Sisma e scuola, Tonti, studenti accusano colpo covid nelle zone terremoto

 
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Sisma e scuola, Tonti, anno doveva essere migliore, ragazzi accusano colpo

Sisma e scuola, Tonti, anno doveva essere migliore, ragazzi accusano colpo

«Quello che doveva essere l’anno scolastico migliore dal dopo sisma, si sta trasformando nel peggiore. I nostri studenti, soprattutto quelli del quinto superiore, stanno accusando il colpo», sono le parole di Rosella Tonti, dirigente scolastica dell’istituto omnicomprensivo “De Gasperi-Battaglia” di Norcia, commentando la progressiva chiusura delle scuole secondarie e quindi alla didattica a distanza.

“I ragazzi del quinto – ha detto all’Angenzia nazionale di stampa associata – hanno iniziato i licei e gli istituti tecnici proprio nei mesi del terremoto e per loro non c’è stato mai un anno del tutto tranquillo”.
“All’inizio – ricorda Tonti – le lezioni nelle tende, poi i container. Adesso che avevamo finalmente le scuole come si deve, ecco la pandemia. Molti di questi studenti non vedono l’ora di andarsene da qui”.

“Vivere il lockdown e in generale l’intera emergenza Covid da un luogo terremotato e fare lezione a distanza vivendo in una casetta Sae di 40 metri quadrati, non è la stessa cosa che viverlo da un altro contesto più agevole”, sottolinea la dirigente. “Ovviamente non possiamo prendercela con nessuno – aggiunge – e dobbiamo tutti essere uniti per fronteggiare l’emergenza sanitaria, ma confesso che, anche noi adulti, siamo affaticati, psicologicamente ed emotivamente”.

La preside chiede uniformità delle scelte da adottare. “Gli ultimi 20 giorni – dice – li abbiamo trascorsi ad adeguarci ai decreti e alle ordinanze, così è difficile concentrarsi sulla didattica. A questo punto si prenda una decisione definitiva almeno fino a Natale. Dobbiamo fare lezioni on line per medie e superiori? Va bene, ma senza ulteriori ripensamenti. Altrimenti rischiamo seriamente di disorientare ulteriormente i ragazzi e le loro famiglie, che da quattro anni a questa parte sono stati già chiamati a vivere un’emergenza continua e di altri stress non hanno sicuramente bisogno”.

“Da parte nostra – sottolinea la preside – ce la metteremo ancora una volta tutta per superare anche questa situazione. Lo facciamo per i nostri figli e per il futuro di queste comunità che oggi, più che nei giorni post terremoto, rischiano di vivere un pericoloso spopolamento”. (ANSA).

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