Pino Strabioli celebra quattro giganti del teatro italiano

Pino Strabioli celebra quattro giganti del teatro italiano

“Ve ne dico quattro” al Calvi Festival con ricordi unici

Una serata immersa nel cuore pulsante del teatro italiano anima il Calvi Festival con la nuova proposta di Pino Strabioli, “Ve ne dico quattro”. L’evento, ospitato nei suggestivi Giardini del Monastero, offre al pubblico una rara occasione di entrare nelle vite e nelle memorie di alcune delle figure più iconiche della scena teatrale del Novecento. Strabioli, con il suo stile narrativo, intreccia aneddoti personali e biografie, rendendo omaggio a quattro protagonisti del palcoscenico: Paolo Poli, Franca Valeri, Dario Fo e Valentina Cortese. La loro grandezza emerge non solo nella maestria artistica, ma nella capacità di osservare la realtà e di tradurre la propria esperienza di vita in un linguaggio teatrale profondo e coinvolgente.

Lo spettacolo, nato dalla collaborazione con Fabio Masi, si configura come un affresco intimo delle personalità rappresentate, rivelando lati poco conosciuti e tratti distintivi. L’amicizia con Strabioli funge da filo conduttore, trasformando i ricordi in una narrazione viva e partecipata. La prima conoscenza con Paolo Poli avviene durante gli anni giovanili di Strabioli, che ricorda ancora l’incanto della voce dell’attore, già ammirata da bambino. Nonostante la riservatezza di Poli, emerge una stima genuina verso il giovane narratore. Analogamente, il rapporto con Franca Valeri si sviluppa tra complicità e affetto: rimproveri giocosi e sostegno costante costruiscono un legame profondo. Valeri, con la sua ironia e la capacità di trasformare il dolore in umorismo, trova in Strabioli un confidente e un interlocutore sincero.

La narrazione si sposta poi su Dario Fo, il premio Nobel che inizialmente appare riservato nel parlare di Franca Rame, sua moglie e musa ispiratrice. Col tempo, il racconto si trasforma in un fiume di ricordi e affetto, sottolineando la forza di un legame che ha saputo superare convenzioni e pregiudizi, fino a convincere un vescovo a celebrare il loro matrimonio in una basilica nonostante la loro convinzione atea. Fo emerge così non solo come artista, ma come uomo capace di tradurre il proprio amore in gesti straordinari.

Il tributo si conclude con Valentina Cortese, elegante e colta, esempio di raffinatezza e amore per il bello. La sua amicizia con Strabioli si manifesta attraverso gesti simbolici, come l’omaggio di preziose cravatte Hermes, un segno tangibile di un legame duraturo e autentico. Il racconto si sviluppa come un mosaico di incontri, emozioni e ricordi che restituiscono al pubblico la dimensione umana di questi giganti del teatro italiano.

Il Calvi Festival non si limita a celebrare il passato, ma guarda anche alle nuove forme artistiche. Il 23 agosto sarà protagonista Ashai Lombardo Arop, in arte “Altrove”, con una performance che fonde danza, musica e arti visive. La proposta di Altrove, originaria di Genova e residente a Roma, mescola indie-folk, tradizione italiana e influenze africane, esplorando temi di identità, inclusione e dialogo interculturale. La sua arte, riconosciuta con premi e collaborazioni prestigiose, diventa strumento di riflessione sui valori universali: libertà, parità, rifiuto della guerra e del razzismo, difesa dello ius soli e della libertà di espressione.

L’evento si configura quindi come momento di intrattenimento e di consapevolezza, dove ogni gesto, ogni movimento e ogni nota musicale invitano il pubblico a una partecipazione attiva e emotivamente intensa. L’arte di Altrove non è solo spettacolo, ma manifestazione di un impegno etico e sociale che conferma il festival come luogo di incontro tra creatività e valori condivisi.

Attraverso le due serate, il Calvi Festival dimostra la capacità di coniugare memoria e innovazione, passato e presente, grande teatro e nuove espressioni artistiche. L’omaggio di Strabioli ai giganti del Novecento e la performance di Altrove segnano un continuum di emozioni e riflessioni, offrendo agli spettatori un’esperienza completa e multisfaccettata. Il festival, dunque, conferma la sua vocazione di palcoscenico dove la cultura, l’arte e l’umanità si incontrano per celebrare storie, valori e talenti che hanno segnato e continuano a segnare il panorama artistico italiano.

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