Una stagione tra jazz, classico e poesia sonora
La musica, ancora una volta, torna a essere il filo che unisce il tempo, lo spazio e le persone. A Terni, la storica Associazione Araba Fenice alza il sipario sulla sua nuova Stagione Concertistica 2025-2026, intitolata “Imaginaria”, un viaggio sonoro che attraverserà mondi, stili e sensibilità differenti, fondendo l’armonia classica con l’energia del jazz, l’intensità del tango e il linguaggio poetico delle colonne sonore, come riporta il comunicato dell’Associazione Culturale Araba Fenice.
Dal 16 novembre 2025 all’8 marzo 2026, l’Auditorium Gazzoli di Terni e la Sala Consiliare di Guardea accoglieranno musicisti di straordinario talento – italiani e internazionali – che porteranno sul palco concerti inediti, rivisitazioni d’autore e incontri fra linguaggi musicali. Un cartellone lungo quattro mesi che promette di emozionare e sorprendere, dove il pianoforte rimane protagonista assoluto, ma dialoga con la voce, la narrazione, gli archi, la fisarmonica e il respiro della contemporaneità.
Bruno Galigani, presidente associazione Araba Fenice ha dichiarato – ” Quella che presentiamo oggi è una stagione ricca, variegata e pensata per abbracciare pubblici di ogni età. Crediamo fortemente che la musica sia un bene comune, un linguaggio universale capace di creare connessioni profonde tra le persone, indipendentemente da età, esperienze o background culturale. Con questo spirito abbiamo costruito un cartellone che coniuga qualità artistica, accessibilità e diversificazione delle proposte, per coinvolgere tanto gli appassionati quanto chi si avvicina per la prima volta alla musica dal vivo. L’obiettivo dell’Araba Fenice rimane quello di promuovere la cultura musicale come strumento di crescita personale e collettiva, e di mantenere viva, stagione dopo stagione, la bellezza dell’ascolto e della condivisione.
L’edizione numero 29 della Stagione dell’Araba Fenice, presentata a Palazzo Carrara di Terni, nasce da un’idea di contaminazione creativa e di apertura culturale. “Imaginaria” – spiega la direzione artistica – vuole essere una finestra sul possibile, un sogno in musica. La musica come metafora di libertà, come colonna sonora della comunità e della vita.
Un omaggio alla fantasia e al talento
Il primo appuntamento, domenica 16 novembre all’Auditorium Gazzoli, accoglierà l’eccezionale pianista Axel Trolese con il recital “Verso la luce”. Un viaggio che parte dalla Sonata Op.51 di Castelnuovo-Tedesco e attraversa i virtuosismi di Liszt e le raffinate dissolvenze di Ravel. Giovane ma già riconosciuto nel panorama internazionale, Trolese – oggi artista in residenza alla Queen Elisabeth Music Chapel – rappresenta la nuova generazione dei pianisti che uniscono tecnica impeccabile e visione poetica.
Il testimone passerà poi a Guardea il 22 novembre con Valerio Premuroso, milanese di nascita e cittadino del mondo, interprete acuto e sensibile che proporrà pagine di Debussy, Skrjabin e del compositore americano Abram Chaisin. Con la sua carriera cosmopolita tra Europa, Sud America e Asia, Premuroso porterà sul palco un caleidoscopio di suggestioni e colori.
Il 29 novembre sarà la volta di Raffaele D’Angelo, classe 1999, tra i più promettenti pianisti italiani. Il suo recital interamente dedicato a Schubert trascinerà il pubblico nel cuore del romanticismo viennese, un omaggio alla malinconia e alla grazia del Maestro.
Michela Bordoni, assessore alla cultura Comune di Terni – ha espresso – ““Il titolo di questa stagione, Imaginaria, contiene una promessa bellissima: quella di lasciarsi attraversare dalla musica, di farsi portare altrove — nei luoghi dell’anima, nelle pieghe della memoria, nei sogni che ogni suono sa risvegliare. È questo il potere straordinario della musica: arriva ovunque. Arriva nei teatri e nelle sale, ma anche nei cuori, nelle strade, nei pensieri di chi ascolta. Come amministrazione comunale siamo orgogliosi di sostenere questa nuova stagione concertistica dell’Araba Fenice, che da anni rappresenta un presidio culturale prezioso per Terni e per l’Umbria. La musica, infatti, non è solo un linguaggio artistico, ma una forma di cittadinanza. Ci insegna l’ascolto reciproco, la disciplina, l’armonia delle differenze — valori che in questo tempo così frammentato diventano fondamentali anche per la vita civile”.
Tra cinema, parole e tango
La rassegna proseguirà a Terni, domenica 30 novembre, con un evento che unisce musica, letteratura e memoria collettiva: un omaggio a Ennio Morricone firmato da Bruno Gambarotta. Il celebre giornalista, scrittore e storico volto della televisione italiana, accompagnerà il pubblico in un racconto intimo e sorprendente, tra aneddoti e note immortali. Accanto a lui, Elena Cornacchia al flauto e Giorgio Costa al pianoforte: insieme daranno vita a un concerto-narrazione capace di risvegliare il sentimento nostalgico del grande cinema italiano.
Sabato 6 dicembre a Guardea andrà in scena “PassionTango”, con il duo formato da Federico Rovini (pianoforte) ed Endrio Luti (fisarmonica). Un tributo alla musica argentina e alle figure leggendarie di Carlos Gardel e Astor Piazzolla, fuse in un’unica, vibrante passione sonora.
Il 14 dicembre, all’Auditorium Gazzoli, la musica si farà libertà e improvvisazione pura con “Libero”, concerto del Fabio D’Isanto 4et. Un quartetto jazz composto da D’Isanto alla batteria, Lorenzo Bisogno al sax, Alessandro Bravo al pianoforte e Francesco Pierotti al contrabbasso. Sarà un’esplosione di energia creativa tra brani originali, standard di Gershwin e Cole Porter e improvvisazioni capaci di fondere swing, melodia e sperimentazione.
L’ultimo appuntamento dell’anno, sabato 20 dicembre, ci riporterà all’eleganza del repertorio classico con il duo pianistico a quattro mani formato da Mariangela Marcone ed Emiliano Castiglioni. Quattro mani, un solo respiro: le loro interpretazioni di Brahms, Mozart, Bizet e Bach promettono di restituire al pubblico la magia dell’intesa artistica.
Giampiero Lattanzi, sindaco di Guardea ha dichiarato – ” La stagione concertistica dell’Araba Fenice rappresenta ormai un appuntamento culturale fondamentale per il nostro territorio, capace di portare a Guardea musica di altissimo livello. Non si tratta solo di concerti, ma di veri e propri momenti di crescita e condivisione che arricchiscono la vita culturale di tutti noi. In questo contesto, ritengo particolarmente significativo anche il concorso per le scuole promosso dall’associazione: un’iniziativa che coinvolge i più giovani, stimolando la loro creatività e sensibilità artistica. Educare all’ascolto e al bello fin dai banchi di scuola è un investimento sul futuro, ed è per questo che come amministrazione continueremo a sostenere con convinzione queste iniziative”.
Un 2026 all’insegna delle emozioni
L’anno nuovo debutterà domenica 11 gennaio con “Los Sueños Trio”, ensemble composto da Massimo Signorini alla fisarmonica, Anastassia Ossipova al violino e Scilla Renzi al pianoforte. Il concerto ruoterà intorno all’universo poetico di Astor Piazzolla: tanghi, ritmi sospesi tra malinconia e desiderio, combinazioni armoniche che raccontano l’anima argentina con un respiro universale.
Il 25 gennaio toccherà al giovane e talentuoso pianista Gianluca Faragli, che renderà omaggio a Schubert, Mendelssohn, Schumann e Skrjabin con un recital dal titolo evocativo: “Non appartengo a nessun luogo”. Una riflessione musicale sul viaggio e sull’identità, in cui tecnica e sensibilità si fonderanno in un’unica linea poetica.
Domenica 8 febbraio, ancora all’Auditorium Gazzoli, il pubblico potrà compiere un viaggio sonoro in terra iberica con “Suite Latina”, eseguita dal duo Luca Lucini (chitarra) e Matteo Falloni (pianoforte). Un intreccio di Granados, Albéniz e Schwertberger, accompagnato da una composizione originale firmata dallo stesso Falloni. Un incontro tra virtuosismo e calore mediterraneo che promette di accendere il palco.
Dalla Spagna al mondo del cinema
Il 22 febbraio sarà la volta di due pianisti eccezionali, i catalani Carles Lama e Sofia Cabruja, protagonisti del concerto “The Winner Is…”. Definiti dalla critica newyorkese “i re del pianoforte a quattro mani”, Lama e Cabruja offriranno un grande omaggio alla settima arte, accompagnati dall’Orchestra d’Archi dei “Talenti d’Arte” diretta da Diego Terreni. Sarà una serata di pura intensità emotiva, dove la musica da film diventerà linguaggio universale, capace di attraversare epoche e sentimenti.
La stagione “Imaginaria” si chiuderà domenica 8 marzo 2026 con il giovane e raffinato pianista Francesco Mazzonetto, che renderà omaggio al compianto maestro Ezio Bosso. Un tributo alla sua musica, alla sua poetica umanità e al suo insegnamento: che la bellezza e la musica possono rendere migliore il mondo. Mazzonetto eseguirà le composizioni più celebri del musicista torinese, facendo rivivere le note che hanno incantato e commosso migliaia di persone.
Una stagione di passione e continuità
Con “Imaginaria”, l’Araba Fenice conferma il suo ruolo di ambasciatrice della cultura musicale in Umbria. Una stagione che raccoglie le esperienze di quasi trent’anni di attività e le proietta in avanti, verso nuovi orizzonti artistici e sociali. “La musica – scrive il direttore artistico nella presentazione – è molto più di un’arte da ascoltare. È una forma di educazione sentimentale, un linguaggio che ci ricorda chi siamo e che ci permette, ogni volta, di immaginare mondi migliori.”
Dal pianoforte più classico alle contaminazioni contemporanee, dal jazz al tango, dagli archi alle parole, ogni concerto è un tassello di un mosaico sonoro che fa del dialogo tra differenze la sua forza. “Imaginaria” è, dunque, un inno alla bellezza, alla dignità dell’arte e alla capacità di sognare collettivamente.
L’Associazione Araba Fenice, con sede a Terni, prosegue così la sua missione culturale sotto il segno della qualità e dell’innovazione. La 29ª Stagione è realizzata con il contributo della Fondazione Carit, dei Comuni di Terni e Guardea, della Camera di Commercio dell’Umbria e della Regione Umbria. Tutte le informazioni e il calendario completo degli eventi sono disponibili sul sito ufficiale www.assarabafenice.it e sulla pagina Facebook dell’associazione.
La musica come dialogo e comunità
Nel cuore di un tempo fatto di disconnessioni e fragilità collettive, “Imaginaria” si propone come un atto di fiducia. Fiducia nella cultura, nella bellezza e nello spirito umano. Ogni concerto diventa un incontro, ogni melodia un ponte tra generazioni e sensibilità, ogni applauso un respiro condiviso. La nuova stagione è dunque non solo un programma di concerti, ma un racconto fatto di persone, interpreti e passioni. Un invito a riscoprire la musica come dimensione dell’anima, memoria viva e spazio di libertà. Perché, come recitano le note di presentazione dell’Araba Fenice, “la musica è l’arte di toccare senza mani il cuore degli uomini”.

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