L’atteggiamento e la mimica del tecnico restano sempre le stesse
di Gianluca Drusian
Il Perugia riprende gli allenamenti in quel di Pian di Massiano ed al termine della seduta di allenamento
domenicale il tecnico dei biancorossi Cangelosi ha incontrato la stampa locale per fare il punto della
situazione sullo stato attuale della rosa a propria disposizione.
Mister che, come è sembrato trasparire (anche se l’atteggiamento e la mimica del tecnico restano sempre
le stesse ovvero non lasciano mai trasparire emozioni particolari perché sempre serio, preciso, puntuale e
riflessivo in ogni parola pronunciata) dalle sue parole ed espressioni del viso, non pare soffrire di particolari
preoccupazioni per il futuro fiducioso che, la società potrà al più presto, portare a casa tutte le pedine
mancanti.
Pedine che, per quanto possa essere stato percepibile leggendo al di fuori delle frasi di circostanza (che il
nume tutelare di Cangelosi ovvero quel Zeman con il quale ha il tecnico ha collaborato per diversi anni non
avrebbe mai pronunciato quanto a schiettezza ed assenza di peli sulla lingua) si aggirerebbero in almeno tre
pedine importanti da inserire in una rosa che comunque parte da una base che ha radici nella scorsa
stagione.
Una rosa che, tuttavia, anche per lo stesso tecnico Cangelosi, non sembra poter essere considerata come
quella maggiormente favorita per la vittoria del campionato, con l’Arezzo che al momento sembra essere la
società e la squadra che ha operato con maggiore incisività sul mercato, ma che potrebbe dire la sua nel
momento in cui riesca a mettere in pratica le linee guida impartite e prenda piena coscienza della
responsabilità che ha nel dover convincere il pubblico perugino a tornare a sostenerla in massa da vicino.
Nella ridotta serie di nuovi arrivi (soltanto tre) a fronte delle perdite di giocatori (alcune di assoluta
importanza come quella di Mezzoni e Seghetti) subite, la volontà dichiarata del tecnico sembra rimanere
quella di voler vedere un Perugia votato a giocare per vincere con quel 4-3-3 a lui tanto caro e che ha già
iniziato a far capire nei movimenti ai giocatori in quel di Buenos Aires.
Ma, ad oggi, di vera punta al centro del proprio attacco il Perugia ha in organico soltanto Montevago
mentre sugli esterni, oltre a Kanoutè e Matos sembra aver convinto di poter restare in squadra il giovane
Bacchin che, oltre a Torrasi, ha rappresentato la vera sorpresa in quanto a positivo apporto tecnico del
ritiro argentino.
Sull’inizio del campionato e della Coppa Italia, il tecnico biancorosso ha voluto sottolineare come sia
importante iniziare bene la stagione anche se l’aver messo di fronte ai Grifoni due neo promosse vincitrici
di campionato (Guidonia e Bra) potrebbe creare qualche difficoltà in più di quanto prevedibile.
A chiusura del colloquio con la stampa, il tecnico ha voluto comunque rimarcare quanto per lui sia
importante avere la giusta mentalità di squadra per poter diventare una formazione vincente che ha il
rispetto del lavoro che sta facendo e del luogo così prestigioso nel quale lo si sta facendo.
Al mister, quindi, il compito di far giocare la squadra al meglio e portare a casa più punti possibili, alla
società il resto cioè quello di garantire serenità da ogni punto di vista e la realizzazione dei programmi,
anche di mercato, prefissati.
Resta oggettivamente evidente tuttavia che, se è pur vero che la squadra quest’anno sia partita con un
numero base di giocatori maggiore rispetto ai pochi (e tanti troppi giovani delle scorse stagioni e della
scorsa società) che partivano per Pieve Santo Stefano (e non Buenos Aires), è altrettanto vero che dal
mercato sembrano venir fuori le stesse problematiche.
Ovvero la difficoltà di arrivare a chiudere un contratto importante con giocatori importanti, quindi non
svincolati, sembra rimanere la stessa di una volta così come quella di dismettere quei contratti onerosi
ancora in essere che impediscono di fatto ad agire con maggiore libertà di tutti (questo a causa di pregresse
scelte poco felici).

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