Pensionati umbri sfidano tagli, chiedono dignità e cure

Pensionati umbri sfidano tagli, chiedono dignità e cure

In piazza contro sanità ridotta e pensioni impoverite

Il 12 dicembre gli anziani umbri scenderanno in piazza per denunciare una condizione che, giorno dopo giorno, diventa più insostenibile. A guidare la mobilitazione è lo Spi-Cgil Umbria, con il segretario generale Andrea Farinelli che richiama l’attenzione sul progressivo definanziamento della sanità pubblica, della scuola e dei trasporti. Una riduzione di risorse che non resta confinata nei bilanci, ma si traduce in liste d’attesa interminabili, presìdi sanitari indeboliti, difficoltà di accesso alle cure e trasporti insufficienti nelle aree interne.

Per i pensionati, tutto questo significa – come scrive Silvia Angelici su La Nazione – isolamento, rinuncia ai diritti e crescita delle disuguaglianze. La riduzione del Fondo Sanitario Nazionale, sottolinea Farinelli, spinge chi può verso il privato, lasciando indietro chi non dispone di mezzi economici. È un arretramento che mette in discussione il diritto universale alla salute sancito dalla Costituzione.

Accanto alla sanità, l’altra emergenza riguarda i redditi. Le pensioni perdono potere d’acquisto, mentre l’inflazione corre e il costo della vita aumenta: bollette, beni essenziali, spese quotidiane. Per milioni di anziani diventa sempre più difficile arrivare a fine mese. Non si tratta di privilegi, ma di dignità.

Lo Spi-Cgil Umbria conta oltre 53.000 iscritti, organizzati in 13 leghe territoriali. Nei punti di ascolto e sportelli sociali passano ogni giorno migliaia di cittadini che chiedono aiuto per orientarsi tra sanità, previdenza, assistenza, fisco e non autosufficienza. È un osservatorio reale delle difficoltà che attraversano i territori.

A questo quadro si aggiunge l’assenza di una vera politica per gli anziani: mancano investimenti su assistenza, servizi domiciliari e sostegno alle famiglie. Un vuoto che ricade soprattutto sulle donne, ancora una volta chiamate a supplire con lavoro di cura non riconosciuto.

La protesta di venerdì vuole portare al centro dell’agenda politica la necessità di interventi concreti, capaci di garantire cure, redditi dignitosi e servizi di prossimità. I pensionati chiedono risposte immediate, perché la vita quotidiana non può più attendere.

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