Ricorso al TAR sul progetto Terni, il fronte civico insorge
La controversia legata al progetto che unisce la realizzazione del nuovo stadio “Libero Liberati” e di una clinica privata a Terni giunge alle soglie della prima udienza davanti al TAR dell’Umbria. Il contenzioso nasce dalla decisione della Regione di impugnare la determina del Comune che aveva dato via libera all’intervento, ritenendo che la procedura amministrativa utilizzata non rispettasse le norme sanitarie vigenti. Secondo l’ente regionale, l’amministrazione comunale avrebbe cercato di aggirare il dissenso manifestato al termine della Conferenza dei Servizi decisoria.
Umbria Civica sostiene però una versione opposta, affermando che dalla lettura degli atti emergerebbe un esito favorevole della Conferenza dei Servizi. Il movimento accusa la giunta regionale, guidata da Paola Proietti, di aver frenato un’occasione ritenuta strategica per lo sviluppo economico, sportivo e sanitario di Terni, scegliendo la strada del giudizio amministrativo e, fino a questo momento, escludendo una soluzione politica condivisa.
Le critiche del gruppo civico si concentrano sull’impatto che il ricorso potrebbe generare sulla città. Secondo quanto riportato, la scelta di contestare l’iter approvativo rischia di bloccare un investimento rilevante e di compromettere ricadute che riguardano tanto il settore sportivo quanto quello dei servizi sanitari. Sul piano tecnico, il Comune conferma la legittimità della procedura adottata, ricordando che la Conferenza dei Servizi si è chiusa positivamente e che le osservazioni presentate dagli enti coinvolti, compresa la Regione, sono state tutte superate.
In merito al percorso autorizzativo, viene richiamata la distinzione tra l’autorizzazione edilizia e quella sanitaria. La prima, rilasciata in presenza di compatibilità con la programmazione della Regione, riguarda l’aspetto costruttivo; la seconda, di competenza regionale, potrà essere richiesta solo dopo il completamento della struttura sanitaria. Questa differenziazione, secondo il Comune e secondo Umbria Civica, sarebbe alla base del corretto inquadramento amministrativo del progetto.
L’esistenza del ricorso, nel frattempo, avrebbe già generato effetti negativi. La Ternana Calcio e la società Stadium avrebbero inviato diffide formali alla Regione, segnalando un rischio concreto per la tenuta del progetto e per le risorse private impegnate, con conseguenti ripercussioni sulla fiducia degli investitori. Umbria Civica sottolinea che la situazione potrebbe tradursi in nuove criticità sociali, economiche e sportive, negando i potenziali benefici attesi dalle opere programmate.
Alla luce del confronto in atto, il movimento civico invita la Regione a ritirare il ricorso e a riaprire un dialogo finalizzato a definire modalità operative trasparenti che garantiscano la qualità dei servizi pubblici e l’innovazione prevista dal progetto. In caso contrario, le responsabilità delle conseguenze future, secondo il gruppo civico, ricadrebbero su chi ha scelto di privilegiare il contenzioso giudiziario rispetto a un percorso di confronto politico.
Testo firmato da Nilo Arcudi, segretario regionale di Umbria Civica; Andrea Difino, segretario provinciale; Marco Ravasio, segretario comunale.

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