Vaccini, Umbria supera la soglia del 95 per cento

Vaccini, Umbria supera la soglia del 95 per cento

PERUGIA – “In Umbria le coperture vaccinali obbligatorie, nei bambini da 2 a 7 anni, hanno ampiamente superato la soglia di ‘sicurezza’ del 95 per cento, che assicura la cosiddetta immunità di gregge la quale, nel caso di alcune patologie, riduce notevolmente la circolazione degli agenti infettanti e quindi la diffusione di malattie pericolose e nuovi focolai”: lo rende noto l’assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare, Luca Barberini, tracciando un bilancio sulle vaccinazioni infantili, dopo l’introduzione delle nuove norme in materia di prevenzione vaccinale (Legge 119/2017).

“In pochi mesi – spiega Barberini – e cioè dall’applicazione effettiva delle nuove disposizioni normative al 10 marzo 2018, le coperture vaccinali sono aumentate di diversi punti percentuali soprattutto per il morbillo. In particolare, prendendo a riferimento il vaccino antimorbillo per il Trivalente e l’antipolio per l’Esavalente, per i bambini nati nel 2011 sono passate, nel primo caso, dal 94,7 al 97,1 per cento e nel secondo dal 97,3 al 97,8.

Per i nati nel 2012, si è passati invece dal 92,1 al 96,2 per cento e dal 96,2 al 96,8 per cento. Per i bimbi del 2013, per il Trivalente si è passati dal 91,2 al 95,1 per cento e per l’Esavalente dal 95,1 al 95,9 per cento.  Infine, per i nati nel 2014, le coperture sono passate, nel primo caso, dal 92,1 al 95,5 per cento e nel secondo dal 95,5 al 96,1 per cento. Per le coorti 2016 e 2017 non sono ancora disponibili i dati definitivi poiché le sedute vaccinali sono ancora in fase di completamento”.

“L’estensione dell’obbligo – sottolinea l’assessore – ha agevolato il recupero di quanti non avevano avviato il percorso vaccinale. I buoni risultati registrati sono frutto di un lavoro congiunto, che ha visto Regione, Usl, operatori dei centri vaccinali e pediatri uniti nella diffusione della cultura dei vaccini.

L’Umbria si conferma, ancora una volta, tra le regioni con le più alte coperture e si ricolloca sopra la soglia di sicurezza del 95 per cento, raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità, dopo il progressivo calo registrato negli ultimi anni. Non si tratta di un punto di arrivo, ma di una ripartenza: continua l’impegno nella promozione delle vaccinazioni infantili, come opportunità di salute per tutti e atto di responsabilità verso i più piccoli”.

Rispetto ai cosiddetti inadempienti, l’assessore chiarisce che “in Umbria i bambini nati dal 2011 al 2015 non regolarmente vaccinati sono circa 1.500, tale dato comprende però anche quanti per motivi di salute non possono essere vaccinati, sono già immunizzati, non reperibili o trasferiti e solo in maniera residuale quelli i cui genitori rifiutano l’iter vaccinale obbligatorio”.

Per quanto riguarda il quadro relativo alle sanzioni, previste dalle nuove norme per i cosiddetti non adempienti, Barberini fa sapere che “a metà marzo 2018, in Umbria i soggetti già sanzionati sono 318, mentre risultano 443 le pratiche in corso di valutazione. In particolare, nella Usl Umbria 1 sono state elevate 122 sanzioni rispetto alle quali non sono ancora disponibili i dati su pagamenti realizzati ed eventuali ricorsi; nelle Usl Umbria 2 le multe sono state 196, di cui 18 già pagate e 37 annullate per successivo adempimento all’obbligo, mentre in 24 casi è stato presentato ricorso”.

L’assessore spiega infine che “in queste ore, le Usl stanno lavorando per restituire alle scuole gli elenchi degli iscritti con l’indicazione dei ‘non adempienti’, in modo tale che i dirigenti scolastici siano a conoscenza del numero effettivo dei non vaccinati, per gli eventuali successivi adempimenti disposti dalla legge”.

L’Umbria è tra le uniche sei regioni italiane considerate “sane” per efficienza del sistema sanitario. Lo ha stabilito Demoskopika, istituto di ricerca italiano, che ha condotto un’indagine sulla base del cosiddetto Indice di performance sanitaria, rendendo noti i risultati che premiano la qualità della sanità umbra, ponendola ai vertici della classifica nazionale, insieme a Emilia Romagna, Marche, Veneto, Toscana e Lombardia.

“La nostra Regione – commenta Luca Barberini, assessore regionale alla Salute, alla Coesione sociale e al Welfare – è ancora una volta ai primi posti per efficienza, qualità dei servizi e soddisfazione dei cittadini, entrando nell’area delle realtà italiane considerate di eccellenza, guadagnando ben tre posizioni rispetto a una precedente analisi dell’istituto di ricerca.

Questo risultato è motivo di orgoglio e soddisfazione, premia il grande impegno della Regione nel promuovere servizi sanitari sempre più efficienti e innovativi ed è frutto di un grande lavoro di squadra, che vede in prima linea i professionisti e gli operatori della sanità umbra che ogni giorno, con grande passione e competenza, sono al servizio dei cittadini. A tutti loro va il mio personale ringraziamento”.

Lo studio di Demoskopika è stato realizzato tenendo conto di diversi indicatori, come ad esempio la soddisfazione dei cittadini rispetto alla qualità dei servizi sanitari, la mobilità attiva e passiva, il risultato di esercizio, il disagio economico delle famiglie per spese sanitarie “out of pocket”, i costi della politica e la speranza di vita.  E l’Umbria è appunto tra le uniche sei Regioni considerate “sane”, nove sono invece quelle definite “influenzate” e cinque quelle “malate”.

“Non si tratta di un traguardo – commenta Barberini – ma di un nuovo punto di partenza, che deve spingerci a fare ancora di più e meglio per dare risposte sempre più efficaci ai bisogni di salute dei cittadini. In questo quadro, continueremo a investire risorse per ridurre le liste di attesa, innovare strutture e apparecchiature diagnostiche, assumere più personale e rendere la sanità umbra sempre più efficiente, di qualità e vicina ai cittadini”.

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