Processo “Quarto Passo”: richieste di condanna per 49 imputati

Oltre 365 anni di carcere chiesti per l'associazione mafiosa

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Processo “Quarto Passo”: richieste di condanna per 49 imputati

Al termine della sua requisitoria, il sostituto procuratore Gemma Miliani ha avanzato richieste di condanna per 49 imputati, con un totale di oltre 365 anni di carcere nel processo “Quarto Passo”. Questo procedimento si inserisce in un’inchiesta di grande rilevanza riguardo alle infiltrazioni mafiose in Umbria, rivelando un’associazione di tipo mafioso con legami diretti alla cosca ‘ndranghetista Farao – Marincola, attiva nel territorio per commettere una varietà di crimini, tra cui usura, estorsione e furto aggravato.

Le accuse principali riguardano un’operazione di controllo sulle attività economiche, perpetrata mediante delitti di estorsione e usura, che hanno incluso anche atti di violenza come incendi di negozi e beni privati. Questo gruppo, secondo l’accusa, aveva come obiettivo l’acquisizione del potere economico nella zona, sfruttando pratiche illecite e intimidatorie per raggiungere i propri fini.

Nel complesso, i magistrati hanno identificato 52 imputati coinvolti, di cui 21 accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso. Tra le richieste più severe vi è quella per Cataldo Ceravolo, uno dei leader dell’organizzazione, che si era stabilito a Ponte San Giovanni. Ceravolo, bloccato in Germania durante un’operazione del Ros dei Carabinieri nel dicembre 2014, è fuggito all’estero temendo per la propria sicurezza, a causa di una sua collaborazione con le forze dell’ordine. Per lui, l’accusa ha chiesto una pena di 29 anni di reclusione.

La prossima fase del processo prevede l’ascolto delle testimonianze delle parti civili, che comincerà la settimana prossima. Dopo di ciò, saranno ascoltate le difese, continuando un iter giudiziario che ha avuto inizio nel 2016. Le dichiarazioni delle parti civili e delle difese saranno cruciali per la definizione dei ruoli e delle responsabilità degli imputati in questo contesto.

Questo processo rappresenta un passo importante nella lotta contro la criminalità organizzata in Umbria, evidenziando come le infiltrazioni mafiose possano minacciare il tessuto sociale ed economico di una regione. Le autorità stanno mantenendo alta l’attenzione su questo caso, consapevoli dell’impatto che potrebbe avere nel dissuadere ulteriori attività mafiose.

In conclusione, il processo “Quarto Passo” non solo mette in luce le dinamiche interne di un’organizzazione criminale, ma serve anche da monito per l’intera comunità, sottolineando l’importanza della legalità e dell’integrità sociale. Le richieste di condanna formulata dal sostituto procuratore evidenziano la determinazione delle autorità nel perseguire la giustizia e nel combattere le infiltrazioni mafiose, segnando un passo avanti significativo nella lotta contro la criminalità organizzata in Italia.

 

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