Verini: urgono risposte su sovraffollamento e personale
Il Governo ha formalmente deciso il ripristino del Provveditorato per le carceri dell’Umbria, una misura attesa da anni dalle istituzioni locali, dai sindacati e dalle forze politiche. La decisione segue anni di sollecitazioni e interventi parlamentari mirati a ridurre le distanze tra le esigenze degli istituti penitenziari e le strutture amministrative centrali.
Secondo il senatore Walter Verini, Segretario della Commissione Giustizia e Capogruppo PD in Antimafia, la decisione rappresenta un passo concreto per avvicinare le risposte operative ai problemi quotidiani delle carceri umbre. “È dal 2022 che chiediamo al Governo di ripristinare il Provveditorato regionale. Abbiamo presentato interrogazioni parlamentari, interventi in aula e in Commissione, e sollecitazioni dirette durante le visite negli istituti. L’accorpamento dei Provveditorati di una dozzina di anni fa ha aumentato la distanza dalle necessità reali dei penitenziari, rendendo più difficile affrontare problemi concreti”, ha spiegato Verini.
Il nuovo Provveditorato, con sede a Perugia e competenze anche sulle Marche, dovrà essere completato con la nomina del Provveditore. Secondo il senatore, non devono esserci ulteriori ritardi: servono risposte immediate su sovraffollamento, condizioni strutturali spesso fatiscenti, carenze idriche e mancanza di personale.
Verini sottolinea l’urgenza di incrementare il numero di agenti, psicologi, mediatori culturali e di destinare maggiori risorse alla formazione, al lavoro, alla socialità e al mantenimento dei legami affettivi con le famiglie. Misure che, a suo avviso, contribuiscono non solo alla tutela dei detenuti, ma anche alla sicurezza collettiva, facilitando il reinserimento nella società di chi ha scontato la pena senza tornare a delinquere.
La vicinanza fisica e gestionale del Provveditorato agli istituti rappresenta un elemento strategico per affrontare criticità storiche e migliorare l’efficienza della gestione penitenziaria. Verini conclude evidenziando che questa decisione va vista come un primo passo necessario, al quale dovranno seguire ulteriori interventi concreti e urgenti, per garantire condizioni dignitose e sicure nelle carceri umbre e italiane.

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