Corte dei Conti, Umbria esempio positivo nella prevenzione sanitaria

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Corte dei Conti, positiva l’Umbria nella prevenzione sanitaria

La sanità italiana presenta notevoli differenze tra le varie regioni, sia in termini di qualità che di costo dei servizi. Lo conferma l’ultima relazione della sezione Autonomie della Corte dei conti, che ha esaminato i bilanci regionali per l’anno 2021 e li ha messi a confronto con i Livelli essenziali di assistenza (Lea) appena calcolati dal ministero della Salute.

I Lea sono gli indicatori che misurano la capacità delle Regioni di garantire ai cittadini prestazioni sanitarie adeguate e uniformi su tutto il territorio nazionale. Essi si articolano in tre macro ambiti: prevenzione, ospedalità e sanità territoriale.

L’indagine della Corte dei conti evidenzia che sette regioni non raggiungono la sufficienza in nessuno dei tre ambiti: si tratta di Calabria, Valle d’Aosta, Sicilia, Campania, Puglia, Sardegna e Basilicata. Queste regioni presentano anche le spese pro capite più alte, con una media di 2.600 euro a fronte di una media nazionale di 2.400 euro.

L’Umbria, invece, si colloca tra le regioni migliori, con punte di eccellenza nell’area prevenzione e buoni risultati nell’area ospedaliera. Tuttavia, la regione mostra anche alcuni margini di miglioramento nella sanità territoriale, dove si registra un piazzamento medio-basso.

Nell’area prevenzione, l’Umbria ottiene un punteggio Lea di 91,97 su 100, il secondo migliore dopo la provincia autonoma di Trento (94,02). Questo significa che la regione offre ai cittadini una serie di servizi preventivi efficaci e tempestivi, come le vaccinazioni, gli screening oncologici e le visite mediche periodiche. Inoltre, l’Umbria ha la settima spesa pro capite più bassa in questo ambito, pari a 125 euro.

Nell’area ospedaliera, l’Umbria raggiunge un punteggio Lea di 82,31 su 100, il settimo tra le regioni. Questo indica che la regione garantisce ai cittadini una rete ospedaliera adeguata e accessibile, con standard qualitativi elevati e tempi di attesa contenuti. Anche in questo caso, l’Umbria ha la ottava spesa pro capite più bassa tra le regioni, pari a 1.086 euro.

Nell’area sanità territoriale, invece, l’Umbria si ferma a un punteggio Lea di 73,64 su 100, l’undicesimo tra le regioni. Questo significa che la regione deve fare di più per potenziare i servizi sanitari sul territorio, come l’assistenza domiciliare, i centri diurni e i consultori. In questo ambito, l’Umbria ha la tredicesima spesa pro capite tra le regioni, pari a 1.217 euro.

La relazione della Corte dei conti evidenzia quindi che l’Umbria è una delle regioni più virtuose nella gestione della sanità pubblica, ma che deve ancora lavorare per migliorare alcuni aspetti della sua offerta sanitaria. In particolare, la regione dovrebbe investire maggiormente nella sanità territoriale, per garantire ai cittadini una maggiore continuità assistenziale e una migliore integrazione tra i diversi livelli di cura.

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