Corte dei Conti: sospesi i capitoli ARPA, focus sulla sanità
La Sezione regionale di controllo della Corte dei Conti per l’Umbria ha pronunciato la parifica del rendiconto generale 2023 della Regione, con l’eccezione di due capitoli sospesi in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale. La decisione è stata illustrata dal Presidente della Sezione, Antonello Colosimo, che ha posto l’accento su diversi aspetti critici emersi durante l’analisi contabile.
La sospensione riguarda due voci legate alla vicenda dell’ARPA, al centro di un giudizio di legittimità costituzionale attualmente pendente. La Corte Costituzionale è attesa per un pronunciamento definitivo sul tema il prossimo 21 settembre. In attesa di tale decisione, la Corte ha proceduto con una parifica parziale, riconoscendo però la validità complessiva del rendiconto trasmesso dalla Regione.
Rispetto all’anno precedente, la situazione si è evoluta in senso più lineare. Nel 2022, infatti, si erano rese necessarie due distinte udienze a causa del ritiro iniziale della delibera regionale e del successivo sollevamento della questione di costituzionalità sullo stesso rendiconto. Quest’anno, invece, il procedimento ha potuto seguire un iter unico, pur con la necessità di sospendere i capitoli legati all’ARPA.
Tra le criticità segnalate dalla Corte, il sistema sanitario regionale continua a rappresentare un ambito particolarmente delicato. Le difficoltà rilevate riguardano la gestione finanziaria del servizio sanitario e, in particolare, la determinazione del debito accumulato. La nuova giunta regionale, insediatasi all’inizio della legislatura, si è trovata a dover affrontare queste problematiche ereditate, avviando un percorso di revisione sostenuto anche dalle osservazioni formulate dalla stessa Corte in precedenti deliberazioni.
Il nodo principale ha riguardato la corretta definizione del debito sanitario. La quantificazione, condivisa tra Regione e Corte, si attesta ufficialmente a circa 40 milioni di euro. Tale dato è stato validato anche dai rilievi del tavolo tecnico del Ministero dell’Economia e delle Finanze. La Corte ha comunque sottolineato che la Regione dispone di margini di manovra per il rientro, grazie anche all’attivazione di fondi di payback e ad ulteriori risorse che potrebbero essere allocate a seguito di provvedimenti governativi attualmente in fase di predisposizione.
Un altro tema affrontato riguarda l’incarico affidato alla società di consulenza KPMG per l’analisi dei conti regionali. Pur riconoscendo la legittimità della scelta, la Corte ha evidenziato che la Regione avrebbe potuto, in alternativa, richiedere direttamente il supporto della stessa magistratura contabile. L’attenzione della Corte si è concentrata soprattutto sul periodo intercorso tra il conferimento dell’incarico e la sua formale ratifica, sottolineando la necessità di chiarimenti puntuali su questa fase.
La collaborazione tra Regione e Corte si è confermata fondamentale anche per il monitoraggio delle criticità legate ai fondi di dubbia esigibilità. Su questo fronte, è stata evidenziata la necessità per l’amministrazione regionale di adottare misure tempestive per ridurre l’esposizione e prevenire ulteriori squilibri nei conti.
La parifica dei conti, pur con le sospensioni citate, rappresenta per la Corte un elemento significativo per garantire continuità all’azione amministrativa della Regione. L’attenzione resta ora rivolta all’atteso pronunciamento della Corte Costituzionale sul caso ARPA e agli sviluppi conseguenti sul piano finanziario. La situazione, sebbene ancora segnata da criticità, sembra orientata verso una stabilizzazione, anche in virtù degli strumenti di riequilibrio messi in campo e della possibilità di ottenere nuove risorse statali per il settore sanitario.

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