Settima giornata amara, la crisi tecnica è senza volto
Perugia sprofonda al Curi – Dopo Ascoli e Sambenedettese anche la meno quotata Pianese vince al Curi grazie ad una rete siglata da Bellini al 53’del secondo tempo. Dalla sconfitta di ieri pomeriggio il Perugia occupa la penultima posizione di classifica dopo 7 giornate di campionato e, dopo le ultime vicende tecniche di panchina (il cambio Cangelosi-Braglia ha portato due sconfitte casalinghe consecutive, una rarità), la società sembra non sapere chi debba essere il prossimo ad essere esonerato.
di Gianluca Drusian
I giocatori, infatti, inguardabili sotto tutti gli aspetti sia tecnici che di atteggiamento in campo, a mercato chiuso, non possono essere oggetto di sostituzione pertanto dovranno loro stessi a riuscire a trovare una qualche contromisura che possa invertire una rotta che appare destinata a portare i Grifoni verso il baratro di una possibile retrocessione.
Dopo sette giornate di campionato questa previsione può apparire un po’ troppo pessimistica ma, vissute anche le vicissitudini delle ultime annate calcistiche con molti giocatori ancora presenti in rosa ed in campo, la stessa previsione di prima diventa sempre di più una reale e realistica eventualità. La squadra, in campo, non gioca. La squadra, in campo, non sembra avere le idee chiare su niente.
All’interno di coloro che scendono in campo si vedono atteggiamenti differenti tra chi prova a mettere ogni buon proposito e chi, invece, sembra fare un favore indossare quella blasonata maglia. Contro la Pianese, la squadra di mister Braglia costretto a seguire la gara e vedere la indecorosa prestazione dalla gradinata perché squalificato, all’inizio ha provato a far vedere di voler vincere la partita ma lo ha fatto senza criterio. Le prime due occasioni, se proprio vogliamo chiamarle tali, sono state quelle di un colpo di testa di Monevago al 13’ ed un tiro di Tumbarello al 23’.
E’ stata però la Pianese a creare la prima palla goal con un tiro di Bellini al 33’ in diagonale finito fuori di poco. Come accade spesso in questa stagione, il possesso palla biancorosso trova la sua massima espressione nel far girare la palla in orizzontale in zona tre quarti ma non riesce mai a trovare sbocchi sia in verticale che sugli esterni fatta eccezione per due cross fatti da Giraudo e Calapai dentro i primi 5’ di gioco e poi niente più. L’unico a muoversi e dare l’impressione di voler spaccare il mondo è Kanoutè il quale a furia di fintare sull’avversario e provare il suo colpo ad effetto, il doppio-passo, finisce molto spesso per perdersi nel vuoto.
Tutto qui il Perugia. Poi arriva il secondo tempo nel quale il mister Braglia decide di togliere Torrasi per inserire Matos, un attaccante (?). A parte il conseguente ed ulteriore cambio tattico, così facendo il centrocampo del Perugia rimane affidato al duo Giunti-Tumbarello i quali finiscono presto nella morsa della più nutrita schiera di centrocampisti avversari. Tutto ciò porta inesorabilmente alla rete della Pianese, al minuto 53’. Finalmente viene deciso di far entrare Ogunseye e Yabre per un fatiscente Montevago (anche indisponente per un atteggiamento che sembra da fuori svogliato magari non lo è e non lo sarà sicuramente) e Giraudo.
Ma il risultato non cambia anzi è Gemello a doversi superare al 76’con una parata miracolosa ed evitare così la mazzata decisiva ospite. Finisce la gara, quindi, con una squadra umbra sconsolata ma mai quanto quella manciata di tifosi biancorossi che hanno ancora una volta tentato di dare fiducia a tutti. Al rientro negli spogliatoi ed anche dopo la contestazione dei tifosi si è mano a mano fatta sempre più rumorosa mentre, in gradinata, il mister Braglia, il ds Meluso ed un altro collaboratore si sono intrattenuti a soli per parlare, con molta probabilità, della evidenza.
Che poi non è altro che dover vedere una squadra che, ritenuta da loro stessi in grado di potersela giocare, si trova inesorabilmente in piena zona retrocessione. Di questo momento nefasto almeno la città ed il nome della stessa società di calcio che vanta un passato di tutto rispetto dovrebbe meritarsi ben altro rispetto. Eppure la critica sulle reali potenzialità del gruppo creato (che poi non era che quello altrettanto inconcludente della scorsa stagione) erano state avanzate già nella scorsa stagione cosa che, molto probabilmente , non se ne è dato particolarmente peso in fase di organizzazione della stagione.
Il futuro, pertanto, non appare molto roseo, a Braglia il pallino del comando.
PROMOSSI: Kanoutè (per corsa e volontà ma, allo stato pratico, molta, troppa “fuffa” e poco altro)- Giunti- Megelaitis- Tumbarello
BOCCIATI: Montevago (senz’altro, sembra proprio che fa una fatica enorme anche muoversi)- Torrasi (praticamente un fantasma)- Matos (quando è entrato è cambiata la partita) e… tutti gli altri compreso mister Braglia (perché la prima sostituzione di Torrasi per Matos?)

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