Umbria Jazz celebra Dario Fo con la Danza degli Zanni

Umbria Jazz celebra Dario Fo con la Danza degli Zanni

Il manifesto 2026 omaggia il Maestro nel centenario a Perugia

Umbria Jazz apre l’edizione 2026 con un tributo di forte valore culturale dedicato a Dario Fo, celebrato nel centenario della nascita attraverso il manifesto ufficiale del Festival. L’opera scelta, La Danza degli Zanni, concessa dalla Fondazione Fo Rame, diventa il simbolo di un’edizione che intreccia memoria artistica, teatro popolare e linguaggi musicali, restituendo al pubblico la vitalità creativa del Premio Nobel scomparso nel 2016.

Un’opera che racconta il cuore del teatro di Fo

Realizzato nel 2013, il dipinto rappresenta una scena pulsante, costruita come una partitura visiva. Al centro domina lo Zanni, la più antica maschera della Commedia dell’Arte, figura fragile e ribelle, affamata e sfruttata, ma capace di ribaltare il mondo con l’ironia. Attorno a lui, musicisti in movimento sembrano emergere dal colore, come se la tela respirasse ritmo e narrazione. È un’immagine che incarna uno dei nuclei più profondi dell’arte di Fo: la musica come linguaggio collettivo, capace di unire e dare voce agli ultimi.

Lo Zanni tra tradizione popolare e spiritualità francescana

La figura dello Zanni, antenato di Arlecchino, diventa nelle mani di Fo un simbolo universale di libertà creativa. La sua trasformazione richiama idealmente San Francesco d’Assisi, che definiva sé stesso e i suoi frati “giullari di Dio”. Nel 2026 ricorrono gli 800 anni dalla morte del Santo, e il legame emerge anche da un bozzetto conservato negli archivi della Fondazione Fo Rame, utilizzato come base per la tela del 2013. Il disegno, parte della lezione-spettacolo “Giotto non Giotto”, raffigura Francesco che danza dopo la liberazione dalla prigionia seguita alla guerra tra Assisi e Perugia. Una connessione che amplifica il valore simbolico del manifesto.

La pittura come origine del racconto teatrale

Fo, formatosi all’Accademia di Brera, considerava la pittura la radice del suo teatro. Prima di scrivere, disegnava. Le immagini diventavano la struttura narrativa da cui far nascere personaggi, ritmi e situazioni sceniche. Questa visione emerge con forza ne La Danza degli Zanni, dove gesto pittorico e gesto teatrale coincidono, restituendo allo spettatore la sensazione di assistere a una scena in movimento.

Un legame profondo con il jazz e con Milano

Il rapporto tra Fo e la musica jazz affonda negli anni Cinquanta, quando a Milano frequentava un gruppo di artisti che avrebbe segnato la cultura del dopoguerra. Tra questi Enrico Intra, Enzo Jannacci e Franco Cerri, protagonisti di una stagione creativa che univa ironia, satira e sperimentazione musicale. Nel 2012 Fo partecipò alla mostra-spettacolo “Lazzi, Sberleffi Dipinti” al Palazzo Reale, ricordando come quei musicisti fossero stati parte integrante della sua formazione artistica.

Il concerto omaggio al Maestro

Sarà proprio Enrico Intra a guidare il concerto che Umbria Jazz dedicherà a Fo nel luglio 2026, un evento che unirà celebrazione, memoria e musica. L’appuntamento, che segna il centenario della nascita e il decennale della scomparsa del Maestro, verrà presentato nel dettaglio nelle prossime settimane.

Con La Danza degli Zanni, Umbria Jazz non si limita a scegliere un manifesto: costruisce un ponte tra teatro, pittura e musica, riaffermando il ruolo del Festival come spazio di incontro tra arti e generazioni. Un omaggio che restituisce la forza di un artista capace di trasformare la scena in un atto di libertà.

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