Avviata a Perugia la prima giornata formativa IRIDE
Con la prima giornata di formazione tenutasi presso la sede del Broletto a Perugia, la Regione Umbria ha dato ufficialmente il via alla propria adesione operativa al programma IRIDELab. L’iniziativa rientra nell’ambito del progetto europeo IRIDE, promosso congiuntamente dall’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e dall’Agenzia Spaziale Europea (ESA), e rappresenta un passaggio chiave per rafforzare l’utilizzo dei dati di osservazione della Terra all’interno delle politiche pubbliche regionali.
L’evento, destinato ai dipendenti della pubblica amministrazione umbra, è il primo passo concreto verso un percorso di aggiornamento delle competenze tecniche e strategiche, finalizzato a migliorare l’adozione di strumenti digitali innovativi in ambiti cruciali come la gestione del territorio, l’adattamento climatico e il controllo ambientale. Il progetto IRIDELab propone un modello formativo articolato, costruito per aumentare la familiarità e l’autonomia degli operatori pubblici nella lettura, analisi e utilizzo dei dati satellitari, attraverso approcci differenziati su tre livelli: sensibilizzazione, formazione tecnica intermedia e addestramento avanzato.
Alla giornata inaugurale ha preso parte anche il vicepresidente della Regione Umbria con delega all’Innovazione Digitale, Tommaso Bori. Nel suo intervento, ha evidenziato l’importanza strategica della trasformazione digitale per la pubblica amministrazione, rimarcando come la disponibilità di dati satellitari e strumenti tecnologici avanzati rappresenti un elemento fondamentale per una governance efficace. La Regione Umbria, ha sottolineato Bori, intende collocare l’innovazione digitale al centro delle proprie strategie, promuovendo una cultura amministrativa orientata all’integrazione tra tecnologia e decisione pubblica.
Durante l’incontro, diverse voci istituzionali e tecniche hanno offerto una panoramica sulle opportunità offerte dal programma. Gianluca Paggi, Direttore regionale del Governo del Territorio, ha aperto i lavori con un saluto istituzionale. Simona Zoffoli, responsabile dell’Unità Earth Science and Applications dell’ASI, ha tracciato il ruolo dell’Agenzia Spaziale Italiana nella promozione e nella gestione del programma IRIDE. Marco Casucci, per conto dell’ESA, ha illustrato la struttura generale del progetto, soffermandosi sugli obiettivi a medio e lungo termine, mentre i rappresentanti dell’azienda Gmatics, Marcello Maranesi (CEO) e Chiara Clementini (CPO), hanno mostrato applicazioni pratiche e operative degli strumenti satellitari all’interno delle amministrazioni pubbliche.
Il quadro tecnico è stato ulteriormente delineato dall’intervento di Francesco Longo, responsabile dell’unità “Osservazione della Terra ed Operazioni” dell’ASI. Longo ha spiegato le caratteristiche dei sistemi radar impiegati nel programma, evidenziando la loro capacità di operare anche in condizioni di oscurità o nuvolosità. Questa peculiarità tecnologica consente di ottenere dati costanti e affidabili, aumentando così la precisione nell’analisi del territorio. Secondo Longo, sebbene in passato l’Italia abbia puntato maggiormente sull’osservazione ottica, l’integrazione con i sistemi radar a sintesi di apertura rappresenta un valore aggiunto per una lettura più completa e resiliente del contesto ambientale.
Il percorso formativo IRIDELab, ora ufficialmente avviato, mira a estendere l’utilizzo dei dati satellitari in molteplici settori strategici della pubblica amministrazione. Tra questi figurano la pianificazione urbana sostenibile, il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico e delle superfici boschive, la gestione del rischio idrogeologico, il controllo dell’uso del suolo e la promozione di pratiche agricole intelligenti. Strumenti software come SNAP e QGIS, insieme a moduli di intelligenza artificiale applicata alla geospazialità, saranno introdotti nelle fasi più avanzate del programma, coinvolgendo funzionari tecnici e decisori politici.
L’iniziativa si colloca all’interno di un’alleanza più ampia tra istituzioni pubbliche e mondo della ricerca, con l’obiettivo di colmare il divario esistente tra le infrastrutture tecnologiche sviluppate a livello europeo e il loro effettivo impiego nelle politiche locali. La partecipazione di numerosi enti pubblici – tra cui le Regioni Campania, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Marche, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto, oltre a diversi Comuni come Roma, Milano, Bollate, Bari, San Giuliano Terme e la Città Metropolitana di Milano – conferma l’ampiezza dell’adesione nazionale al programma IRIDE.
La Regione Umbria, tra le prime ad avviare concretamente la fase formativa del progetto, rafforza così la propria posizione tra gli enti promotori di un modello di amministrazione pubblica orientato alla resilienza digitale e alla capacità predittiva. L’adozione delle tecnologie satellitari per il governo del territorio e la gestione ambientale non rappresenta più una prospettiva futura, ma una pratica operativa che richiede competenze aggiornate, coordinamento interistituzionale e consapevolezza politica.
L’evento formativo del 9 maggio ha segnato l’inizio di questo processo, con l’obiettivo di rendere progressivamente la pubblica amministrazione umbra capace di leggere e governare la realtà anche attraverso l’osservazione spaziale. In un contesto internazionale sempre più definito dalla competizione per il controllo e la gestione dei dati, il rafforzamento delle capacità locali costituisce un passaggio chiave per garantire autonomia strategica, trasparenza amministrativa e qualità delle decisioni pubbliche.

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