Carenze gravi, personale ridotto e strutture insufficienti
Sovraffollamento carceri – La Terza Commissione dell’Assemblea legislativa umbra ha analizzato la relazione del Garante regionale dei detenuti, Giuseppe Caforio, che denuncia un quadro preoccupante delle carceri della regione, aggravato dai trasferimenti provenienti dalla Toscana seguiti alla creazione del nuovo Provveditorato regionale.
La pressione maggiore ricade sull’istituto penitenziario di Terni, dove si registrano oltre 600 detenuti contro una capienza regolamentare di 420, tra cui almeno 150 persone con problemi psichiatrici. Una situazione analoga riguarda la casa circondariale di Perugia-Capanne, con 437 presenze rispetto ai 363 posti disponibili, dove l’inadeguatezza degli spazi e la carenza di personale rendono impossibile garantire servizi minimi.
Sovraffollamento carceri
Le cure psichiatriche, in particolare, risultano pressoché assenti: psichiatri e psicologi visitano i detenuti solo sporadicamente, impedendo percorsi terapeutici efficaci. Anche i soggetti giudicati incompatibili con il regime detentivo vengono comunque trattenuti, in assenza di strutture idonee come le REMS. Il Garante ha quindi sollecitato la realizzazione di una residenza sanitaria dedicata in Umbria.
I numeri confermano l’emergenza. A marzo 2025, i detenuti nelle carceri umbre erano 1593, a fronte di una capienza di 1324. Il 9,6% sta scontando l’ergastolo, valore doppio rispetto alla media italiana. Più di due terzi dei reclusi provengono da fuori regione, principalmente dalla Toscana, contribuendo a un tasso di affollamento superiore del 50% rispetto al resto del Paese.
Sovraffollamento carceri
Il personale di custodia risulta fortemente sottodimensionato: a Terni mancano 28 unità rispetto alla pianta organica, a Capanne ne mancano 33. Le strutture di Spoleto e Orvieto mostrano criticità simili, seppur meno gravi.
Nel corso del 2024, l’ufficio del Garante ha seguito 78 casi individuali, con particolare attenzione alla casa circondariale di Perugia. Le istanze più frequenti riguardano richieste di trasferimento per motivi sanitari o familiari, spesso legate alla difficoltà di accesso a cure e farmaci.
La relazione conclude con l’appello a riforme urgenti: rafforzare l’assistenza sanitaria, implementare la telemedicina, migliorare l’accesso a formazione, lavoro e istruzione. Senza interventi immediati – avverte il Garante – l’intero sistema penitenziario regionale rischia il collasso.

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