Campionati kettlebell sui social e raccolta fondi per ospedale Sacco Milano

 
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Campionati kettlebell sui social e raccolta fondi per ospedale Sacco Milano

Campionati kettlebell sui social e raccolta fondi per ospedale Sacco Milano

Domenica 22 marzo si sarebbe dovuti svolgere i campionati italiani di kettlebell, annullati per il coronavirus. E allora Emanuele Conti, campione europeo di kettlebell, lancia la sfida sui social: tutti quelli che vorranno partecipare doneranno 10 centesimi per ogni ripetizione effettuata o potranno acquistare il libro che racconta la storia di Conti, che ha superato un cancro anche grazie alla pratica del kettlebell, sport che richiama al concetto di resilienza. Tutti i ricavi della giornata andranno in beneficenza all’ospedale Sacco di Milano.

Kettlebell

Saltano i campionati italiani di kettlebell per il coronavirus? E noi li facciamo lo stesso, sui social e raccogliendo anche soldi per l’ospedale Sacco di Milano. E’ l’idea lanciata da Emanuele Conti, campione europeo di kettlebell, sport che richiama al concetto di resilienza, e atleta della società sportiva Umbria Ktc (Kettlebell Training Center) noto nel panorama nazionale per aver superato un cancro, anche grazie alla pratica di questo sport, e di aver avviato una campagna di beneficenza in tutta Italia con oltre 20 tappe presentando il libro che racconta la sua storia (di lui hanno parlato, tra gli altri, anche i quotidiani Il Messaggero, La Nazione, Avvenire e Sky Sport).

E proprio nei giorni in cui l’idea di resilienza entra con forza nella vita di tutti noi per l’emergenza coronavirus, ecco che il campionato italiano di kettlebell dalla palestra si sposta sui social con la “Life Strong Marathon Challenge”, che prende il nome proprio dal libro “Life Strong – Dal cancro al Master Sport” (edizioni Calzetti-Mariucci, con la prefazione curata dal giornalista Massimo Colonna e tradotto in inglese da Alex Cavatton).

Si tratta di una maratona organizzata su Facebook per domenica 22 marzo, giorno in cui si sarebbero dovuti svolgere i campionati italiani di kettlebell a Vanzaghello, in provincia di Milano. La “Life Strong Marathon Challenge”, che non ha ovviamente valore ufficiale dal punto di vista sportivo, punta a mettere insieme tutti quegli atleti che avrebbero dovuto partecipare ai campionati italiani. A dare il via sarà proprio Conti che, in diretta Facebook dalle 16, porterà avanti la sua maratona di kettlebell, della durata di un’ora.

A quel punto tutti gli atleti che vorranno partecipare potranno organizzare una propria diretta (della maratona o della mezza maratona, quest’ultima della durata di 30 minuti) oppure inviare un video in seguito. E in questo spazio anche alla solidarietà, perché i partecipanti potranno donare 10 centesimi per ogni ripetizione portata a termine all’ospedale Sacco di Milano, per fronteggiare proprio l’emergenza per il coronavirus. Chi non potrà invece presentarsi come atleta potrà ugualmente partecipare all’iniziativa benefica acquistando il libro “Life Strong: dal cancro al Master Sport”. Anche in questi caso ovviamente tutti i proventi della vendita  andranno in beneficenza. (Tutte le info tecniche a questa pagina: https://www.facebook.com/events/219114759493316/).

La storia – Dalla terribile scoperta di un cancro, fino alla conquista del Master Sport, il titolo più importante nella disciplina sportiva del kettlebell. E’ la storia di Emanuele Conti, atleta nato nel 1984 ad Avigliano Umbro, un piccolo paese in provincia di Terni, in Umbria. Sudore, lavoro, paura e soddisfazioni, ma anche un libro che gira l’Italia nel suo tour di presentazione, una raccolta fondi di beneficenza e l’esempio di un ragazzo che ha superato il male anche grazie allo sport.

Conti, che attualmente è preparatore atletico nella squadra di calcio Juniores nazionale della Pro Sesto e insegna educazione fisica in una scuola di Sesto San Giovanni, è stato il primo a introdurre il kettlebell nella sua regione e oggi, a dieci anni dalla fondazione della sua società, la Umbria Ktc, può dire di aver raggiunto gli obiettivi sportivi prefissati, visti i numerosi titoli conquistati da lui e dagli atleti del suo club. Ma la sua storia va oltre lo sport, soprattutto se si guarda a cosa possa rappresentare il kettlebell a livello concettuale: una sorta di incrocio tra atletica leggera, sollevamento pesi e arti marziali, in cui l’atleta è solo su una pedana e deve sollevare più volte possibile e con diverse tecniche una palla di ferro chiamata ghiria. Come a dire: nella vita sei da solo e devi contare solo sulle tue forze per riuscire a sollevare i pesi che ti ritroverai davanti.

Le donazioni – Grazie al tour di presentazione del libro, con venti tappe complessive, nel 2019 Conti ha potuto donare in beneficenza la somma di 5.670,00 euro, attraverso quattro raccolte fondi. A beneficiarne sono state la Onlus Heal nell’ospedale Bambino Gesù di Roma, la Onlus Associazione Umbra Lotta Contro il Cancro, la Onlus Cuore e Mani Aperte Verso Chi soffre (Lecce), la Onlus LinfoAmici di Roma.

Il libro – Il kettlebell è nato in Russia e si è sviluppato poi in Ucraina. In Italia è stato introdotto nel 2000 dal maestro Oleh Ilika, oggi presidente della Fiks (Federazione Italiana Kettlebell Sport). E alla diffusione dello sport ha contribuito anche il libro di Conti “Life Strong – Dal cancro al Master Sport” (edizioni Calzetti-Mariucci), con la prefazione curata dal giornalista Massimo Colonna. Venti tappe in giro per l’Italia per presentare il testo, con il ricavato devoluto interamente a Onlus operanti nei reparti di Oncologia di diversi ospedali italiani (tra cui quelli di Terni, Lecce e Bambino Gesù di Roma). Libro che nel 2020 verrà presentato anche all’estero, grazie alla traduzione in inglese curata da Alex Cavatton.

La scoperta – “Nella prima parte del libro – spiega Conti – ho raccontato la storia dell’associazione sportiva che ho fondato ad Avigliano Umbro e di come mi sono avvicinato a questo nuovo sport. All’inizio tutti mi prendevano per matto, soprattutto quando facevo le dimostrazioni nel mio paese. Nel 2010 ho fondato la Umbria Ktc che è diventata l’associazione con più praticanti in Italia. Fino a quando nel febbraio 2015, nell’ambito di un normale controllo medico, ho scoperto di avere questa neoplasia al testicolo.

Da lì ho dovuto subire l’intervento e la seguente chemioterapia, ma durante le cure non ho mai smesso di allenarmi. E’ stata dura ma questo sport mi ha aiutato molto, facendomi conoscere la resilienza, elemento fondamentale in questa storia. Tanto che nel giro di due anni, era infatti il 2017, ho raggiunto il titolo di Master Sport nella maratona, arrivando a 780 ripetizioni con la ghiria da 32 chili, in sessanta minuti. Arrivando poi anche al titolo di campione europeo, conquistato in Ucraina nell’ottobre scorso”.

I risultati – Nel 2020 la Umbria Ktc festeggerà dunque il decennale dalla sua nascita. E intanto il club si gode i risultati dei suoi atleti. Conti, che ad oggi ha svolto 50 gare ufficiali di cui 8 in nazionale, vanta due titoli italiani nella maratona e uno nelle gare classiche, oltre al titolo europeo in Ucraina nel 2019 e il secondo posto assoluto ai Mondiali 2017 in Danimarca; Jlenia Mariani, prima allieva di Conti tanto da diventarne braccio destro nella Umbria Ktc, anche lei Master Sport, ha vinto tre titoli italiani e partecipato nel 2018 ai Mondiali, diventando una delle più forti sul panorama italiano a livello femminile; Paolo Gagliardi, classe 2000, che ha cominciato a 13 anni e ha già vinto tre titoli italiani e uno europeo Under 18 diventando più che una promessa; Gianluca Bernardini, uno dei veterani della squadra con oltre 20 gare all’attivo e due podi in gare internazionali nella specialità delle maratone; Marina Uffreduzzi, anche lei veterana, che ha partecipato alle gare sin dal primo giorno, arrivando a gareggiare da poco in serie B (16 kg); Cecilia Badoglio, la più giovane e anche l’ultima arrivata in ordine temporale nel team agonistico.

Come cresce lo sport – E in attesa di strutturarsi in maniera più radicata anche a livello istituzionale, il movimento cresce facendo della partecipazione popolare il suo punto di forza. “Lo scorso anno al trofeo di Turbigo (l’evento nazionale di fine anno, ndr) c’erano 70 atleti – spiega Ilika – quest’anno siamo arrivati a 150 iscrizioni, con 9 associazioni sportive da 7 province italiane, dalla Sardegna, dalla Liguria, da Toscana, Lombardia e Umbria. Numeri che fanno ben sperare per il futuro. Sono arrivato in Italia nel 2000 e dopo tre anni siamo riusciti a organizzare il primo trofeo ufficiale. Oggi questa disciplina ha una propria federazione in 56 Paesi del mondo e l’Italia può contare su una squadra tra le migliori, visto che vanta già 8 titoli mondiali”. Intanto un risultato è raggiunto: la storia di Conti rappresenta i valori sani dello sport, primo fra tutti il non arrendersi davanti alle difficoltà. Come del resto insegna anche il kettlebell.

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