A Perugia l’assessore De Luca denuncia l’inazione climatica del Governo
Una dichiarazione dura e articolata quella dell’assessore regionale Thomas De Luca, che interviene sul tema della crisi climatica e dei costi dell’inazione, prendendo spunto dalle immagini provenienti dalla Sicilia, nuovamente colpita da frane e smottamenti. Per De Luca, quanto accaduto a Niscemi non rappresenta un evento imprevedibile, ma l’ennesima conferma di un territorio fragile e già ampiamente studiato dagli esperti.
Il fallimento della prevenzione e la critica al Governo
Secondo l’assessore, la narrazione politica che definisce le politiche ambientali europee come “follie verdi” o “ottusità ideologica” non solo ignora la realtà dei fatti, ma espone il Paese a costi economici e sociali enormi. De Luca sottolinea come la transizione ecologica non sia un lusso, bensì un investimento necessario: ogni euro non speso oggi in prevenzione si traduce in 1,5 euro di costi futuri per riparare i danni provocati dai cambiamenti climatici.
Un dato che trova riscontro nel lavoro svolto per il Comitato delle Regioni, dove – spiega l’assessore – è stato evidenziato come la mancata attuazione delle norme ambientali costi all’Unione Europea circa 180 miliardi di euro l’anno, a fronte dei 122 miliardi necessari per applicarle pienamente.
I costi nascosti dell’inazione climatica
L’assessore richiama l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: i costi indiretti dell’inquinamento e del dissesto. Si tratta di spese sanitarie legate a malattie respiratorie e oncologiche, giornate lavorative perse, danni agli ecosistemi agricoli, interventi di bonifica e ripristino che gravano sui bilanci pubblici. Un debito ambientale che, se non affrontato, ricadrà sulle generazioni future, aggravando disuguaglianze e fragilità territoriali.
Sicilia, frane e scelte politiche
De Luca cita anche la decisione dell’Assemblea regionale siciliana di destinare fondi al contrasto del dissesto idrogeologico sottraendoli al progetto del Ponte sullo Stretto. Una scelta definita “di buonsenso”, che però si scontra con un Governo centrale orientato – secondo l’assessore – a centralizzare le decisioni e a limitare il ruolo delle Regioni, come dimostrerebbe il Decreto Transizione 5.0.
L’Umbria e la strategia per il territorio
In questo quadro, l’Umbria prova a muoversi in controtendenza. La Regione ha approvato un piano pluriennale da oltre 12,4 milioni di euro per la messa in sicurezza del territorio e la prevenzione del rischio idrogeologico e idraulico. Per De Luca, la difesa del suolo e la transizione energetica devono essere affrontate con una logica di governo del territorio, non con slogan o contrapposizioni ideologiche.
Una visione che guarda al futuro
La dichiarazione dell’assessore si chiude con un appello alla responsabilità collettiva: investire oggi significa evitare costi maggiori domani e garantire sicurezza, salute e qualità della vita. Un invito a superare il negazionismo ambientale e a riconoscere che la tutela dell’ambiente non è un ostacolo allo sviluppo, ma la sua condizione necessaria.

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