Da un conflitto locale alla minaccia di una guerra globale: il rischio crescente

L'escalation del conflitto russo-ucraino solleva preoccupazioni sulla possibilità di una terza guerra mondiale

Da un conflitto locale minaccia guerra globale: rischio crescente

Da un conflitto locale alla minaccia di una guerra globale: il rischio crescente

Il presidente francese Macron, preoccupato per la possibilità di essere superato da Le Pen nelle prossime elezioni europee, ha assunto un atteggiamento deciso e ha dichiarato la necessità di inviare truppe terrestri europee in Ucraina. Insieme al primo ministro tedesco Scholz, ha sostenuto l’idea di intensificare l’intervento militare a sostegno di Kiev.

Tutti dovrebbero “autorizzare” l’Ucraina a utilizzare le armi fornite contro obiettivi e territorio russo. “Bisogna rimuovere le restrizioni” a questo riguardo, ha detto il rappresentante dell’UE Borrell, rivolgendosi a quei paesi europei che scelgono la prudenza.

La Spagna si è impegnata a fornire a Zelensky un sistema antiaereo Patriot e 10 carri armati Leopard, mentre il Belgio fornirebbe trenta F-16, ma entrambi i paesi sono riluttanti a dare il via libera al loro utilizzo contro il territorio russo. Fortunatamente, il governo italiano sta mantenendo la prudenza: aiuti all’Ucraina sì, ma questi non devono essere utilizzati per colpire il territorio russo.

Al contrario, il Regno Unito non ha esitazioni nel favorire l’azione d’attacco contro Mosca. Anche Canada, Polonia e Finlandia decidono nello stesso senso. Il segretario generale della NATO Stoltenberg propone di intensificare l’invio di armamenti, compresi ordigni a lunga gittata. Non solo, ma preme perché l’Ucraina entri nella NATO, il che farebbe scattare automaticamente l’intervento globale dell’Alleanza occidentale nella guerra contro la Russia!

Il presidente Biden, rinvigorito dalla recente condanna di Trump per aver occultato al fisco soldi elargiti a una pornostar, ha a sua volta “autorizzato” l’Ucraina a utilizzare gli armamenti ricevuti su KharKiv e dintorni. La retroantifona si fa sempre più esplicita: la Russia di Putin deve essere, non solo fermata, ma sconfitta e umiliata.

Corrono notizie contrastanti su “istruttori” militari dei paesi occidentali, anche sotto forma di mercenari, già all’opera in Ucraina. Peggio, cominciano a fermentare velleitarie reciproche ipotesi che ordigni nucleari “tattici” possano trovare impiego se la situazione dovesse irreparabilmente precipitare.

Intanto, il presidente del Consiglio d’Europa Michel e l’alto rappresentante Borrell concordano nell’invitare i 27 a una postura da “economia di guerra”. Sarà il caso di intendersi urgentemente con una certa chiarezza: si è disposti ad accettare ed anzi accelerare il rischio di una guerra mondiale, che a questo punto tutti esorcizziamo ma non è più propriamente solo un esagerato “brutto sogno di prima estate”? L’ufficialità occidentale crede di metterci a posto con la coscienza: “E’ Putin a minacciarci”. Ha infatti paventato “gravi conseguenze in caso di uso di armi occidentali contro il territorio russo”

Domenico Benedetti Valentini

3 Commenti

      • più che matti da legare, a me sembra che certi ambienti, nei democratici territori occidentali, siano appannaggio di autentici criminali. quei criminali che dal lontano 2014 hanno iniziato a preparare il terreno per quello che stiamo vedendo.

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