Lugnano in Teverina, Ilaria Rossetti vince Premio letterario edizione 2020

 
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Lugnano in Teverina, Ilaria Rossetti vince Premio letterario edizione 2020

Di Rossano Pastura

Il Premio letterario Città di Lugnano 2020 è stato assegnato a Ilaria Rossetti.

La premiazione, aperta dall’intervento del sindaco e del vicesindaco di Lugnano, Gianluca Filiberti e Alessandro Dimiziani e condotta da Elisabetta Putini, curatrice del Premio, è avvenuta domenica pomeriggio sulla piattaforma Zoom e in diretta Facebook nel rispetto delle norme dell’emergenza covid.

 La Rossetti si è aggiudicata la sesta edizione del premio con il suo “Le cose da salvare” grazie alla somma dei voti fatta della giuria di esperti e di quella popolare.

La giovane scrittrice, classe 1987, di origini lodigiane, ha già una breve ma significativa carriera alle spalle. Nel 2007 ha vinto il Premio Campiello Giovani per poi pubblicare altri due libri.

Prima del Premio Lugnano, il romanzo aveva già vinto il Neri Pozza facendo acquisire alla scrittrice la possibilità della pubblicazione.

Il crollo reale di un grande ponte in una città di mare (l’allusione è a Genova, anche se mai nominata) fa da cornice al narrato del libro ‘Le cose da salvare”. Le macerie del ponte provocano lutti e ferite nell’anima di chi ha vissuto il suo crollo. Macerie che diventano metaforiche, con un valore esistenziale, per tutti i cedimenti, i fallimenti, le separazioni e le perdite che contrassegnano la vita di ognuno e il mondo d’oggi.

E di fronte a quelle macerie avviene l’incontro tra una giovane giornalista e un anziano professore che si rifiuta di andarsene dal suo appartamento sotto lo spezzone rotto del ponte. Il crollo non rappresenta solo un fatto di cronaca, diventa l’elemento poetico ed esemplare nella comprensione di sé e dell’altro, nella scelta impossibile delle cose da salvare, materiali e immateriali, da un luogo che racchiude oggetti e sentimenti di una vita intera. E da qui scaturisce la riflessione finale della giovane: “Cammino in via dei Bastioni e lo so, di nuovo: c’era troppa fretta di salvarsi: non avevamo capito, ancora, il senso del restare”.

Ilaria Rossetti riesce a tradurre tutto questo con una scrittura ricca, intensa, con sprazzi poetici tra riflessioni e concretezza, tra un pensiero che ”si liquefa e corre per le scale dell’appartamento e si insinua sotto le porte” o ”in un matrimonio la felicità è un animale in fuga da un predatore, occorre praticare un esercizio quotidiano per riuscire a scorgerla”, e una fiducia nelle parole ‘’che pronunciano le cose e le fanno davvero esistere’’.

Per la sezione “inediti”, dedicata quest’anno al tema del gioco, ha vinto il toscano Marco Bindi con “All-In”. Il romanzo più votato e prescelto dalla giuria popolare, composta da lettori di Lugnano e dell’amerino, è stato ”Nel mare c’è la sete” di Erica Mou, mentre il racconto scelto è stato “In nome di una nuova sorte” di Giorgio Del Puente. La cinquina dei romanzi finalisti era composta anche da Alessandro Bonan con ”La giusta parte”, Lorenzo Moretto con ”Una volta ladro, sempre ladro”, Erica Mou con ”Nel mare c’è la sete” e Gianluca Pirozzi con ”Come un delfino”.

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