Presidente regionale ricorda 11 morti e impegno prevenzione
L’Umbria si ferma per commemorare la tragedia sismica del 26 settembre 1997, quando due violente scosse di magnitudo 5,6 e 5,8 devastarono il territorio regionale e marchigiano causando undici vittime, cento feriti e ottantamila evacuati. La presidente della Regione Stefania Proietti ha sottolineato come dopo ventotto anni il ricordo rimanga indelebile nella coscienza collettiva.
“La memoria di quelle ore terribili continua a vivere nei nostri cuori”, ha dichiarato Proietti, evidenziando il sacrificio umano e la distruzione del patrimonio artistico che caratterizzarono quei momenti drammatici. Il sisma colpì duramente borghi storici e monumenti di inestimabile valore, lasciando cicatrici profonde nel tessuto sociale ed economico umbro.
La presidente ha reso omaggio agli operatori dell’emergenza che intervennero durante la crisi: soccorritori, vigili del fuoco, forze dell’ordine e migliaia di volontari dimostrarono straordinaria solidarietà. “Il loro coraggio e la mobilitazione nazionale rappresentano ancora oggi un esempio di coesione sociale”, ha aggiunto Proietti.
L’Umbria ha trasformato il dolore in energia ricostruttiva, investendo massicciamente in prevenzione sismica e recupero dei centri storici. Il processo di rinascita culminerà il 30 ottobre prossimo con l’inaugurazione della Basilica di San Benedetto a Norcia, simbolo della rinascita post-terremoto 2016. L’opera è frutto del lavoro coordinato tra il commissario Guido Castelli, i municipi locali e i tecnici dell’Ufficio Speciale Ricostruzione.
“Commemorare significa assumere responsabilità permanenti verso la sicurezza dei territori“, ha sottolineato la presidente, illustrando gli sforzi regionali per implementare sistemi avanzati di monitoraggio e protezione. Le amministrazioni locali stanno sviluppando protocolli innovativi che integrano ricerca scientifica e tecnologie all’avanguardia.
L’impegno istituzionale punta a realizzare quello che Proietti definisce “il miracolo dell’ingegno umano”: rendere abitabile una zona ad alta sismicità naturale attraverso costruzioni antisismiche e piani di evacuazione efficienti. “Non possiamo cambiare la natura geologica del nostro territorio, ma possiamo proteggere vite umane”, ha concluso.
Gli investimenti regionali si concentrano su formazione specialistica, aggiornamento normativo e sensibilizzazione della popolazione. L’obiettivo è costruire una cultura della prevenzione che renda le comunità umbre resilienti di fronte ai rischi sismici, trasformando la fragilità territoriale in punto di forza attraverso preparazione e innovazione tecnologica.
La commemorazione odierna conferma l’impegno dell’Umbria a non farsi trovare impreparata davanti a future emergenze, onorando così la memoria delle vittime e la lezione appresa da quella drammatica esperienza.

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