Strangola la moglie, possibili 20 mesi di reclusione per maltrattamenti familiari

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Il 18 marzo la decisione finale sul caso di violenze domestiche

Strangola la moglie – Un processo potrebbe giungere a una conclusione con un accordo di patteggiamento per il 45enne di San Severo, accusato di maltrattamenti in famiglia e lesioni nei confronti della moglie. La pena proposta è di un anno e otto mesi di reclusione, con la sospensione della pena. La decisione finale – così come scrive Enzo Beretta sul Messaggero Umbria – è attesa per il 18 marzo quando il giudice potrebbe approvare l’accordo tra la difesa e la Procura, un’intesa già raggiunta in via preliminare.

Le accuse contro l’uomo riguardano episodi di violenza che si sarebbero verificati tra il 2020 e il 2021. La donna ha denunciato ripetuti abusi domestici da parte del marito, che l’avrebbe sottoposta a diverse forme di maltrattamento fisico e psicologico.

Secondo la ricostruzione dei fatti, uno degli episodi più gravi sarebbe stato un tentativo di strangolamento, durante il quale l’uomo avrebbe urlato alla moglie: «Silenzio, zitta che finisce subito». Questo episodio, come altri, è stato segnalato nelle denunce presentate dalla vittima.

Oltre al tentativo di strangolamento, sono stati riportati altri episodi di violenza, tra cui percosse con oggetti come la doga del letto, ferite inferte con un taglierino e aggressioni fisiche, che hanno incluso anche il getto di candeggina sul corpo della vittima. In un’altra occasione, l’uomo avrebbe costretto il figlio a bere alcol prima di scagliarsi nuovamente contro la moglie, costringendola a rifugiarsi nella sua camera da letto per sfuggire all’aggressione.

L’accusa ha inoltre contestato una serie di minacce esplicite nei confronti della donna, tra cui frasi del tipo «Ti taglio la faccia e i capelli», nonché calci allo stomaco e pugni alla testa. Un episodio particolarmente drammatico ha avuto luogo davanti ai due figli minori della coppia, dove il marito avrebbe tentato di strangolare la moglie, aggravando ulteriormente la situazione e mettendo in evidenza la gravità delle violenze domestiche subite dalla donna.

L’intesa sul patteggiamento sarebbe quindi la conclusione di un processo che ha visto la vittima raccontare in aula i dettagli delle sofferenze patite, con l’uomo accusato di aver messo in atto una serie di abusi che hanno segnato in modo indelebile la vita della sua famiglia. Se il giudice accoglierà la proposta avanzata dall’avvocato Michele Iacomi, la pena di un anno e otto mesi di reclusione, sospesa, sarà il risultato finale del procedimento giudiziario.

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