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Foto Giulio Fratticioli[/su_panel]Tifosi marocchini in delirio a Perugia e gli scatti di Giulio Fratticioli
Tifosi marocchini – Chi meglio di un grande Maestro della Fotografia come Giulio Fratticioli poteva fermare, immortalando, i momenti di gioia del popolo marocchino residente a Perugia. Il tifo, dopo l’ennesima vittoria della Reale Squadra del Marocco, è esploso in Città. Perugia è stata invasa dai colori della bandiera marocchina e da caroselli di auto con persone urlanti e festanti. Fuori dai finestrini delle auto, dai tettucci apribili quelli che li avevano, insomma tutto per la loro squadra del cuore e c’è da caprili. Per altro in Qatar è come se la squadra giocasse in casa, gli 11 si sono portati dietro un numero impressionante di tifosi.
Ma da ogni parte d’Italia, dove si trovano comunità marocchine, arrivano notizie di persone in festa, uomini donne, bambini…tutti a sostenere con un tifo infernale la propria squadra.
Pensate un po’ come il Marocco ha reso inoffensiva la Spagna no? La storia delle relazioni tra Spagna e Marocco è lunga e tortuosa. Prima una lunga dominazione moresca, durata oltre 700 anni, che ha portato una forte influenza della cultura nordafricana su quella spagnola (lo stesso nome Andalusia deriva da Al-Andalus quello dato dai mori alla Spagna), poi la reconquista degli eserciti cristiani che si sono spinti fino in Africa, come dimostrano le due exclavi spagnole Ceuta e Melilla.
Oggi quasi un milione di marocchini vivono in Spagna e anche nel calcio le commistioni sono forti. Il portiere marocchino Munir è nato a Melilla, è cresciuto calcisticamente a Ceuta e gioca nella nazionale marocchina; Achraf Hakimi è nato a Madrid e cresciuto nella cantera del Real Madrid, mentre Brahim Diaz avrebbe potuto scegliere di giocare per il Marocco invece che per la Spagna.
La Spagna ha incontrato le stesse difficoltà tattiche messe in evidenza contro il Giappone, che però erano state interpretate come mancanza di motivazioni e determinazione. Spagna-Marocco, invece, ha confermato tutte le difficoltà della squadra di Luis Enrique di attaccare contro un avversario che si difende con un blocco medio-basso.
Da questo punto di vista il Marocco era uno degli avversari più difficili. La squadra di Walid Regragui, vincitore della Champions League d’Africa nel 2021 con il Wydad Casablanca e sulla panchina marocchina da agosto, ha passato il girone al primo posto mostrando una difesa solidissima (un solo gol subito, oltretutto un autogol) e una capacità di rendere inoffensivo qualsiasi attacco, anche quello di squadre offensivamente valide come Belgio e Croazia. Anche con la Spagna, ovviamente, il Marocco ha cercato in tutti i modi di rendere inoffensivo il possesso palla degli avversari, riuscendoci con merito. In 120 minuti la Spagna ha creato appena 0.9xG, tirando 13 volte, ma solo una di queste nel primo tempo, sei nella ripresa e sei nel supplementare, quando la stanchezza dei giocatori del Marocco ha aperto qualche spiraglio in più (e comunque solo un tiro ha centrato lo specchio della porta).
E poi? Poi c’è l’1 a 0 inflitto al Portogallo di CR7. Il Marocco ha battuto il Portogallo per 1-0 nei quarti di finale dei Mondiali di Qatar 2022 de è volato in semifinale: per la prima volta nella storia del torneo, una nazionale africana approda tra le ultime 4 della Coppa del Mondo. Il Portogallo è andato al tappeto per il gol di En-Nessry, a segno al 43′, e nella ripresa non riesce a raddrizzare la situazione nonostante l’inserimento di Cristiano Ronaldo, che parte dalla panchina.
[su_panel color=”#000000″ border=”2px solid #101010″ padding=”10″ shadow=”-1px -1px 12px #c3b5b5″ radius=”14″] Cristiano Ronaldo in lacime. Il Portogallo viene sconfitto dal Marocco nei quarti di finale e viene eliminato dai Mondiali di Qatar 2022. Le telecamere inseguono CR7 e nel rientro verso gli spogliatoi il 37enne attaccante non riesce a trattenere le lacrime: il Mondiale, l’ultimo della carriera, finisce e con l’eliminazione se ne va anche il sogno di alzare la Coppa del Mondo, l’unico trofeo che manca nella bacheca dell’ex giocatore di Sporting Lisbona, Manchester United, Real Madrid e Juventus. Contro il Marocco, Ronaldo è partito dalla panchina ed è entrato in campo al 50′. In oltre 40 minuti, CR7 è andato al tiro solo in un’occasione: destro secco, parato dal portiere marocchino Bounou.[/su_panel]
E certo è che, comunque vada per la Francia, per il Marocco è già successo, il Marocco con quanto ha fatto a Qatar 2022 è già nella storia e, onestamente, se la leggenda continuasse non ci dispiacerebbe affatto è la prova provata che il calcio si fa col cuore e non solo con i soldi.





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