Gianluca Tassi annuncia la sua partecipazione all’Africa Eco Race 2019

Gianluca Tassi annuncia la sua partecipazione all’Africa Eco Race 2019

Gianluca Tassi annuncia la sua partecipazione all’Africa Eco Race 2019

Perugia – “La volontà non ha limiti, si può vivere e scoprire il mondo andando alla ricerca della propria autonomia…” per questo la corsa del pilota umbro disabile, Gianluca Tassi, non si è più fermata e continua dopo la 41esima posizione assoluta (prima della classe T2) conseguita nel 2017 con la partecipazione al rally raid più massacrante del mondo, la “Dakar”, dove ha tagliato il traguardo lasciando dietro di sé anche molti colleghi normodotati, con una nuova sfida che si chiama “Africa Eco Race”, in programma dal 30 dicembre 2018 al 13 gennaio 2019.
Quando nel lontano 2009 la Dakar, quella leggendaria, si trasferì in Argentina, un pugno di piloti appassionati guidati da Hubert Auriol, soprannominato proprio l’Africain per le sue tante avventure, decise di restare in Africa creando una nuova gara con il nome Africa Race disegnando i tracciati sul vecchio percorso della Dakar: Francia, Spagna, Marocco, Mauritania e Senegal, con arrivo
sul Lago Rosa, a pochi chilometri da Dakar appunto, capitale del Senegal.
Tassi, classe 1961, quella gara l’aveva già corsa in moto, in sella ad mitico Cagivone, nel 1999 ma una caduta in Mauritania con conseguente frattura della clavicola lo costrinse al ritiro anticipato.
Lo spirito da combattente – nonché la sua testardaggine – e la voglia di essere un esempio e stimolo per le persone disabili, contrariamente al consiglio dei medici, hanno convinto il pluricampione italiano di mororally ad affrontare una nuova sfida presentandosi a Venezia alla conferenza stampa dell’Africa Race.
Lo scorso 25 giugno, nel suggestivo palazzo del Casinò, luogo scelto per la presentazione ufficiale dell’Africa Eco Race 2019, Gianluca Tassi ha sorpreso tutti comunicando la propria partecipazione all’11esima edizione della competizione suscitando lo stupore dei presenti, consapevoli del successo del pilota nella Dakar 2017 ma anche dell’infezione che lo ha colpito durante la gara e che lo ha costretto  ad una degenza ospedaliera di ben sette mesi che stava per costargli la vita.

 

Il pilota disabile Gianluca Tassi intervistato a “La Vita in Diretta”

 

Quel traguardo a Buenos Aires, su una Ford Raptor del R Team, per Gianluca ed il suo equipaggio, di cui facevano parte anche Massimiliano Catarsi ed Alessandro Brufola Casotto, aveva significato tanto anzi, tantissimo e non solo per il risultato raggiunto ma anche per il messaggio che avrebbe trasmesso a tutte le persone normodotate e non, che si pongono dei limiti, che dinanzi alla prima difficoltà gettano la spugna e non lottano. Tassi, infatti, è stato il primo pilota disabile italiano ad aver mai completato la Dakar. Un’impresa storica dal significato talmente profondo che ha portato Gianluca a lottare, a non mollare, e a guarire da quell’avventura in tempi talmente brevi da permettergli di riprovarci. Sia per se stesso ma anche per tutti coloro che lo hanno sostenuto e che lo guardano con ammirazione e speranza. L’Africa Eco Race, organizzata oggi da Jean Louis Schlesser, partirà da Montecarlo il 30 dicembre e dopo 12 tappe si concluderà a Dakar il 13 gennaio. Per affrontarla il pilota umbro ha scelto un SSV elettrico di nuova concezione.
“Useremo questo veicolo che stanno costruendo gli spagnoli del team Jaton”, afferma Tassi. “Si chiama Pastor – prosegue – ed è assemblato con alcuni componenti Can Am e altri Yamaha. Un mix con una cellula e un abitacolo invece creati da loro e con un motore costituito da tre pacchi batterie che ci consentono una autonomia da 200 chilometri”. Una sfida nella sfida che Tassi vivrà di nuovo al fianco di Alessandro Brufola Casotto, fresco dall’esperienza della Dakar, anche se ancora non espertissimo di navigazione è convinto che con Tassi tutto è possibile se lo si desidera fortemente oltre dell’importante messaggio da veicolare nel mondo. “La vera sfida per noi – prosegue Gianluca – è di portare il mezzo a Dakar. Ma ce la faremo, riusciremo a dimostrare che si può arrivare in fondo ad una gara così difficile. E sarebbe anche la prima volta che una vettura elettrica arriva a Dakar. Mi fido di Alessandro e poi io sarò accanto a lui e quindi il road book lo guarderemo insieme”. Come anzidetto i medici non sono proprio d’accordo con questo progetto. “Mi hanno consigliato di restare a casa, ma la mia vita è questa – sottolinea Tassi – e io non posso farne a meno. Qualsiasi cosa accada al mio corpo la prenderò come verrà, sto facendo una cosa che voglio fare e per questo accetterò quello che potrà capitare”. Questa volta Gianluca parteciperà all’Africa Eco Race con un messaggio di solidarietà e di pace: “Da pochi giorni sono stato nominato Cavaliere Guardiano di Pace di Assisi e porterò sempre con me la bandiera della pace, sarà un onore essere portatore anche di un messaggio umanitario in Africa. Mi piacerebbe che si unisca a ciò anche la Fondazione Meoni, visto che si va in Senegal, ma devo ancora parlarne con la famiglia. Mi auguro – conclude Tassi – di trovare un modo per collaborare insieme”.

Gianluca Tassi è anche fortemente impegnato sul piano istituzionale poiché dal novembre del 2017, eletto all’unanimità dalle 23 federazioni presenti sulle 26 aventi diritto, è il nuovo presidente regionale del Comitato Italiano Paralimpico. E’, dunque, fondamentale per lui sensibilizzare le persone a temi così particolari ed importanti, oltre ad ascoltare e risolvere eventuali problematiche e criticità promuovendo azioni rivolte a ridurre gli ostacoli, permettere la creazione di cosiddetti “facilitatori”, strumentali e non, volti a valorizzare l’autonomia aumentando le occasioni di pari opportunità riguardo le persone con disabilità. L’opinione pubblica è spesso indifferente a tali problematiche, ma lo stesso Tassi assicura di aver iniziato un “nuovo percorso” di avvicinamento dell’imprenditoria perugina, spesso chiusa e scettica fino a qualche tempo fa a promuovere e sostenere messaggi di tale importanza. Quest’ultima risulta oggi più dinamica e cosciente che è l’insieme degli individui a fare la differenza e che “la volontà non ha limiti”.

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