo nemico.

Qualcuno ieri ha tentato di dire che probabilmente era un infiltrato, un antifà, cioè un antifascista accorso solo per aizzare la folla e screditare President Trump. Ma in realtà è un volto molto noto della galassia complottista, animatore di diverse manifestazioni di estrema destra, dove si presenta sempre con un costume diverso: indiano, bandito, cacciatore. “Accessori” che poi è possibile acquistare sul suo canale YouTube. Ieri, al termine delle scorribande che lo hanno visto mettersi in posa anche sul podio del Presidente del Senato Mike Pence, ha preso lo stesso megafono con cui aveva incitato i suoi compagni a scalare il Congresso e ha invitato la folla a tornare a casa. «La depressione è una brutta cosa» twitta ancora l’amico Gary. Insieme a una foto ritrovata nell’album scolastico di Jake da ragazzo, con sotto scritto un suo pensiero: “Non c’è dono migliore della vita, quindi usiamola al pieno”.

 

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