Sindacati contro morti e sfruttamento nei cantieri
PERUGIA, 6 novembre 2025 – La sicurezza sul lavoro torna al centro del dibattito pubblico, non come slogan, ma come urgenza concreta. In Umbria, dove l’incidenza di morti sul lavoro supera del 25% la media nazionale, il tema non può più essere rimandato. A rilanciare l’allarme come riporta il comunicato di Chiara Maria Sole Bravi, addetta stampa Fillea Cgil Umbria, si chiedono interventi strutturali e immediati per contrastare un fenomeno che continua a mietere vittime, spesso invisibili.
Il caso dei tre operai senza casco davanti ai finestroni di Palazzo Chigi è solo l’ultimo episodio simbolico di una realtà diffusa. L’assenza di dispositivi di protezione, la frammentazione delle imprese, la precarietà contrattuale e la mancanza di controlli efficaci sono elementi che si intrecciano in un quadro preoccupante. La morte di Octav Stroici, operaio caduto dalla Torre dei Conti a Roma, ha riacceso i riflettori su una condizione lavorativa che troppo spesso ignora l’età, la salute e la dignità delle persone.
Secondo l’Osservatorio Carlo Soricelli, in Italia muore un lavoratore ogni sei ore. Nel settore edile, il tasso di irregolarità sfiora il 70%, mentre gli accessi ispettivi sono calati del 10% e i controlli sulla sicurezza del 39%. In Umbria, nei primi otto mesi del 2025, sono stati denunciati 6.602 infortuni, di cui l’80% nella provincia di Perugia. Il comparto “Costruzioni” incide per l’11% sul totale dell’industria e dei servizi, con un caso mortale su 14 registrati nel settore.
Di fronte a questi numeri, le parole di cordoglio non bastano più. Serve una risposta politica e istituzionale forte, che metta al centro la tutela del lavoratore. La Fillea Cgil propone l’istituzione di una Procura nazionale del lavoro, capace di gestire con rapidità i casi gravi e mortali, uniformare le indagini e prevenire nuovi episodi. Per l’Umbria, dove i cantieri sono diffusi e le imprese spesso piccole e frammentate, si propone un presidio regionale dedicato, con il coordinamento stabile di tutte le forze in campo.
Il nuovo decreto sulla sicurezza introduce il badge obbligatorio in cantiere, ma secondo il sindacato sarà utile solo se conterrà dati verificabili su formazione, contratto, orario e catena dei subappalti. La Fillea chiede che il badge sia collegato al sistema bilaterale per garantire trasparenza e legalità, evitando che diventi un semplice strumento di facciata.
Tra le proposte, anche il riconoscimento delle vittime del lavoro come “vittime del dovere”, con la Regione Umbria chiamata a farsi promotrice di questa iniziativa. L’obiettivo è restituire dignità a chi ha perso la vita adempiendo ai propri compiti e offrire sostegno concreto alle famiglie.
Il Governo, secondo il sindacato, ha fatto troppo poco. La patente a crediti introdotta non è sufficiente senza una qualificazione reale delle imprese, il rispetto dei contratti e dei tempi di controllo. Serve una partecipazione responsabile di tutti: istituzioni, imprese, lavoratori e parti sociali. La contrattazione deve tornare ad essere uno strumento vivo nei cantieri, nelle fabbriche e nelle piazze.
Eleonora Pace (FDI) ha espresso condivisione sul tema, auspicando che il monitoraggio continui e che la maggioranza garantisca sostegno agli allevatori. Cristian Betti (PD) ha ricordato l’intervento tempestivo dell’assessore Meloni, che ha incontrato gli allevatori a Cascia e attivato i primi rimborsi. Nilo Arcudi (TPUC) ha sottolineato l’insufficienza degli interventi e la necessità di rafforzare le misure nelle aree più colpite.
L’assessore Simona Meloni ha illustrato le azioni già avviate: un milione di euro stanziato tramite Gepafin, procedure semplificate, rimborsi fino al 90% per i capi deceduti e all’80% per lo smaltimento delle carcasse. Ha ribadito che l’Umbria è l’unica regione ad aver già pubblicato un avviso pubblico e che il tavolo tecnico è operativo.
Il consigliere Stefano Lisci ha concluso ricordando che, sebbene si sia agito con prontezza, il danno economico per gli allevatori resta e peserà anche in futuro. Per questo ha chiesto che le misure vengano rinnovate e rafforzate, affinché la sicurezza non sia solo un principio, ma una pratica quotidiana.

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