Ultima di campionato al Curi per il Perugia targato Santopadre, poi inizia l’era Faroni

Perugia Calcio, il Comune prova a mediare nella crisi

Ultima di campionato al Curi per il Perugia targato Santopadre, poi inizia l’era Faroni

di Gianluca Drusian
Ultima di campionato al Curi, ore 16.30, per il Perugia che affronta il Pontedera in una gara che non deve dire più nulla alla stagione 2024-25. E’stato un campionato travagliato per i Grifoni che, già da inizio stagione, sono dovuti partire nella completa incertezza circa il proprio futuro. E di quella incertezza iniziale ne ha fatto le spese la squadra ma, soprattutto la credibilità di un ambiente, quello societario e quello di una intera tifoseria che ha dovuto subire una serie di umiliazioni e delusioni che rimarranno nella storia di questa gloriosa maglia.

E, alla fine, la salvezza raggiunta con qualche giornata di anticipo, è risultata una vera manna dal cielo della quale, per la nuova società succedutasi al timone della quale ne è titolare il presidente Faroni, dovrà esserne tenuto conto per programmare con ambizione, serietà e lungimiranza se si vorrà evitare di tornare sugli stessi errori.

Nuova società che ha provato a tappare le falle che ha trovato lungo il suo percorso ma che ha dovuto infrangersi contro qualcosa che era congenito e che dovrà essere inevitabilmente reciso.

La nuova società avrà, dalla fine della stagione di domni in poi un congruo termine per poter operare e per stabilire quali possano e debbano essere gli ipotetici obiettivi sia prossimi che di eventuale lunga gittata.

Già il direttore sportivo Meluso, nel corso della conferenza stampa di sabato 26 aprile, ha tenuto a precisare alcuni punti dai quali ripartire. Il primo è stato quello della riconferma del tecnico Cangelosi e del suo staff, succeduto a Zauli che a sua volta aveva preso il posto di Formisano, colui che è riuscito in breve tempo a ricucire dal lato tecnico quello che era possibile rammendare portando la squadra a conquistare quei punti salvezza alla portata di mano.

Sempre secondo quanto affermato dal diesse biancorosso, il Perugia avrebbe già programmato le date del ritiro precampionato (tra l’8 ed il 10 di luglio in sede) il quale avrebbe poi uno svolgimento extranazionale addirittura in Argentina fino ai primi di agosto. Nelle intenzioni del Perugia e del suo presidente, sempre a detta di Meluso ci sarebbe la volontà di costruire una squadra competitiva che possa lottare per le prime posizioni ed un traguardo a largo raggio che vorrebbe portare il Perugia nella cadetteria in due anni.

La società sembra essere rimasta delusa, inoltre, da una serie di giocatori di esperienza che non hanno saputo dimostrare la loro carica di leader in campo e, quindi, sembra seriamente intenzionata a cambiare.

I cambi saranno necessariamente commisurati con i principi di sostenibilità e, questo, lascia aperti i soliti dubbi su cosa voglia dire e sul come la stessa avrà la possibilità di muoversi all’interno di un mercato che dovrà tenere conto di quanto concordato con il tecnico circa le caratteristiche dei singoli giocatori da cercare e del modulo preferito (il 4-3-3) o comunque gestibile dallo stesso allenatore.

Le premesse, quindi, sembrano buone e solo quello che succederà tra la fine del campionato e la fine giugno potranno far raffreddare o surriscaldare gli animi e la partecipazione della città e dell’intera tifoseria. Intanto, per la gara di oggi, per coloro che si recheranno per l’ultima della stagione al Curi, ci sarà ancora da divertirsi, per modo di dire, nel vedere e non vedere i soliti infortunati di lungo corso, la solita apatia di gruppo di quelli che comunque saranno costretti a giocare per lo stipendio e per far finta di ricevere gli applausi dei sostenitori e le solite giocate e non giocate con errori a turno tra difesa, centrocampo ed attacco.

Con la speranza che la prossima stagione sia differente, sotto tutti i punti di vista e con magari qualche sconto di costo nei prezzi dei biglietti ed abbonamenti nel tentativo di far riavvicinare allo stadio soprattutto i giovani, nell’attesa continuamente vana che lo stadio divenga strutturalmente “stellare” per poi arrivare, magari, a disputare anche la…. finale Libertadores.

Arbitro della gara: Alberto Poli di Verona

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