Perugia-Benevento: cronaca di un pareggio annunciato o forse no
di Gianluca Drusian
Il campionato del Perugia, venerdì 19 maggio ore 20.30, arriva alla conclusione con una gara interna contro il retrocesso Benevento che può ancora dire qualcosa in termini di play-out salvezza. Al Perugia occorre assolutamente una vittoria con la quale poter affiancare il Brescia a quota 39 che, sempre nella stessa sera di venerdì, si gioca le proprie carte salvezza in casa del Palermo lanciato fino all’ultimo per un posto nei play-off.
Se, in caso di risultati che arridessero ai Grifoni, le due squadre si dovessero trovare appaiate in classifica, grazie ad una migliore differenza reti, sarebbe la squadra di Castori a dover disputare l’ulteriore fase dei play-out e non la formazione lombarda che, quindi, scenderebbe direttamente in C facendo compagnia a Spal e, come già detto, Benevento. L’impresa del Perugia, quindi, per arrivare a produrre effetti positivi, dovrà necessariamente, maledettamente dipendere non esclusivamente dalle proprie forze.
Ma, senza voler essere particolarmente catastrofisti nei confronti della formazione biancorossa, può questo Perugia, il Perugia di Castori dell’ultimo mese e mezzo, riuscire a vincere una partita di così delicata importanza?
La risposta è già stata fornita dalla stessa compagine perugina: no.
Per tutta una serie di motivi che, a partire dalle quattro partite casalinghe non vinte per proseguire con le ultime nefaste trasferte impongono a chi deve seguire la squadra e commentare avere un dubbio molto più che legittimo.
Quindi, le difficoltà in termini di prestazioni ma anche i limiti caratteriali evidenziati con l’aggiunta che la formazione campana non vorrà chiudere in malo modo e da ultimi la loro sfortunata stagione, lasciano (almeno allo scrivente) presagire un finale di partita senza vinti né vincitori.
Sarebbe, questo, l’ennesimo infortunio che la squadra biancorossa lascerebbe in “dote” ad un pubblico perugino che, per tanto tempo paziente, ha dovuto subire, anche quest’anno, ogni tipo di frustrazione e delusione.
Il ricordo va all’inizio di questo campionato quando, all’uscita dalla gradinata utilizzata al posto della curva perché chiusa per lavori, l’aver visto ogni squadra avversaria passeggiare sull’erba del Curi e vincere con estrema facilità contro una squadra senza senso e senza anima, fa venire in mente che, il fallimento dell’attuale stagione non può essere addebitato a nessun altro se non a chi ha creato e poi gestito questa formazione.
Nessun elemento terzo tipo arbitri o il famigerato palazzo che, in passato, era stato preso a capro espiatorio in parecchie occasioni, almeno in questa occasione non c’entra veramente nulla. Magra consolazione, comunque.
Se la vittoria del Perugia invece dovesse arrivare senza che, tuttavia, la stessa sia seguita dal risultato utile proveniente da Palermo, come sarebbe da prendere questa evenienza? Meglio non pensarci, è già ampiamente e sufficientemente amaro così il finale di stagione.
In favore degli inguaribili ottimisti, qualora si dovessero invece disputare i play-out, farlo con il Cosenza, diventerebbe una specie di rivincita che, i tifosi, meriterebbero per attaccamento e senso di sportività. Per quanto riguarda la gara, la formazione che Castori farà scendere in campo dovrà tenere conto di alcune, solite, defezioni.
Soprattutto in queste ultime delicate gare già disputate, le squalifiche sono state determinanti in negativo e le ammonizioni prese da vari giocatori sono state anch’esse figlie di una mancanza di attenzione e concentrazione grave che hanno privato il Perugia di ogni freccia dal proprio arco. Prima Oliveri poi Di Serio e, da ultimo Casasola, ingenuamente hanno lasciato i compagni a dover correre anche per loro.
Muovendo da quanto sopra, scontata appare la conferma in porta di Abibi il quale da terzo portiere è diventato, a due giornate dalla fine (il che, questo, è una rarità assoluta) il numero uno (out Furlan ed anche Gori). In difesa il posto da titolare dovrebbe esserci per Curado, Sgarbi ed Angella vista la assenza di Dell’Orco e Rosi.
Il centrocampo potrebbe essere il reparto più soggetto a sorprese. Santoro dovrebbe essere sicuro del posto mentre al suo fianco dovrebbe trovare spazio Capezzi con sugli esterni Lisi (anche se è rimasto a riposo per un paio di giorni) o Cancellieri e, a destra probabilmente Paz nel posto che di solito è di Casasola (e perché non pensare a Luperini o, al limite Lisi a destra e Cancellieri a sinistra?).
In avanti Luperini (o Kouan ma con molta poca probabilità) dovrà fare il lavoro sporco che ha fatto tutte le volte che è stato impiegato alle spalle dei due attaccanti che dovrebbero essere Di Serio e, finalmente, Olivieri.
Piaccia o no questa è stata la formazione tipo del mister Castori il quale dovrà riuscire a trovare, per l’ultima volta o meno, la chiave giusta per cercare di far rendere al massimo questo gruppo di giocatori apparsi troppo lontani dall’essere consapevoli di quanto stia accadendo.
Un’ultima annotazione sull’arbitro Dionisi di L’Aquila con il quale il Perugia ha, guarda caso, pessimi precedenti con due rigori concessi al Benevento sempre a Perugia nel 2019 e zero vittorie in generale: In bocca al lupo, mister, In bocca al lupo alla squadra e, dita incrociate ancora una volta.
Queste le probabili formazioni:
Perugia (3-4-1-2): Abibi, Sgarbi, Angella, Curado, Paz, Capezzi, Santoro, Luperini, Lisi, Olivieri, Di serio. Allenatore Castori
Benevento (3-5-2): Manfredini, Veseli, Glik, Tosca, El Kaouakibi, Karic, Schiattarella, Improta, Foulon, Ciano, Farias. Allenatore Agostinelli

Commenta per primo