La storia della Cavallina albina di Assisi, Via Lattea e La scuderia dei miracoli

 
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La storia della Cavallina albina di Assisi, Via Lattea e La scuderia dei miracoli

La storia della Cavallina albina di Assisi, Via Lattea e La scuderia dei miracoli «Si chiama “Via Lattea” e prenota un posto nella “leggenda” del trotto». Cominciava così un nostro articolo del 2014, quando alla Cavallina bianca, dell’allevamento di Sergio Carfagna, fu assegnato il nome. L’animale, albino, è unico in Europa ed è figlia di trottatori, e l’8 settembre 2014 le fu assegnato il nome della nostra galassia.

Fu l’occasione per visitare l’allevamento, in uno scenario da mozzafiato ai piedi della Basilica di San Francesco.

Il nome fu stato scelto, insieme con l’allevatore, da Padre Danilo Reverberi, frate francescano amico di Carfagna, autentico appassionato di ippica e vero regista della scuderia. “Via Lattea” – disse il Francescano scoprendo un cartello promozionale del libro con tanto di cornice interamente dedicato alla “cavallina” – come la costellazione di stelle luminose così come è luminoso e bianco il suo mantello, un nome con la V iniziale come prescritto dai regolamenti dei cavalli da corsa nati nel 2014”.

Nel corso dell’incontro con i giornalisti fu stato presentato il libro realizzato da Marco Vinicio Guasticchi (presidente della Provincia di Perugia, membro della direzione nazionale del Pd e renziano della primissima ora) e Giorgio Galvani, giornalista, titolato «La scuderia dei miracoli» (Futura Edizioni), con foto di Marco Agabitini Enzo De Nardin, Guido Picchio e prefazione di Claudio Icardi.

Il volume, dedicato ai cavalli ‘super’ della scuderia e con una interessante intervista a padre Danilo, propone un’analisi della situazione dell’ippica attuale ed è uno straordinario veicolo di promozione dell’Umbria e della sua immagine.

Il suo ricavato fu utilizzato in parte per la salvaguardia dei cavalli, in particolare quelli destinati al macello, e per sostenere l’attività a supporto della cavallina bianca. Il libro racconta una storia di “miracoli” legati alla scuderia, detta anche ‘cartolina per il paradiso’, in un contesto di amore per i cavalli, di amicizia, di misticismo e di rispetto per la natura.

La storia comincia con la tenerissima vicenda del grande campione del trotto made in Italy, Iglesias detto cavallo di San Francesco, rapito e ritrovato quasi morto che è ritornato a correre e a vincere spinto dal grande amore del suo proprietario, Sergio Carfagna, che, come racconta lo stesso padre Danilo “non ha mai ceduto a pressioni e ricatti”.

Iglesias è il cavallo della vittoria del bene sul male, dell’affermazione della legalità sull’illegalità.

Poi c’è la storia altrettanto “miracolosa” e affascinante di Irina, una cavalla dai grandi trascorsi (spesso vittoriosa in Gran Premi e corse di gruppo con il mitico driver di Varenne, Giampaolo Minnucci), ora fattrice di successo, che ha lasciato il segno per la sua grande generosità.

E poi c’è l’ultimo “segno divino”, l’evento speciale della nascita di “Via Lattea”, la cavallina albina, unica in Italia e in Europa, già una piccola star che si appresta a diventare una trottatrice come i suoi genitori entrambi conosciuti nell’ambiente degli ippodromi. Qualche giorno prima di Pasqua,  esattamente il 4 aprile, ai piedi della Basilica di San Francesco, venne alla luce questa cavallina totalmente bianca, nata da “mamma” Melodiass, fattrice con ottimi trascorsi sulle piste di trotto (il papà e’ Gruccione Jet, altro assiduo frequentatore degli ippodromi).

L’evento ha lasciato completamente stupiti i presenti che davano aiuto al veterinario Angelo Paris e agli addetti di scuderia, visto che i genitori di “Via Lattea” sono scuri come la “pece”. La cavallina bianca è l’ultimo ‘miracolo’ della scuderia di Sergio Carfagna e come ha confermato il professor Maurizio Silvestrelli, direttore del Centro di Studio del Cavallo Sportivo, presso la facoltà di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia, è “il primo caso di mantello bianco riscontrato nel trottatore italiano e forse va bene al di là anche dei confini nazionali”.

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La puledra nata ad Assisi è infatti un caso unico nella razza del trottatore italiano. A livello internazionale sono riportati solo due casi nello Standardbred: una femmina nata nel 1998 in Canada e un maschio nato nel 2012 nel New jersey. Un evento, quello della cavallina italiana, che è sotto la lente di ingrandimento della scienza e sotto l’attenzione dei media, non solo italiani ed europei, che se la contendono.

Via Lattea la Cavallina bianca di Assisi e La scuderia dei miracoli

La cavallina, che non si separa mai dalla madre, è davvero una star, con migliaia di “mi piace” sulla pagina facebook dell’allevamento predisposta inizialmente da Padre Reverberi, con foto sulle prime pagine di quotidiani nazionali, servizi sui principali Tg, un sito internet, una canzone tutta per lei (“Vola piu’ in alto” – TheSmarties) ed una torta super confezionata dal miglior pasticcere dell’Umbria, “Michele & co”.

“Una bella e straordinaria storia, seguita dai media e dagli studiosi – hanno dichiarato gli autori del libro Marco Vinicio Guasticchi e Giorgio Galvani – che entra a pieno titolo nel quotidiano di una regione come l’Umbria fatta di personaggi veri che in silenzio senza troppo clamore lavorano e contribuiscono a raggiungere obiettivi che tutti ci invidiano”.

“L’idea di scrivere un libro su uomini e cavalli, su un territorio di rara bellezza, con fotografie che sono autentiche cartoline – hanno aggiunto Guasticchi e Galvani – nasce proprio dalla consapevolezza di dare un contributo per diffondere un “brand”, un’immagine che non teme confronti e di cui siamo orgogliosi anche sotto il profilo dell’allevamento, pur essendo l’Umbria una delle poche regioni priva di un ippodromo”.

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