Focus AUR: calano le nascite e cresce il divario naturale netto
📊 In Umbria continua il calo delle nascite: nel 2025 i nuovi nati sono 4.442, quasi la metà rispetto al 2008. Il focus dell’Agenzia Umbria Ricerche evidenzia anche un saldo naturale ancora fortemente negativo e un’età media delle madri sempre più elevata.
Il quadro demografico delineato dal focus
L’Umbria continua a registrare una marcata contrazione delle nascite, confermando un andamento che prosegue ormai da oltre quindici anni. È quanto emerge dall’analisi realizzata da Giuseppe Coco per l’Agenzia Umbria Ricerche, elaborata sulla base dei dati Istat, che prende in esame l’evoluzione della natalità, della mortalità e del saldo naturale della popolazione regionale nel primo quarto del XXI secolo. I dati relativi al 2025 sono indicati come provvisori.
Secondo il rapporto, nel 2025 in Umbria sono nati 4.442 bambini, un valore che rappresenta una riduzione di circa 3.800 unità rispetto al massimo storico registrato nel 2008, quando le nascite avevano raggiunto quota 8.271. La diminuzione corrisponde a una flessione del 46 per cento. Se il confronto viene effettuato con l’inizio degli anni Duemila, quando i nuovi nati erano 6.786, la contrazione risulta pari al 34 per cento.
Dalla crescita dei primi anni Duemila alla progressiva discesa
L’andamento della natalità presenta due fasi ben distinte. Nei primi anni del secolo il numero dei nuovi nati aveva mostrato una crescita costante. Tra il 2000 e il 2008 le nascite erano aumentate di oltre 1.500 unità annue, superando il 20 per cento di incremento e accompagnando la crescita demografica della regione.
Il punto di svolta viene individuato nel 2009. Da quel momento il trend cambia direzione e prende avvio una diminuzione progressiva che inizialmente appare più contenuta, ma che diventa decisamente più evidente dal 2014.
L’evoluzione dei dati conferma questa tendenza. Nel 2013 i nati erano ancora 7.375. L’anno successivo sono diventati 7.015, per poi scendere a 6.542 nel 2015 e a 5.792 nel 2018. Nel 2020 sono stati registrati 5.268 nuovi nati. Dal 2022 il totale è sceso sotto la soglia delle cinquemila unità con 4.926 nascite, passando a 4.766 nel 2023, 4.725 nel 2024 fino alle 4.442 del 2025.
Fecondità in diminuzione e madri sempre più grandi
Oltre alla riduzione delle nascite, il focus evidenzia cambiamenti anche negli indicatori demografici collegati alla maternità. Il numero medio di figli per donna, che nei primi anni Duemila era pari a circa 1,2, era progressivamente salito fino a raggiungere quota 1,4 tra il 2006 e il 2013.
Dal 2014 anche questo indicatore ha invertito la propria direzione. Negli anni successivi è diminuito gradualmente fino a stabilizzarsi attorno a 1,1 figli per donna, valore confermato anche per il 2025.
Parallelamente è aumentata l’età media delle madri al momento del parto. Nel 2000 era pari a 30,7 anni. Nel 2025 si attesta a 32,6 anni, mentre il valore più elevato dell’intera serie è stato registrato nel 2024 con 32,8 anni. Dal 2019 questo indicatore rimane costantemente superiore ai 32 anni.
Le trasformazioni sociali evidenziate dall’analisi
Secondo l’Agenzia Umbria Ricerche, il fenomeno si inserisce all’interno di cambiamenti sociali più ampi. Tra gli elementi richiamati figurano l’allungamento dei percorsi di studio, l’ingresso più tardivo nel mercato del lavoro e una maggiore instabilità sul piano personale e abitativo, fattori che contribuiscono nel tempo a modificare il momento in cui si decide di diventare genitori.
Il focus sottolinea come queste dinamiche abbiano inciso progressivamente sul calendario della genitorialità, accompagnando il calo della fecondità osservato negli ultimi anni.
Mortalità su livelli più elevati rispetto al passato
L’analisi prende in considerazione anche l’andamento della mortalità. Nei primi quattordici anni del Duemila il numero dei decessi è rimasto, salvo rare eccezioni, sotto la soglia delle diecimila unità annue.
Dal 2015 il quadro cambia e i valori superano stabilmente quota diecimila. I livelli più elevati coincidono con gli anni della pandemia: 11.045 decessi nel 2020, 11.488 nel 2021 e 11.607 nel 2022.
Natalità in Umbria – Negli anni successivi il numero dei morti è tornato progressivamente a diminuire, attestandosi a 10.729 nel 2023, 10.559 nel 2024 e 10.353 nel 2025. Rimane comunque superiore ai 9.089 decessi registrati nel 2000.
Secondo il rapporto, oltre agli effetti legati al periodo pandemico, questi dati riflettono anche il progressivo invecchiamento della popolazione regionale, con una presenza sempre maggiore delle fasce di età più avanzate.
Saldo naturale sempre negativo in tutta la serie storica
Il saldo naturale, calcolato come differenza tra nascite e decessi, resta negativo durante tutto il periodo esaminato. Nel 2000 il valore era pari a meno 2.303 unità.
Natalità in Umbria – Nel primo decennio del secolo il divario si era ridotto in alcuni anni, con saldi inferiori alle duemila unità negative. Dal 2012 la distanza tra nascite e decessi ha però ripreso ad ampliarsi.
Il saldo è risultato pari a meno 2.822 nel 2012, meno 4.269 nel 2015, meno 4.673 nel 2017 e meno 4.686 nel 2019. I valori peggiori sono stati registrati durante la pandemia con meno 5.777 nel 2020, meno 6.250 nel 2021 e meno 6.681 nel 2022.
Natalità in Umbria – Negli anni successivi si è osservato un lieve miglioramento, ma il saldo naturale è rimasto fortemente negativo: meno 5.963 nel 2023, meno 5.834 nel 2024 e meno 5.901 nel 2025.
Il focus dell’Agenzia Umbria Ricerche fotografa quindi una dinamica demografica caratterizzata dalla costante riduzione delle nascite, da una popolazione mediamente più anziana e da un saldo naturale che continua a mantenersi su livelli ampiamente negativi rispetto all’inizio del secolo.

Commenta per primo