Conclusa la visita ACES: ora attesa per il verdetto finale
Si è conclusa la visita della delegazione di ACES Italia chiamata a valutare la candidatura di Perugia al titolo di Città Europea dello Sport 2028. Due giornate intense di incontri, sopralluoghi e confronti hanno consentito ai rappresentanti della commissione di conoscere da vicino il sistema sportivo cittadino, le sue strutture, le associazioni e i progetti che caratterizzano il capoluogo umbro.
La delegazione è stata accolta a Palazzo dei Priori dalla sindaca Vittoria Ferdinandi e dall’assessore allo sport Pierluigi Vossi. Da quel momento ha preso il via un articolato programma di visite coordinato dall’amministrazione comunale per mostrare il patrimonio sportivo cittadino e il lavoro svolto sul territorio.
Ad accompagnare gli ospiti durante la permanenza a Perugia sono stati l’assessore Vossi, il dirigente dell’Unità Operativa Sport Paolo Felici, il responsabile degli impianti sportivi Giacomo Capone e la responsabile della comunicazione del Comune Simona Cortona.
Nel corso della due giorni la commissione ha visitato numerosi impianti e strutture sportive, partendo dallo Stadio Santa Giuliana fino allo Stadio Renato Curi e al Museo del Calcio. Ampio spazio è stato dedicato anche all’area di Pian di Massiano con il PalaBarton, il Percorso Verde, la Bocciofila, la pista BMX, gli impianti per il tiro con l’arco, il rugby e il baseball.
La delegazione ha inoltre visitato i campi da basket, gli impianti natatori di Lacugnano, Griphus e Pellini, il Centro Sportivo Bambagioni, il Dipartimento di Scienze Motorie e la sede del Comitato regionale umbro, incontrando dirigenti, atleti, volontari e utenti delle strutture.
Particolare attenzione è stata dedicata alla dimensione sociale dello sport. Durante la visita alla Questura di Perugia, i rappresentanti di ACES hanno incontrato le Fiamme Oro, protagoniste insieme al Comune di un progetto rivolto ai giovani che utilizza lo sport e il judo come strumenti di educazione alla legalità, inclusione e rispetto delle regole.
Il momento centrale della candidatura si è svolto nella Sala dei Notari, dove l’amministrazione comunale ha illustrato il dossier predisposto per ottenere il riconoscimento europeo. All’incontro hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, dirigenti sportivi, associazioni e numerosi protagonisti del mondo sportivo perugino.
Nel corso della presentazione è stato illustrato il progetto che sostiene la candidatura, sintetizzato dal claim “Perugia si muove, l’Europa gioca con noi”. Un messaggio che punta a valorizzare la pratica sportiva come strumento di partecipazione collettiva, accessibilità e crescita della comunità.
La sindaca Ferdinandi ha evidenziato come la candidatura rappresenti una visione della città fondata sul ruolo sociale dello sport, inteso come infrastruttura pubblica capace di generare salute, inclusione, benessere e relazioni. Nel suo intervento ha ricordato che tra il 2023 e il 2028 sono previsti investimenti per quasi 40 milioni di euro destinati agli impianti sportivi cittadini, con particolare attenzione all’accessibilità e al sostegno delle persone che vivono condizioni di fragilità economica o sociale.
Il dirigente Paolo Felici ha sottolineato l’ampiezza del patrimonio sportivo comunale e il lavoro svolto per garantire la fruizione degli impianti da parte di migliaia di cittadini ogni anno. L’assessore Vossi ha invece ribadito il valore educativo e sociale dello sport, richiamando i progetti rivolti alle famiglie, alle persone con disabilità, ai giovani e ai detenuti della Casa Circondariale di Capanne.
A chiudere la visita è stato il presidente della commissione ACES Italia, Vincenzo Lupattelli, che ha ricordato come l’obiettivo dell’organizzazione sia promuovere la diffusione della pratica sportiva tra tutti i cittadini e valorizzare le realtà che investono concretamente in inclusione, partecipazione e qualità dei servizi.
Terminata la fase di valutazione, Perugia resta ora in attesa dell’esito ufficiale della candidatura. La città punta a ottenere il prestigioso riconoscimento europeo che potrebbe consacrarne il ruolo di riferimento nazionale per le politiche sportive, l’inclusione sociale e la promozione del benessere attraverso lo sport.

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