Federconsumatori denuncia ritardi e mancanza di dialogo
A quasi dodici mesi dalle elezioni del nuovo Consiglio regionale, Federconsumatori Umbria Aps ha diffuso un comunicato stampa in cui esprime profonda preoccupazione per lo stato dei rapporti tra le associazioni dei consumatori e la giunta regionale. Secondo l’organizzazione, le relazioni istituzionali risultano fragili e incoerenti rispetto a quanto stabilito dalla normativa vigente, in particolare dalla Legge Regionale n.17 del 1 ottobre 2014, che definisce il ruolo della Consulta regionale dei Consumatori.
La legge, considerata un punto di forza dell’amministrazione regionale, dovrebbe garantire partecipazione attiva e rappresentanza democratica ai cittadini attraverso le associazioni. Tuttavia, Federconsumatori Umbria denuncia che tali principi vengono spesso enunciati ma raramente applicati. Un esempio emblematico è il mancato avvio dell’Osservatorio sulle Liste d’Attesa in Sanità, che, pur previsto con cadenza bimestrale, non è stato ancora convocato a tre mesi dalla sua istituzione. La situazione delle liste d’attesa, che coinvolge circa 80.000 prestazioni, è definita dalla stessa associazione come complessa e di difficile gestione, ma la trasparenza e il confronto potrebbero almeno favorire una discussione costruttiva tra i soggetti coinvolti.
Nel comunicato stampa, Federconsumatori Umbria evidenzia anche criticità nel settore dei trasporti, dove si lamenta l’assenza di un dialogo strutturato con i principali attori del servizio pubblico, come Trenitalia, Busitalia, RFI e ANAS. La mancanza di confronto con le associazioni dei consumatori rischia di aggravare le difficoltà del comparto e di amplificare gli effetti negativi delle decisioni assunte a livello nazionale da ART e dai piani strategici.
Un ulteriore punto di tensione riguarda la manovra fiscale regionale presentata a metà aprile 2025, legata al deficit del sistema sanitario umbro. La Consulta dei Consumatori aveva richiesto un incontro già a fine marzo, ma a oggi non ha ricevuto alcuna risposta. La manovra, che entrerà in vigore il 1 gennaio 2026, avrà ripercussioni economiche significative su salari e pensioni, colpendo una larga fascia della popolazione umbra. Federconsumatori sottolinea come il silenzio istituzionale su un tema così impattante sia inaccettabile.
Nel comunicato si fa riferimento anche ad altri ambiti strategici, come il Piano dei Rifiuti, quello energetico e la gestione delle risorse idriche. Secondo l’associazione, questi temi vengono trattati con superficialità e senza un reale coinvolgimento delle rappresentanze civiche, nonostante il loro impatto diretto sulle condizioni di vita dei cittadini. Federconsumatori chiede che si apra un confronto serio e trasparente nei luoghi istituzionali deputati, evitando scorciatoie e dichiarazioni di facciata.
Infine, l’associazione pone l’accento sulla scarsa adesione della Regione Umbria ai progetti nazionali che prevedono finanziamenti per iniziative legate al consumo e alla digitalizzazione degli utenti. Due progetti, in particolare, risultano ancora privi di risposte concrete, nonostante la disponibilità e la competenza dei dirigenti regionali. Federconsumatori avverte che questa situazione potrebbe compromettere la sopravvivenza stessa delle associazioni consumeristiche, minando la rappresentanza democratica dei cittadini. Secondo le informazioni raccolte, solo due Regioni italiane si troverebbero in questa condizione, e l’Umbria è tra queste.
Il comunicato stampa si chiude con un appello alla giunta regionale affinché le osservazioni espresse vengano considerate come stimolo positivo per migliorare il rapporto tra istituzioni e cittadini. Federconsumatori Umbria si dichiara disponibile a collaborare e approfondire ogni questione sollevata, ringraziando per l’attenzione ricevuta.

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