Il laboratorio ceramico diventa buona pratica italiana
Le iniziative del Residence Daniele Chianelli di Perugia si affermano come esempio virtuoso a livello nazionale. Il laboratorio ceramico di arteterapia, inaugurato a metà dicembre all’interno della struttura che accoglie malati oncologici e loro familiari, è stato individuato come “buona pratica” da replicare in altri territori italiani. Il progetto, denominato “L’Arte che Cura”, ha infatti raccolto unanimi apprezzamenti all’interno dell’Associazione Italiana delle Città della Ceramica (AICC), aprendo la strada a una possibile estensione dell’esperienza su scala nazionale.
L’iniziativa nasce da una richiesta di Franco e Luciana Chianelli, fondatori e anima del Residence perugino, con l’obiettivo di offrire agli ospiti della struttura momenti di sollievo e benessere attraverso attività creative in grado di alleviare il peso della malattia e della permanenza ospedaliera. Un’idea accolta e sviluppata dal Comune di Deruta, partner del progetto, e in particolare dal sindaco Michele Toniaccini, che ha coinvolto il tessuto produttivo e artigianale della città, storicamente legata alla tradizione della ceramica.
Il Comitato degli artigiani ceramisti di Deruta ha risposto con grande partecipazione, mettendo a disposizione attrezzature, materiali e competenze professionali per l’allestimento del laboratorio e per la conduzione dei corsi. Il laboratorio, pronto ad entrare pienamente in funzione al termine delle festività, è pensato come uno spazio di espressione artistica e di condivisione, dove la manualità e la creatività diventano strumenti di supporto emotivo e psicologico per i pazienti oncologici e i loro familiari.
Nei giorni scorsi il progetto è stato presentato ufficialmente dal sindaco Toniaccini all’assemblea nazionale dell’AICC, di cui è vicepresidente, organismo che riunisce circa sessanta città italiane accomunate da una riconosciuta e antica tradizione ceramica. In quella sede, “L’Arte che Cura” è stato indicato come esempio concreto di collaborazione tra istituzioni, mondo produttivo e realtà del volontariato, capace di coniugare finalità sociali, culturali e solidali.
L’assemblea ha espresso un consenso unanime sull’iniziativa, ipotizzando che il modello possa essere adottato anche da altre città della ceramica nei rispettivi territori, a favore di strutture sanitarie o residenziali analoghe con cui avviare collaborazioni a scopo benefico. In questo modo, oltre a sostenere progetti di valore sociale, verrebbero promosse anche le molteplici valenze artistiche, terapeutiche e culturali della ceramica.
«Con i colleghi dell’AICC, che ringrazio per l’adesione immediata – ha sottolineato Michele Toniaccini – siamo rimasti d’accordo che, qualora non dispongano di strutture simili, il loro impegno potrà essere messo a disposizione direttamente del Residence Chianelli, supportando Deruta per rendere l’esperienza avviata in Umbria un’eccellenza assoluta». Il sindaco ha inoltre annunciato che sono già pervenute le prime adesioni da parte di altre città.
L’auspicio è che alla prossima assemblea dell’AICC possano intervenire anche Franco e Luciana Chianelli, testimoni di un’opera considerata unica nel panorama italiano, tanto da aver ricevuto in passato anche l’apprezzamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Un riconoscimento che rafforza ulteriormente il valore del progetto e conferma il Residence Chianelli come punto di riferimento nazionale nell’integrazione tra accoglienza, cura e solidarietà.

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