Cartabia a Perugia rilancia il valore del dialogo istituzionale

Cartabia a Perugia rilancia il valore del dialogo istituzionale

Democrazia guida il confronto alla scuola Fioriture

L’inaugurazione del secondo anno della scuola politica “Fioriture” ha riportato al centro del dibattito pubblico il significato più profondo della democrazia, grazie alla lezione introduttiva di Marta Cartabia, giurista ed ex Ministra della Giustizia, intervenuta nella storica Sala dei Notari il 24 gennaio 2026. L’incontro, promosso da Demos Umbria, ha raccolto un pubblico ampio e istituzionalmente rappresentato, con la presenza della sindaca Vittoria Ferdinandi e della presidente della Regione Stefania Proietti, a conferma del valore civico del percorso formativo.

La Corte costituzionale come spazio di confronto

Sollecitata dal comitato scientifico della scuola, Cartabia ha intrecciato il suo intervento con i temi del suo recente volume “Custodi della democrazia. La Costituzione, le corti e i confini del politico” (Egea, 2026). La giurista ha ripercorso la funzione della Corte costituzionale come luogo istituzionale di dialogo, un presidio che non si limita a correggere gli eccessi del potere politico, ma che ne orienta l’azione entro i confini della Carta fondamentale. Secondo Cartabia, la Corte rappresenta un contrappeso necessario, nato dalla stessa logica della deliberazione democratica: un processo che non si esaurisce nel voto, ma che vive nella capacità delle istituzioni di ascoltare, argomentare e trasformare le posizioni in campo.

L’ascolto come fondamento della vita democratica

Nel cuore del suo intervento, Cartabia ha insistito sul valore dell’ascolto come pratica essenziale della democrazia contemporanea. Ha ricordato come il confronto autentico richieda tempo, scambio e disponibilità a rivedere le proprie convinzioni. Ridurre la democrazia al solo momento elettorale, ha osservato, significa svuotarla della sua dimensione più viva: quella che permette ai cittadini di partecipare alla costruzione delle decisioni pubbliche. Senza ascolto, ha sottolineato, la società rischia di frammentarsi in una serie di monologhi paralleli, incapaci di generare soluzioni condivise.

I rischi delle derive autoritarie e il ruolo dei limiti al potere

Cartabia ha richiamato l’attenzione sulle “finte democrazie autoritarie”, sistemi che mantengono l’apparenza del voto ma svuotano il confronto pubblico. Ha ribadito che il potere, se non limitato, può compromettere la libertà dei cittadini. La divisione dei poteri, i controlli reciproci e la cultura della responsabilità condivisa sono, per la giurista, gli elementi che permettono allo Stato di diritto di restare saldo. Ha inoltre evidenziato come le leggi, per essere realmente efficaci, debbano essere interiorizzate dalla società civile, che diventa così parte attiva del processo democratico. Senza questa alleanza, le norme rischiano di restare “lettera morta”.

Fioriture e la formazione politica delle nuove generazioni

L’incontro ha incarnato lo spirito della scuola politica “Fioriture”, nata per offrire strumenti di comprensione della complessità e per promuovere un dibattito pubblico di qualità. Il progetto si rivolge in particolare ai giovani, con l’obiettivo di rafforzare la loro partecipazione alla vita democratica e di costruire una cittadinanza più consapevole. Il calendario dei prossimi appuntamenti prevede la presenza di figure di rilievo nazionale, tra cui Leonardo Becchetti, Cecilia Strada e Rosy Bindi, confermando la volontà di mantenere un confronto aperto e plurale.

I video

 

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*