Nel successo dell’Italia sulla Turchia brilla, più di tutti, l’umbro Spinazzola

E' di Foligno ed era in campo con la maglia numero 4

 
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Europei: Spinazzola, 'sogno azzurro continua, tornerò presto'
foto Getty images

Nel successo dell’Italia sulla Turchia brilla, più di tutti, l’umbro Spinazzola

di Elio Clero Bertoldi
PERUGIA – Bravi, bravi tutti gli Azzurri che nella partita d’esordio dell’Europeo hanno battuto la Turchia con un rotondo 3-0. Ma sapete chi é risultato il migliore di tutti? un umbro: il folignate Leonardo Spinazzola, 28 anni, segno zodiacale Ariete, sposato (con Miriam Sette) e padre di due bimbetti (Mattia e Sofia), in campo con la maglia numero 4, per chi coltiva la numerologia.

Il titolo di “migliore in campo“, non é una opinione di chi scrive, ma risulta dalla media voti attribuita ai giocatori dai tre maggiori giornali italiani (Corriere della Sera, Repubblica, La Stampa) e dai tre quotidiani sportivi (La Gazzetta dello Sport, il Corriere dello Sport-Stadio e Tuttosport), che gli hanno attribuito un 8 e cinque 7.5, è andato a lui, grazie al punteggio, appunto, più alto in assoluto.

Consentiteci, per un momento, di indossare le penne del pavone. Di peccare di sciovinismo. La piccola Umbria esprime l’eroe di una notte del calcio continentale. Con la speranza che Leonardo possa continuare a farlo, il mattatore, in questo torneo e pure nel futuro.
Se lo merita questo ragazzone di un metro e 86, che già frugoletto sgambettava con la Virtus Foligno sognando di imitare Ronaldo, Rui Costa, Batistuta (di cui mimava, quando segnava un gol, il gesto della mitraglia). E fino a 12 anni – quando veniva utilizzato come attaccante – di reti ne segnava…

Poi iniziò la sua diaspora tecnica: quinto di centrocampo (a 16 anni col Siena di Marco Baroni); esterno alto (con Stefano Colantuono, all’Atalanta); terzino (nel Perugia, per intuizione di Pier Paolo Bisoli). Da quel momento (anno 2015-16) Spinazzola ha trovato equilibrio e continuità nell’Atalanta di Gian Piero Gasperini, nella Juventus di Max Allegri, nella Roma di Paulo Fonseca e, c’é da scommetterci, nella squadra giallorossa ora affidata a Josè Mourinho. Molti lo considerano in pectore un nuovo Gianluca Zambrotta.

Qualche tempo fa Leonardo raccontò che la sua migliore partita l’avesse giocata contro il Borussia quando indossava (2018) la maglia nerazzurra dell’Atalanta. Alla luce della prestazione di venerdì sera il giocatore sarà chiamato a correggere il tiro: contro i turchi ha giganteggiato con i suoi raid, le sue incursioni veloci, i suoi dribbling, i suoi doppi passi… ed ha messo lo zampino anche sul gol di Immobile, perché é stato su una conclusione secca del folignate che il portiere avversario ha affannosamente respinto il pallone sui piedi di Ciro il quale ha insaccato da due passi.

Figlio del suo tempo Leonardo si é fatto tatuare il simbolo dell’infinito (per amore di Miriam, che ha fatto altrettanto) ed un disegno maori (i pilastri: famiglia, forza, amore, fortuna).

Da Roma, dove vive con la sua famigliola (cane compreso: un labrador di nome Yago), torna appena può nella sua Foligno, dove é cresciuta pure la consorte, originaria di San Severo di Foggia e laureata in Scienze Politiche e dove conta su vecchi e solidi amici: Marco, Luca, Dino.
Perché le radici non si dimenticano.

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